Asia-Pacific in recupero. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,09%
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,22% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata sostanzialmente confermata, per quanto si sia fatta più contrastata. La guerra in Iran rimane sullo sfondo, nonostante un nuovo rialzo dei corsi del greggio, e gli investitori tornano a guardare con ottimismo al settore tecnologico. Jeff Huang, chief executive di Nvidia, ha dichiarato di attendersi che nel 2027 gli ordini dei due processori Blackwell e Vera Rubin raggiungano quota 1.000 miliardi di dollari. Huang ha parlato lunedì dalla Nvidia Gtc 2026, conferenza globale sull'intelligenza artificiale che è il maggiore evento dell'anno per il colosso dei chip, e il suo ottimismo ha contagiato i listini in Usa come pure in Asia. Clima positivo che si concretizza in un progresso intorno all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in rialzo di circa lo 0,10% a fronte di uno yen in arretramento di quasi lo 0,20% sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,09% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,45%). Sul fronte macroeconomico, in gennaio l'indice di attività del settore terziario è salito in Giappone dell'1,5% annuo, rettificato stagionalmente, in rallentamento rispetto al 2,5% di dicembre (1,7% in novembre). Su base sequenziale l'indice è invece cresciuto dell'1,7% contro il precedente calo dello 0,5% (0,2% in novembre).
Contrastate le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono lo 0,85% e lo 0,73% rispettivamente, contro una flessione dell'1,87% per lo Shenzhen Composite. Moderato recupero invece per Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,10% (e l'andamento è simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul il Kospi ha segnato un'espansione dell'1,63% mentre a Sydney è stato dello 0,39% il rialzo dell'S&P/ASX 200 in chiusura. Come previsto la Reserve Bank of Australia (Rba) aumenta ancora i tassi d'interesse portandoli dal 3,85% al 4,10% per cercare di smorzare le pressioni sui prezzi causate dalla guerra in Iran. "Anche se l'inflazione è diminuita in modo sostanziale dal suo picco nel 2022, è aumentata significativamente nella seconda metà del 2025", ha sottolineato l'istituto centrale.
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