Asia-Pacific in recupero. Nikkei 225 va oltre i 59.000 punti
pubblicato:Dopo un'altra seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,26% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata confermata ma si è fatta più contrastata. Il clima rialzista è supportato dalla trimestrale di Nvidia, che restituisce fiducia al settore tecnologico anche se i record del colosso dei chip sono ormai considerati scontati a Wall Street. In Asia sotto i riflettori ci sono gli ennesimi record di Tokyo e Seoul. Il Nikkei 225 superato per la prima volta in intraday i 59.000 punti in scia a quello che ormai viene chiamato l'effetto Takaichi. Il governo ha nominato due nuovi membri della Bank of Japan (BoJ) più allineati alle posizioni della premier Sanae Takaichi che predilige una politica monetaria espansiva. E la tendenza in positivo per la regione si concretizza in un progresso di circa lo 0,50% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in modesto declino a fronte di un rafforzamento di circa lo 0,20% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,29% (fa decisamente meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,97%), sui nuovi massimi di 58.753,39 punti. Sul fronte macroeconomico, in dicembre l'indice anticipatore del Giappone sale ulteriormente a 111,0 punti dai 109,9 punti di novembre (109,7 punti in ottobre), sopra ai 110,2 punti della lettura preliminare diffusa a inizio mese. L'indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, cala invece a 114,3 punti dai 114,9 punti precedenti (115,9 punti in ottobre), sotto ai 114,5 punti del dato flash.
Complessivamente in negativo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono lo 0,01% e lo 0,19% rispettivamente, contro un progresso dello 0,19% per lo Shenzhen Composite. Male Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in declino di circa l'1,20% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un ribasso superiore al 2%). A Sydney è stata dello 0,51% l'espansione dell'S&P/ASX 200, mentre a Seoul il Kospi ha chiuso in rally del 3,67% sfondando quota 6.300 punti. Bank of Korea (BoK, la Banca centrale di Seoul) ha lasciato ancora fermi i tassi sul 2,50% raggiunto nel maggio 2025. La decisione era stata prevista da tutti i 34 economisti che componevano il consensus di Reuters. L'istituto ha anche migliorato dall'1,8% al 2,0% la stima di crescita del Pil della Corea del Sud nel 2026.
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