Asia-Pacific in recupero. Per il Nikkei 225 rally del 4,03%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in netto recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi del 2,76% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo si è trasformata in un rally sul rinnovato ottimismo per la sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale (ottimismo innescato dalla trimestrale di Microsoft, rimbalzata del 15,51% al Nasdaq). La reazione è stato un Kospi decollato addirittura del 18% in scia a performance mostruose (guadagni intorno al 30%) per i due colossi sudcoreani dei chip di memoria Samsung Electronics e Sk Hynix.

Intanto come previsto la Bank of Japan (BoJ) ha confermato i tassi d'interesse sui massimi dal 1995 dell'1,00% raggiunto in giugno con un rialzo di 25 punti base. La decisione è stata approvata con otto voti favorevoli su nove con il solo membro del board Hajime Takata contrario (aveva proposto un ulteriore aumento di 25 punti base). Il clima di estremo ottimismo per la regione si concretizza nel rimbalzo di circa il 7% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in rialzo di oltre lo 0,20% contro un indebolimento superiore allo 0,70% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 chiude in rally del 4,03% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,29%).

Sul fronte macroeconomico, in luglio il tasso d'inflazione è salito nella regione di Tokyo (benchmark per l'intero Giappone) sul 2,0% annuo dall'1,7% di giugno. L'indice core dei prezzi al consumo è cresciuto all'1,9% annuo dall'1,6% precedente, contro l'1,7% del consensus. In giugno la produzione industriale è aumentata in Sol Levante del 4,2% annuo, contro il declino del 2,1% di maggio. Su base mensile la produzione industriale è invece salita dell'1,3% contro lo 0,1% precedente e l'1,0% atteso.

In luglio l'indice Pmi manifatturiero della Cina è calato a sorpresa su 49,2 punti dai 50,3 punti di giugno, contro i 50,1 punti del consensus del Wall Street Journal. L'indice ritorna dunque sotto la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione.

Complessivamente in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,80% e l'1,10% contro un progresso intorno al 2,80% per lo Shenzhen Composite.

Più contrastata la giornata di Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti un declino di circa lo 0,20% (segno opposto per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una espansione intorno allo 0,30%). A Sydney è stato dello 0,10% il progresso dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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