Bambina morta a Bordighera, la mamma di Beatrice scarica il compagno Emanuel Iannuzzi: "È stato lui"

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Manuela Aiello attribuisce a Emanuel Iannuzzi ogni responsabilità sulla morte della figlia Beatrice. La donna lo racconta in una lettera al padre biologico della bambina, ora al vaglio della Procura

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In una lettera, o una serie di lettere, Manuela Aiello avrebbe scaricato tutte le responsabilità sul compagno Emanuel Iannuzzi. Secondo le indiscrezioni, nelle missive la donna avrebbe accusato l'uomo, attribuendogli un ruolo principale nella drammatica sorte di Beatrice, sua figlia, morta a Bordighera (o a Perinaldo, secondo gli investigatori) a causa di un'emorragia cerebrale causata da un trauma cranico, e con i polmoni saturi di fumo come quelli di un comune fumatore.

Manuela Aiello scarica Emanuel Iannuzzi

A rivelarlo è Vita in Diretta nella puntata andata in onda giovedì 30 luglio. Secondo la corrispondente Luisa Vittoria Amen, Manuela Aiello, dal carcere Cotugno e Lorusso di Torino, avrebbe scritto una serie di lettere in cui rompe il silenzio sulla morte della figlia Beatrice attribuendo ogni responsabilità al compagno Emanuel Iannuzzi.

Di queste lettere gli avvocati della donna, Bruno Di Giovanni e Manuela Corbetta, non hanno confermato né smentito il contenuto né l'esistenza. Una lettera in particolare sarebbe indirizzata a Maurizio Rao, padre biologico di Beatrice, al quale la donna avrebbe raccontato gli ultimi giorni di vita della bimba.

In quei giorni, nell'abitazione di Perinaldo in cui viveva Iannuzzi, si sarebbero consumate ripetute violenze nei confronti della bambina. E sarebbe proprio Iannuzzi, secondo Aiello, ad aver procurato a Beatrice quelle ferite che le sono costate la vita. Sul contenuto delle missive sono in corso gli accertamenti da parte della Procura di Imperia, titolare dell'inchiesta.

I testimoni: "Aveva lividi sulla faccia"

Le telecamere di Vita in Diretta hanno raggiunto alcuni testimoni. Una donna, probabilmente madre di un minore dell'asilo nido, riferisce che in almeno un'occasione avrebbe notato che Beatrice "aveva lividi sulla faccia e sul labbro".

Un'altra donna parla di "segni sulla pancia". Chi fosse il responsabile di quei segni presenti sul viso di Beatrice, anche quando era in vita, per ora non è dato saperlo. Nei fatti, nell'ordinanza di convalida dell'arresto di Iannuzzi si legge, stando alle testimonianze delle sorelline di Beatrice, che la piccola veniva assalita da tremori ogni volta che ci si avvicinava all'abitazione di Perinaldo. Ancora, la piccola scoppiava in pianti disperati "per la paura che l'uomo le ispirava".

La bimba di Bordighera era malnutrita?

Come scrive Repubblica in un articolo, secondo l'autopsia Beatrice sarebbe morta a seguito di una emorragia cerebrale acuta causata da un colpo ricevuto almeno 48 ore prima del decesso. Un decesso che, secondo la Procura di Imperia, sarebbe sopraggiunto nella notte tra l'8 e il 9 febbraio mentre la piccola si trovava in casa di Iannuzzi, a Perinaldo, con la madre e le sorelline.

A dare l'allarme era stata Manuela Aiello con una chiamata al 118 dalla sua casa di Bordighera, ma probabilmente la donna aveva fatto ritorno a casa trasportando in auto la figlia già morta. La bimba, secondo l'autopsia, soffriva di steatosi epatica da malnutrizione che si presenta quando vi è una carenza di proteine o si incorre in digiuni drastici.

Il parere dell'avvocata della madre di Beatrice

Giovedì 30 luglio Maria Gioffrè, l'avvocata di Manuela Aiello, è intervenuta in collegamento con Morning News. A proposito della malnutrizione, la legale ha spiegato al conduttore:

Non abbiamo letto la parte sulla malnutrizione, la signora conferma che la bimba mangiasse poco, lei cercava di acquistare cose che le piacevano per sopperire alla cosa, mentre le sorelline avevano un appetito diverso. Collegare la trascuratezza a questi eventi non so, non posso dirlo. La relazione con Iannuzzi è iniziata molto dopo, non risale a un anno fa, sono aspetti da analizzare.