Edoardo Crescimanno Ciardiello confessa di essere il cecchino di Prati: "Non volevo fare male a nessuno"
pubblicato:Il ferimento di Cristina Stillitano: "Sono anche sceso a soccorrerla, poi sono andato via"

Disoccupato, 50enne, attivo sui social e una serie di attacchi "per gioco". È ciò che emerge dalla confessione di Edoardo Crescimanno Ciardiello, che nella serata di mercoledì 16 settembre si è consegnato spontaneamente presso la caserma dei carabinieri di San Pietro, incalzato dal suo avvocato Giampaolo Balzarelli. L'uomo è stato ascoltato dal pm Alessandra D'Amore e ha confessato di essere il cecchino del quartiere Prati, Roma, che per giorni ha seminato il terrore in via della Giuliana. Avrebbe sparato "per gioco", con quella carabina da softair, ma ha aggiunto: "Non volevo fare male a nessuno".
La confessione del cecchino di Prati
Come anticipato, mercoledì 16 settembre Edoardo Crescimanno Ciardiello, disoccupato romano di 50 anni, si è presentato presso la caserma dei carabinieri di San Pietro per costituirsi. I primi lanci di stampa avevano rivelato che Ciardiello si era consegnato spontaneamente, ma secondo un aggiornamento dell'ultima ora riportato dal Corriere della Sera sarebbero stati i carabinieri, che ormai avevano stretto il cerchio intorno a lui, a contattarlo.
Ormai alle strette, quindi, il 50enne avrebbe contattato il suo avvocato per farsi accompagnare in caserma. Ai militari, davanti al pm Alessandra D'Amore, Ciardiello ha confessato di essere il cecchino di Prati. Alla sua abitazione, un appartamento al quarto piano di un condominio di via della Giuliana, i militari erano arrivati grazie ai rilievi tridimensionali del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) che hanno ricostruito la traiettoria degli spari, ma anche grazie ai registri di un'armeria distante 400 metri dall'abitazione dell'uomo. Lì, Ciardiello, avrebbe acquistato una carabina da softair nei primi giorni di settembre. Nel suo appartamento erano presenti anche tre pistole.
Le rivelazioni choc
Secondo il racconto del reo confesso, non sarebbe stata sua intenzione fare del male alle persone. "L’ho fatto per gioco, non volevo fare male a nessuno", ha detto, e ha aggiunto di aver sparato "almeno dieci volte" e di non aver preso di mira "solo donne", ma dal suo tiro avrebbe comunque escluso "anziani e bambini". Poi ha detto: "Mi sono fermato quando ho ferito quella donna. Ho capito di aver sbagliato". La donna menzionata dal reo confesso è Cristina Stillitano, giornalista e scrittrice di 49 anni, che ha raccontato la sua disavventura sui social. Stillitano è stata operata per l'estrazione del proiettile dal braccio.
Avrebbe sparato almeno "in dieci occasioni", e in tutti questi episodi "nessuno gridava", per questo "non mi sono mai reso conto di fare qualcosa che non avrei dovuto fare". Nessuno gridava, quindi, ma poi le cose sarebbero cambiate quando ha colpito "quella donna - Stillitano, ndr - che poi ha cominciato a perdere sangue". "Sono anche sceso per soccorrerla, ma poi sono andato via", ha aggiunto.
Gli spari contro Angela Perrone e Cristina Stillitano
A rompere il silenzio è stata proprio Cristina Stillitano, che sui social ha mostrato le immagini del braccio insanguinato e ha raccontato la sua disavventura. La giornalista è stata colpita alle 15:15 di lunedì 14 settembre, mentre camminava all'altezza del civico 3 di via della Giuliana. Attualmente è ricoverata al Cto della Garbatella. Grazie all'intervento chirurgico, il proiettile estrattole dal corpo è ora a disposizione dei carabinieri che procederanno alla verifica della compatibilità con l'arma usata da Ciardiello.
Dopo il post sui social pubblicato da Stillitano, Angela Perrone, commercialista di 57 anni, si è riconosciuta nel suo racconto. Ha dunque contattato i carabinieri per spiegare che intorno alle 21 di venerdì 11 settembre, mentre si trovava nello stesso punto in cui è stata ferita la giornalista, è stata colpita al polpaccio dopo aver avvertito "uno spostamento d'aria".
Il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini gli ha contestato il reato di lesioni aggravate. Secondo gli investigatori, e stando anche alle dichiarazioni rese dal reo confesso, i casi di ferimento a lui attribuiti potrebbero essere di più, almeno altri sette secondo le indiscrezioni.