Amplifon propone aumento da 631 milioni per GN Hearing e fissa il prezzo a 11,267 euro

di FTA Online News pubblicato:
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Deliberata l'emissione di 56 milioni di nuove azioni con diluizione del 17 percento, raccomandazione buy e target price fino a 14 euro

Amplifon propone aumento da 631 milioni per GN Hearing e fissa il prezzo a 11,267 euro

Amplifon ha terminato la seduta di venerdì a 11,395 euro, in calo dell’1,68%, dopo avere oscillato tra un minimo di 11,32 e un massimo di 11,60 euro.

L’attenzione del mercato resta concentrata sull’acquisizione di GN Hearing e sul conseguente aumento di capitale riservato a GN Store Nord.

Il consiglio di amministrazione ha stabilito di proporre all’assemblea straordinaria l’emissione di 56 milioni di nuove azioni Amplifon, con esclusione del diritto di opzione, al prezzo unitario di 11,267 euro.

Il valore della componente azionaria dell’operazione risulta quindi pari a circa 631 milioni di euro. Il prezzo fissato per le nuove azioni è inferiore di appena l’1,12% rispetto alla chiusura di venerdì. Questa vicinanza potrebbe contribuire a esercitare nel breve periodo una certa attrazione sulle quotazioni, trasformando area 11,25-11,30 euro in un riferimento tecnico e finanziario particolarmente importante.

Acquisizione da oltre 2,3 miliardi di euro

Amplifon aveva sottoscritto a marzo l’accordo per rilevare da GN Store Nord l’intero business GN Hearing.

Il corrispettivo comprende: una componente in contanti di 1,69 miliardi di euro; una componente azionaria di circa 631 milioni; un valore complessivo dell’operazione vicino a 2,32 miliardi di euro.

La parte in contanti sarà finanziata anche mediante il senior loan da 1,35 miliardi di euro sottoscritto a giugno. La chiusura dell’acquisizione è prevista entro la fine del 2026.

Dopo l’emissione delle nuove azioni, GN Store Nord deterrà il 17,09% del capitale di Amplifon, ma soltanto il 9,13% dei diritti di voto.

Ampliter, azionista di controllo, scenderà al 32,07% del capitale, mantenendo comunque il 63,69% dei diritti di voto. Per gli azionisti preesistenti l’aumento comporterà una diluizione economica prossima al 17%. In compenso, Amplifon acquisirà un’attività industriale destinata ad ampliare sensibilmente dimensioni, presenza internazionale e integrazione verticale del gruppo.

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Gli analisti restano positivi

Banca Akros ha confermato la raccomandazione accumulate e il prezzo obiettivo di 12,50 euro. Rispetto alla chiusura di 11,395 euro, il target incorpora un potenziale rialzo di circa il 9,7%.

Gli analisti sottolineano come il gruppo stia procedendo nel rispetto delle tempistiche previste per la pianificazione dell’integrazione. Il management si attende che, una volta perfezionata l’operazione, il processo possa svilupparsi in linea con le attese e con le sinergie annunciate.

Più ottimista Equita Sim, che conferma la raccomandazione buy e il target price di 14 euro. Il potenziale apprezzamento teorico rispetto ai prezzi attuali è pari a circa il 22,9%. Secondo Equita, la delibera del consiglio di amministrazione rappresenta essenzialmente un passaggio tecnico necessario per proseguire il processo di acquisizione, la cui finalizzazione rimane prevista entro la fine dell’anno.

Il consiglio proporrà inoltre la conferma di Francesca Fiore e, subordinatamente al perfezionamento dell’operazione, l’ingresso di Scott Davis quale rappresentante di GN Store Nord nel consiglio di amministrazione.

Analisi tecnica: Amplifon compressa tra 11,30 e 11,60 euro

Dal punto di vista grafico, Amplifon si trova in una fase di compressione. Il recupero partito dal minimo di marzo, poco sotto 8 euro, ha raggiunto in agosto area 12,65-12,70 euro, ma da quel livello è iniziata una correzione caratterizzata da massimi progressivamente decrescenti.

La chiusura a 11,395 euro colloca il titolo in prossimità della media mobile esponenziale a 100 giorni, che sta tentando di fornire sostegno alle quotazioni. Il minimo di venerdì a 11,32 si colloca inoltre poco sopra il prezzo di emissione delle nuove azioni, pari a 11,267 euro.

Il primo ostacolo è rappresentato da 11,55-11,60 euro, area nella quale convergono: il ritracciamento del 23,6% del rialzo marzo-agosto; la trendline discendente tracciata dal massimo di agosto; i recenti massimi di breve periodo.

Soltanto una chiusura convincente sopra 11,60 euro, preferibilmente accompagnata da un aumento dei volumi, fornirebbe un primo segnale di miglioramento. In questo scenario i prezzi potrebbero dirigersi verso 12 euro e successivamente verso 12,50-12,70 euro, zona coincidente con il target di Banca Akros e con i massimi di agosto.

I livelli da monitorare

Sul lato opposto, la fascia compresa tra 11,25 e 11,30 euro costituisce il primo supporto. Una violazione di quest’area indebolirebbe la struttura e potrebbe anticipare una discesa verso: 10,80-10,85 euro, ritracciamento del 38,2%; 10,30-10,40 euro, ritracciamento del 50%; 9,75-9,90 euro, ritracciamento del 61,8%.

La trendline crescente che parte dal minimo di marzo transita invece approssimativamente in area 10,55-10,65 euro e rappresenta il sostegno dinamico decisivo per preservare l’intera struttura di recupero. Il quadro di breve rimane quindi neutrale e fragile.

La tenuta di 11,25-11,30 mantiene aperta la possibilità di un nuovo attacco a 11,60 euro; sotto tale supporto aumenterebbe invece il rischio di una correzione verso 10,85 e successivamente 10,40 euro.

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