Asia-Pacific in rialzo. Il Nikkei 225 guadagna solo lo 0,07%
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi del 2,69% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata complessivamente confermata. A guidare gli acquisti è stato soprattutto il settore tecnologico, con Alphabet che ha segnato nuovi massimi storici con un rally del 6,28% e ha continuato a guadagnare in after market grazie alla sua crescente presa sul settore dell'intelligenza artificiale. Settimana scorsa si era chiusa con l'annuncio di Gemini 3, nuova versione dell'Ai di Mountain View, e la nuova ottava è iniziata con indiscrezioni sulla possibile sfida lanciata a Nvidia direttamente nell'hardware. Google potrebbe infatti mettere sul mercato le sue tensor processing unit (Tpu, acceleratori per l'intelligenza artificiale sviluppati internamente e finora utilizzati solo nei propri data center). Il clima complessivamente positivo per la regione si concretizza intanto in rialzo intorno allo 0,70% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è sostanzialmente invariato a fronte di uno yen in recupero di circa lo 0,10% sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna solo lo 0,07% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,21%). Donald Trump ha parlato al telefono con il presidente cinese Xi Jinping (con cui avrebbe concordato una visita a Pechino per l'aprile 2026) e successivamente anche con la premier giapponese Sanae Takaichi. Telefonate che finora non hanno contribuito molto a disinnescare le tensioni diplomatiche tra Pechino e Tokyo. Takaichi, riporta la Cnbc, ha ammesso di avere discusso delle relazioni con la Cina durante la telefonata con Trump. Erano state recenti dichiarazioni della stessa Takaichi sulla possibile risposta del Sol Levante a un attacco cinese a Taiwan a surriscaldare gli animi.
Le piazze cinesi sono tutte in positivo. Shanghai Composite e Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,87% e lo 0,95% rispettivamente, contro un deciso progresso dell'1,42% per lo Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,40% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una crescita intorno allo 0,60%). A Sydney l'S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,14% al termine delle contrattazioni, mentre a Seoul è stata dello 0,30% l'espansione del Kospi in chiusura della sessione. In novembre l'indice della fiducia dei consumatori della Corea del Sud è cresciuto su 112,4 punti dai 109,8 punti di ottobre (110,1 punti in settembre), confermandosi dunque per il settimo mese consecutivo sopra la quota di 100 punti che separa la prevalenza di ottimisti da quella di pessimisti.
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