Asia-Pacific in rialzo ma a Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,13%
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava in ulteriore arretramento per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, deprezzatosi dello 0,93% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata, virando alla fine in rialzo. Il prezzo del petrolio continua a muoversi intorno ai 100 dollari il barile a causa dell'incertezza sugli sviluppi della guerra in Iran. Donald Trump ha ordinato attacchi contro obiettivi militari sull'isola di Kharg, principale hub dell'industria petrolifera iraniana, e ha minacciato ulteriori attacchi anche se questo significherebbe sfidare direttamente la Cina, che dipende dall'Iran per il suo fabbisogno di greggio. Trump ha anche chiesto ad alleati e non di partecipare alle operazioni militari per sbloccare il passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz, di fatto controllato da Teheran, ma finora solo la Corea del Sud ha dato un timido segnale di risposta. Il clima alla fine di recupero per la regione si concretizza intanto in una espansione di circa lo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in declino di oltre lo 0,10% a fronte di uno yen in crescita di più dello 0,20% sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,13% (fa peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,50%). Sul fronte macroeconomico, in febbraio le esportazioni dalla Corea del Sud sono rimbalzate del 28,7% annuo, in rallentamento rispetto al 33,8% di gennaio (13,3% l'incremento di dicembre) ma sostanzialmente in linea con il 29,0% della lettura preliminare diffusa a inizio mese. Le importazioni sono invece salite del 7,5% annuo contro l'11,6% precedente (4,6% l'espansione di dicembre), in questo caso in linea con il dato flash. A Seoul è stato dell'1,14% il progresso del Kospi.
In gennaio-febbraio (dato accorpato per le festività del Capodanno lunare, caduto il 17 febbraio nel 2026) la produzione industriale è salita in Cina del 6,3% annuo, contro il 5,2% di dicembre e il 5,3% del consensus. Le vendite retail sono invece cresciute del 2,8% annuo contro lo 0,9% precedente e il 2,5% atteso. Contrastate le piazze cinesi. Lo Shanghai Composite perde lo 0,26% contro guadagni dello 0,05% e dello 0,16% per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Molto bene invece Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di circa l'1,50% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso intorno all'1,70%). A Sydney l'S&P/ASX 200 ha perso lo 0,39% in chiusura.
RR - www.ftaonline.com