Piazza Affari debole. Unicredit e Amplifon in forte calo su novità M&A. FTSE MIB -0,6%

di FTA Online News pubblicato:
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Piazza Affari debole. Unicredit e Amplifon in forte calo su novità M&A. FTSE MIB -0,6%.

Il FTSE MIB segna -0,6%, il FTSE Italia All-Share -0,6%, il FTSE Italia Mid Cap -0,8%, il FTSE Italia STAR -1,1%.
Mercati azionari europei negativi:
EURO STOXX 50 -0,5%; Londra (FTSE 100) +0,1%; Francoforte (DAX) -0,1%; Parigi (CAC 40) -0,4%; Madrid (IBEX 35) -0,6%.
Future su indici azionari americani positivi. S&P 500 +0,5%; NASDAQ 100 +0,5%; Dow Jones Industrial +0,3%. Le chiusure dei principali indici di Wall Street nella seduta precedente: S&P 500 -0,61%; NASDAQ Composite -0,93%; Dow Jones Industrial -0,26%.
Mercato azionario giapponese sotto la parità. L'indice Nikkei 225 ha chiuso a -0,13%. Borse cinesi in verde. L'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen segna +0,1%, l'Hang Seng di Hong Kong +1,5%.
Euro contro dollaro sopra il minimo da luglio 2025 a 1,1411 toccato venerdì sera. EUR/USD al momento segna 1,1440 circa.
BTP in lieve peggioramento, stabile lo spread. Il rendimento del decennale segna 3,78% (chiusura precedente a 3,76%), lo spread sul Bund 81 bp (81) (dati MTS).
Massiccia flessione per Amplifon -6,6% (titolo sui minimi da febbraio 2017) dopo l'annuncio dell'accordo definitivo con GN Store Nord A/S per l'acquisizione dell'intero business Hearing per complessivi 2,3 miliardi di euro attraverso una combinazione di 56 milioni di azioni Amplifon (16% del capitale, secondo azionista dopo Ampliter che attualmente ha il 68%) e 1,69 miliardi di euro cash. Il nuovo Gruppo avrà ricavi aggregati di circa 3,3 miliardi e un EBITDA adjusted pro-forma aggregato di circa 830 milioni (incluse le sinergie nette a regime, tra 60 e 80 milioni a regime entro il 2029, con significativo potenziale di upside), con un margine intorno al 25%. Il perfezionamento dell'operazione è attualmente previsto entro la fine del 2026.

Bancari deboli, l'indice FTSE Italia Banche segna -1,4%. Sotto i riflettori Unicredit -2,4% dopo il lancio di un'OPS su Commerzbank +3,9% a 30,74 euro "finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia di offerta pubblica di acquisto nonché a favorire, nelle prossime settimane, un confronto costruttivo con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder". Si prevede il superamento del 30% senza tuttavia acquisire il controllo del gruppo. Attualmente Unicredit ha il 26% di Commerzbank e un'ulteriore posizione di circa il 4% tramite total return swap. Unicredit prevede che il rapporto di cambio ( sarà determinato da BaFin nei prossimi giorni) sia pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, pari a 30,80 euro per azione Commerzbank, +4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026. L'offerta dovrebbe partire all'inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane.
Buon avvio per STMicroelectronics +1,7% a 29,09 euro: Equita conferma la raccomandazione buy e incrementa da 30 a 33 euro il prezzo obiettivo. Da segnalare che la taiwanese Foxconn ha chiuso il quarto trimestre 2025 con risultati inferiori alle attese ma prevede una forte crescita dei ricavi per trim1 ed esercizio 2026 grazie alla domanda di server AI.
Generali -0,7% a 33,97 euro debole nonostante la decisione di Deutsche Bank di incrementare il prezzo obiettivo da 37,50 a 38,00 euro con raccomandazione hold confermata.
Leonardo -0,4% a 63,84 euro parte bene grazie al report di Barclays, poi ripiega: gli analisti della banca britannica hanno incrementato il prezzo obiettivo del titolo da 68 a 71 euro.
Marr -8,3% a 7,27 euro perde ulteriore terreno e tocca i minimi da novembre 2012. Banca Akros peggiora la raccomandazione sul titolo da accumulate a neutral e riduce il prezzo obiettivo da 11,00 a 8,50 euro. Il gruppo venerdì ha comunicato risultati 2025 in peggioramento: l'EBITDA è diminuito a 108,8 milioni di euro rispetto ai 120,2 milioni del 2024 mentre l'utile netto è calato a 31 milioni da 42,7 milioni del 2024. Peggiora anche la posizione finanziaria netta ante IFRS 16 a 203,8 milioni da 170,4 milioni di fine 2024. Il Cda ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,47 euro per azione da 0,60 euro dell'anno precedente.
Bel progresso per Sesa +2,7% a 79,45 euro. Equita conferma la raccomandazione buy e incrementa da 107 a 109 euro il prezzo del titolo dopo risultati del terzo trimestre e guidance dell'esercizio 2025-2026 leggermente migliori delle attese.
L'agenda macroeconomica odierna prevede alle 03:00 vendite al dettaglio, investimenti fissi e produzione industriale Cina.
Negli USA alle 13:30 indice Empire State Manufacturing NY Fed, alle 14:15 produzione industriale, alle 15:00 indice mercato immobiliare NAHB.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com