Asia-Pacific in rialzo ma a Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,20%
pubblicato:Dopo una seduta di moderato arretramento per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,21% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata virando alla fine su un generalizzato rialzo. Nvidia ha convinto con una trimestrale ancora da record (i ricavi sono rimbalzati di più del 100% annuo) ma soprattutto ha restituito ottimismo sulla sostenibilità del business dell'intelligenza artificiale stimando un'ulteriore espansione del 70% (44% il consensus) per le vendite nel prossimo anno fiscale 2028.
E l'intelligenza artificiale contribuisce anche alla revisione dell'outlook da parte di Bank of Korea. L'istituto centrale di Seoul ha infatti alzato al 3,3% la stima di crescita del Pil nel 2026, contro il 2,6% dell'outlook di maggio (2,0% in febbraio). Per il 2027 Bank of Korea ha alzato l'outlook su un'espansione del Pil del 2,9% contro il 2,1% precedente. Il clima complessivamente rialzista per la regione si concretizza intanto in un guadagno intorno allo 0,30% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in marginale arretramento a fronte comunque di uno yen parimenti poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,20% (segno opposto per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi invece dello 0,15%).
Per Ryozo Himino, vice governatore della Bank of Japan (BoJ), l'istituto centrale nipponico resta vigile sui rischi dell'inflazione e affronterà il tema di una nuova stretta. Come nota il Wall Street Journal stanno crescendo le aspettative per un rialzo dei tassi del Giappone in occasione del prossimo meeting della BoJ di 17-18 settembre. Le speculazioni su un possibile nuovo aumento del costo del denaro (dopo quello da 25 punti base di giugno) si sono intensificate successivamente all'intervento congiunto di Tokyo e Washington a sostegno dello yen (le probabilità di un inasprimento il mese prossimo sono salite quasi al 90%).
Da inizio 2026 al 31 luglio i profitti del settore industriale sono rimbalzati in Cina del 17,6% annuo, in frenata rispetto al 18,7% precedente (18,8% nei primi cinque mesi dell'anno), attestandosi a 4.580 miliardi di yuan (pari a 584,55 miliardi di euro).
Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,80% e lo 0,60% rispettivamente, contro una crescita superiore all'1% per lo Shenzhen Composite.
Frena invece Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti un calo intorno allo 0,40% (segno opposto per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che si muove sulla parità). A Sydney è stata dello 0,98% la perdita dell'S&P/ASX 200 in chiusura, mentre a Seoul è intorno all'1% l'espansione del Kospi.
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