Asia-Pacific in rialzo ma Nikkei 225 segna calo dello 0,30%

di FTA Online News pubblicato:
2 min
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Dopo una partenza d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,42% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si conferma in positivo ma l'andamento è più contrastato. Tra gli investitori continuano a prevalere le incertezze sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. Donald Trump ha dichiarato alla Cnbc di non essere interessato al fatto che i negoziati con l'Iran possano essere falliti. Teheran stava valutando di interrompere le trattative con Washington e di procedere al blocco total" dello Stretto di Hormuz visto che Israele continua ad attaccare il Libano. Il clima alla fine positivo per la regione si concretizza comunque in un rialzo intorno allo 0,50% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in modesto calo a fronte di uno yen comunque indebolito sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,30% (fa anche peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,42%). Sul fronte macroeconomico, in maggio la base monetaria del Sol Levante è crollata del 12,2% annuo, in peggioramento rispetto all'11,3% di aprile (11,6% in marzo) e contro la flessione del 9,5% del consensus. Si tratta della ventunesima contrazione consecutiva. La base monetaria del Giappone si è attestata nel mese appena chiuso a quota 571.877 miliardi di yen (3.077 miliardi di euro al cambio attuale), in ribasso dai 590.873 miliardi (3.179 miliardi di euro) di aprile.

In positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,40% e l'1,50% rispettivamente, contro un progresso intorno allo 0,80% per lo Shenzhen Composite. Molto bene Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in crescita di circa l'1,90% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in rally di oltre il 3%). A Sydney si è limitato allo 0,06% il declino dell'S&P/ASX 200 in chiusura, mentre a Seoul è intorno allo 0,40% la contrazione del Kospi. In maggio il tasso d'inflazione è salito in Corea del Sud sul 3,1% annuo dal 2,6% di aprile, contro il 3,0% atteso. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è invece salito dello 0,5% come in aprile, contro lo 0,3% del consensus.

RR - www.ftaonline.com