Asia-Pacific in ribasso. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,79%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, in rally del 3,03% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata, virando alla fine decisamente al ribasso. L'euforia per la vittoria dei Democratici alle elezioni di Midterm (e forse anche per un Donald Trump più conciliatorio del previsto), lascia il passo in gran parte ai timori sull'impatto che un cambio di politiche a Washington possa avere sul settore tecnologico e più in particolare sul comparto dell'intelligenza artificiale.

Il clima ribassista per la regione si concretizza in un declino intorno all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in calo di oltre lo 0,20% a fronte di un rafforzamento superiore allo 0,30% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,79% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,16%).

Sul fronte macroeconomico, in ottobre il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) dei servizi del Giappone, stilato da S&P Global in collaborazione con Jibun Bank, è salito su 51,7 punti dai 51,3 punti di settembre. Il dato è stato rivisto al ribasso dai 52,0 punti della lettura preliminare diffusa il mese scorso. Il Pmi Composite, che combina l’indice dei servizi con quello del manifatturiero, è invece calato su 52,1 punti dai 52,3 punti precedenti, anche in questo caso sotto ai 52,3 punti del dato flash.

I consumi d'oro sono rimasti sostanzialmente invariati in Cina da inizio 2026, registrando una crescita di appena lo 0,3% annuo, a 684,62 tonnellate. A sostenere la domanda è stato il rimbalzo del 26,3% nei prodotti da investimento come lingotti e monete (a 444,58 tonnellate), a fronte di un crollo del 33,9% per quanto riguarda i gioielli (178,61 tonnellate).

Tutte in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,10% e lo 0,29% rispettivamente, contro un netto progresso dell'1,59% per lo Shenzhen Composite. Vola Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in rally di oltre il 3% (fa persino meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un rimbalzo superiore al 4%). A Seoul è stato invece del 5,28% il tracollo del Kospi, mentre a Sydney è stata di un deciso 2,61% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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