Asia-Pacific in ribasso. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,82%
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava mista per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,38% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata al ribasso.
In attesa dell'avvio della tornata di trimestrali della Corporate America (nel pomeriggio arriveranno quelle dei colossi bancari Jp Morgan Chase & Co., Goldman Sachs e Citigroup), protagonista in negativo è ancora una volta l'intelligenza artificiale. Micron Technology aveva chiuso con un crollo del 3,88% al Nasdaq, dopo che nel weekend la cinese Cxmt aveva anticipato per la fine del 2026 il lancio di una nuova generazione di memorie in grado di competere con le Hbm4 prodotte da Micron.
A Seoul Sk Hynix e Samsung Electronics, che sono leuniche rivali del gruppo californiano nella fornitura di memorie per i data center dell'intelligenza artificiale, segnano perdite di oltre il 4% e il 7% rispettivamente. Intanto il clima decisamente ribassista per la regione si concretizza in un calo ampiamente superiore al 2% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in contrazione di circa lo 0,10% a fronte di un progresso invece intorno allo 0,20% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,82% (segno opposto per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,14%).
Sul fronte macroeconomico, in settembre i prezzi alla produzione sono saliti in Giappone del 6,8% annuo, in frenata rispetto al 7,6% di agosto e contro la lettura invariata sul 7,6% del consensus. Su base sequenziale l'indice dei prezzi alla produzione è invece sceso dello 0,3% come nel mese precedente, contro l'incremento dello 0,5% atteso. Il mese scorso i prestiti erogati dagli istituti di credito del Giappone sono saliti del 5,3% annuo come in agosto, a 681.974 miliardi di yen (3.854 miliardi di euro).
Dal 1° aprile 2027 la Cina ridurrà dal 13% al 9% gli incentivi fiscali per l'export di Nev (new energy vehicle, ovvero veicoli elettrici a batteria, a celle di combustibile e ibridi). La misura rientra in un più ampio programma di ottimizzazione delle politiche di ribasso delle imposte sull'export. Dallo scorso aprile erano già stati ridotti dal 9% al 6% gli incentivi fiscali per le batterie.
Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi lo Shanghai Composite e si muovono intorno alla parità, contro un declino di circa lo 0,40% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300. In negativo Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo di circa l'0,10% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una flessione intorno all'1,60%). A Seoul è superiore al 5% il crollo del Kospi, mentre a Sydney si è limitata ad appena lo 0,01% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.
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