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LU-VE, ricavi e ordini oltre le attese: il titolo sfida i massimi storici

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
6 min

Il fatturato del terzo trimestre di Lu-Ve cresce del 16,9% e il portafoglio ordini raggiunge il record di 402,6 milioni, sostenuto da data center, generazione elettrica e refrigerazione

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LU-VE termina la seduta di lunedì a 69,40 euro, in lieve calo dello 0,14%, dopo avere oscillato tra 69,10 e 70,80 euro. Il titolo non riesce quindi a beneficiare immediatamente dei dati preliminari superiori alle attese, ma continua a muoversi poco sotto i massimi storici.

La società, specializzata nella progettazione e produzione di scambiatori di calore ad aria e sistemi di raffreddamento ad alta efficienza, ha comunicato risultati particolarmente solidi sia sul fronte dei ricavi sia su quello degli ordini.

Fatturato trimestrale in crescita del 16,9%

Nel terzo trimestre del 2026 LU-VE ha registrato un fatturato prodotti di 169,2 milioni di euro, in crescita del 16,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato risulta superiore alle previsioni degli analisti, che indicavano un incremento vicino al 13%.

Nei primi nove mesi dell’esercizio il fatturato prodotti ha raggiunto 490,2 milioni di euro, con un aumento complessivo del 12,6% su base annua.

La crescita è stata sostenuta soprattutto dai volumi, ma anche la componente prezzo sta diventando più visibile.

Dopo un contributo stimato intorno al 3% nel trimestre precedente, il gruppo sembra disporre di una maggiore capacità di trasferire sui clienti almeno parte dell’aumento dei costi.

Portafoglio ordini al livello più alto di sempre

Il dato maggiormente rilevante riguarda il portafoglio ordini, salito al 30 settembre a 402,6 milioni di euro, il valore più elevato mai registrato dalla società.

L’incremento è pari al:

  • •

    68,7% rispetto al 30 settembre 2025;

  • •

    20,8% rispetto ai 333 milioni circa registrati alla fine del primo semestre.

Secondo le elaborazioni degli analisti, l’acquisizione di nuovi ordini nel trimestre potrebbe avere raggiunto circa 240 milioni di euro, con una crescita prossima al 50% su base annua. Anche escludendo il contratto pluriennale sottoscritto con un grande operatore hyperscaler, l’aumento potrebbe essere stato superiore al 30%.

Il portafoglio ordini offre quindi una buona visibilità sui ricavi futuri e suggerisce che la crescita non dipenda esclusivamente dalla consegna di commesse accumulate nei trimestri precedenti.

Data center e generazione elettrica trainano la domanda

I principali fattori di crescita restano gli stessi emersi nella prima parte dell’anno:

  • •

    infrastrutture per data center;

  • •

    sistemi destinati alla generazione elettrica;

  • •

    refrigerazione commerciale e industriale;

  • •

    pompe di calore;

  • •

    applicazioni tecnologiche ad alta efficienza energetica.

L’espansione dei data center legati all’intelligenza artificiale richiede sistemi di raffreddamento sempre più efficienti. LU-VE si trova quindi esposta a uno dei principali temi strutturali del mercato, ma con un’attività industriale differente rispetto ai produttori di semiconduttori: il gruppo fornisce una parte dell’infrastruttura fisica necessaria per gestire il calore generato dagli impianti.

Equita conferma il buy

Equita SIM ha confermato la raccomandazione buy dopo la pubblicazione dei dati trimestrali, giudicando fatturato e ordini superiori alle proprie attese.

Gli analisti attenderanno i risultati completi e la conference call del 12 novembre prima di aggiornare formalmente modello e valutazione. In via preliminare, tuttavia, ritengono possibile un miglioramento delle stime di utile per azione adjusted nell’ordine di una bassa singola cifra percentuale.

Le attuali previsioni di Equita implicano per il quarto trimestre una crescita delle vendite del 6%.

La stima viene considerata prudente, nonostante una base di confronto più impegnativa: nel quarto trimestre del 2025 il fatturato era infatti aumentato di circa il 10%, contro appena lo 0,5% dei primi nove mesi dello stesso anno.

TP ICAP alza il target a 78 euro

TP ICAP Midcap ha confermato il giudizio buy e aumentato il prezzo obiettivo da 70 a 78 euro.

Rispetto alla chiusura di 69,40 euro, il nuovo target implica un potenziale rialzista teorico di circa il 12,4%.

La casa d’investimento ha aumentato le stime sui ricavi del:

  • •

    2% per il 2027;

  • •

    4% per il 2028.

Il rialzo delle previsioni riflette soprattutto la consistenza del portafoglio ordini e la crescente visibilità offerta dai settori dei data center, della generazione elettrica e della refrigerazione.

Valutazioni non più contenute

La qualità dei risultati deve essere confrontata con valutazioni ormai abbastanza impegnative. LU-VE tratta a circa 16 volte l’EV/Ebit adjusted atteso per il 2027, multiplo sostanzialmente in linea con la media del settore.

Il titolo non appare quindi evidentemente sottovalutato rispetto ai concorrenti.

Per sostenere un’ulteriore espansione dei multipli sarà necessario che il portafoglio ordini si traduca in ricavi, margini e generazione di cassa superiori alle attese.

La mancata reazione positiva di lunedì, nonostante i preliminari migliori del previsto, potrebbe indicare che una parte delle buone notizie fosse già incorporata nelle quotazioni.

Analisi tecnica: massimi storici ancora da superare

Il quadro grafico rimane positivo. Dopo il minimo di agosto in area 54 euro, LU-VE ha costruito una sequenza di massimi e minimi crescenti, riportandosi in prossimità dei record storici.

La prima resistenza importante si trova a 71,60 euro, massimo del 3 giugno. Nelle ultime sedute i prezzi hanno provato a oltrepassare questa soglia, spingendosi brevemente nell’area 72-72,80 euro, ma senza riuscire a consolidare il breakout.

La fascia compresa tra 71,60 e 72,80 euro rappresenta quindi l’ostacolo decisivo. Una chiusura confermata sopra 72,80 completerebbe la rottura dei massimi storici e potrebbe aprire spazio verso:

  • •

    75 euro, primo obiettivo psicologico;

  • •

    78 euro, area coincidente con il target di TP ICAP Midcap;

  • •

    80-82 euro, possibile estensione teorica del movimento.

I supporti da monitorare

Sul lato opposto, il primo supporto si trova tra 68,50 e 69 euro. La sua violazione potrebbe favorire una discesa verso 66,50-67 euro, area già testata durante la recente volatilità.

Il supporto dinamico più importante coincide con la media mobile esponenziale a 50 giorni, attualmente in transito intorno a 64-64,50 euro.

Una discesa sotto questa media indebolirebbe la struttura rialzista e potrebbe riportare i prezzi verso 61-62 euro. Fino a quando il titolo resterà sopra 64 euro, il movimento partito dai minimi di agosto conserverà invece un’impostazione costruttiva.

LU-VE si trova quindi davanti a un passaggio tecnico molto netto: i fondamentali sostengono il titolo, ma le valutazioni richiedono una crescita ancora robusta.

La rottura confermata di 71,60-72,80 euro segnalerebbe che il mercato è disposto a pagare ulteriormente questa prospettiva; una nuova respinta potrebbe invece prolungare il consolidamento tra 67 e 72 euro.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.

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