Anticipazioni Lo Stato delle Cose del 12 ottobre, dal caso Garlasco al giallo della morte di David Rossi
pubblicato:Rosa Muscio sapeva che una criminologa avrebbe compilato una valutazione psicologica di Alberto Stasi? Chi le riferì che su quei pedali c'era del sangue? E inoltre: chi sono le persone che si affacciano dal vicolo in cui è morto David Rossi?

Lunedì 12 ottobre in prima serata su Rai 3 ritorna Lo Stato delle Cose, il programma di approfondimento condotto da Massimo Giletti. In scaletta, inevitabilmente, ci sono i due fatti di cronaca più discussi di questo periodo: si parlerà della morte di David Rossi e del delitto di Garlasco, ma ci sarà spazio anche per la vicenda Ranucci e per le presunte infiltrazioni mafiose nelle imprese di pulizia di alcuni ospedali di Palermo.
A Lo Stato delle Cose il caso Garlasco e la morte di David Rossi
Le novità sulla morte di David Rossi
Il 6 marzo 2013, quando David Rossi precipitò dalla finestra del suo ufficio, in fondo a vicolo Monte Pio, a Siena, c'erano una o più persone. A stabilirlo è una relazione del Ris consegnata dai consulenti della Commissione Parlamentare d'Inchiesta, ovvero Adolfo Gregori, tenente colonnello dei Carabinieri, Luca Gasparollo, comandante della Sezione di Intervento Operativo del Ris di Roma; e Federico Zomparelli, comandante della Sezione Fonica e Audiovideo del Ris di Roma. La consulenza è stata formulata sulla base del tristemente noto filmato di una videocamera di sorveglianza che ha immortalato l'impatto di David Rossi al suolo. In fondo al vicolo, ricordiamo, dopo la caduta si muovono delle sagome.
C'è di più. Dopo l'audizione di lunedì 12 ottobre dei tre militari a Palazzo San Macuto, tenutasi alle ore 10, il presidente della commissione Gianluca Vinci, ha osservato: "Con il passo di oggi abbiamo quasi concluso la ricostruzione dei fatti. Oggi è tutto chiaro a parte i nominativi. Deve essere un'organizzazione, abbiamo degli elementi che ci spingono verso la 'Ndrangheta della bassa Lombardia".
Il caso Garlasco
Nella giornata di domenica 11 ottobre La Stampa e il Corriere della Sera hanno pubblicato due estratti del segmento in cui, questa sera, si parlerà del delitto di Garlasco. In un caso un'inviata è riuscita a raggiungere Rosa Muscio, l'ex pm - ora giudice minorile - che nel 2007 indagò sull'omicidio di Chiara Poggi per la Procura di Vigevano, titolare delle indagini.
Il focus è tutto sul giallo delle analisi del Dna sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi: perché i risultati negativi non furono inseriti nel fascicolo della prima inchiesta? Chi riferì a Muscio che su quei pedali ci fosse del sangue? Ricordiamo che fino ad oggi è stato dato sapere che sui pedali di Stasi ci fosse del Dna, ma quei risultati omessi dall'attuale fascicolo della Procura di Pavia potrebbero raccontare una realtà completamente diversa.
Inoltre, Rosa Muscio non autorizzò la valutazione psicologica di Alberto Stasi, attribuita alla psicologa e criminologa Alessandra Bramante che oggi nega ogni paternità di quel documento. Inoltre, la stessa inviata ha raggiunto Alberto Marino, l'ex capitano del Ris che nel 2007 analizzò i pedali di Stasi, che oggi si sottrae alle domande della stampa e riferisce di voler parlare in aula.
Il caso Ranucci e le ombre su Lavitola
La domanda è sempre la stessa: perché Sigfrido Ranucci non ha mai preso le distanze da Valter Lavitola? Nel frattempo, il dibattito sul popolare conduttore di Report coinvolge anche i colleghi, come nel caso di Corrado Formigli. Il conduttore di Piazzapulita non nega che Ranucci abbia commesso degli errori. Tra questi, quello di essersi lasciato "sedurre" da una fonte.
"Un giornalista può fare molte cose per procacciarsi una notizia", ha detto al Corriere della Sera, per poi aggiungere: "Io sarei andato a cena con Totò Riina od Osama Bin Laden. Ma a un certo punto il giornalista tira fuori il taccuino, o la telecamera, o il registratore e mette in chiaro i rispettivi ruoli: 'Tu, fonte. Io, giornalista'".
Le altre anticipazioni del 12 ottobre: una parentopoli mafiosa all'ospedale di Palermo?
Secondo il comunicato stampa ufficiale Rai, in chiusura della puntata Massimo Giletti parlerà delle presunte infiltrazioni mafiose nelle imprese di pulizie dell'ospedale Cervello di Palermo e in alcune cliniche private. Di questa "parentopoli mafiosa", come la chiama il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che a luglio ha denunciato alla polizia presunte infiltrazioni della malavita locale tra le assunzioni della Rekeep Spa, la società che dal 2021 gestisce l'appalto all'interno dell'ospedale Cervello.
Tra i dipendenti, infatti, c'era Fausto Seidita, arrestato nel dicembre 2025 nonché boss al vertice di due realtà: la famiglia Cruillas-Malaspina e il mandamento Noce. L'ospedale Cervello si trova nell'area di influenza del clan Cruillas.