Saipem sale del 3,72%: ipotesi di alleanza con Fincantieri nell’Underwater
pubblicato:Rumors su joint venture nei droni subacquei con Fincantieri

Saipem termina la seduta di venerdì a 4,57 euro, in rialzo del 3,72%, dopo avere oscillato tra 4,408 e 4,57 euro. La chiusura sul massimo di giornata testimonia la forza degli acquisti, favoriti dal recupero del mercato e dall’interesse per il comparto energetico.
A sostenere l’attenzione sul titolo contribuiscono anche le indiscrezioni riportate da MF, secondo cui Saipem e Fincantieri starebbero lavorando alla costituzione di una possibile joint venture nel settore Underwater.
Una collaborazione industrialmente credibile
L’ipotesi appare coerente con le competenze delle due società. Saipem opera nella robotica subacquea attraverso Sonsub, che sviluppa e utilizza i droni autonomi della famiglia Hydrone per l’ispezione, la manutenzione e gli interventi sulle infrastrutture offshore.
Questi sistemi possono operare fino a circa 3.000 metri di profondità e svolgere attività continuative sui fondali, riducendo l’impiego di mezzi navali tradizionali e di personale.
Fincantieri sta invece costruendo una piattaforma Underwater più ampia, orientata alla difesa, alla protezione delle infrastrutture critiche, alle comunicazioni subacquee e alle applicazioni dual use.
Le competenze risultano quindi complementari: Saipem dispone di esperienza operativa offshore, robotica e capacità d’intervento sui fondali; Fincantieri offre competenze navali, militari, sensoristiche e di integrazione dei sistemi; una joint venture potrebbe sviluppare soluzioni destinate a energia, telecomunicazioni, difesa e protezione di cavi e condotte sottomarine.
Le due società avevano già firmato nel 2024 un memorandum d’intesa sulla robotica subacquea e sulla protezione delle infrastrutture critiche. L’eventuale joint venture rappresenterebbe quindi l’evoluzione industriale di una collaborazione già avviata.
Il progetto si inserirebbe inoltre nella strategia di espansione di Fincantieri nell’Underwater, rafforzata dalle recenti acquisizioni di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm.
I vantaggi potenziali per Saipem
Per Saipem, una collaborazione strutturata con Fincantieri potrebbe valorizzare attività tecnologiche che oggi rappresentano una parte relativamente limitata del gruppo rispetto al tradizionale business dell’ingegneria energetica e offshore.
I principali benefici potenziali sarebbero:
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accesso più diretto ai programmi della difesa italiana ed europea; maggiore utilizzo delle tecnologie Hydrone;
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diversificazione rispetto al ciclo degli investimenti petroliferi;
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sviluppo di ricavi ricorrenti da ispezione e manutenzione;
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valorizzazione delle attività strategiche italiane in vista della combinazione con Subsea7.
La futura Saipem7 dovrebbe infatti nascere con un portafoglio ordini complessivo di circa 43 miliardi di euro e competenze particolarmente forti nelle attività sottomarine.
La tutela delle tecnologie italiane relative ai droni Underwater è stata anche una delle condizioni poste dal governo all’operazione con Subsea7.
Al momento, tuttavia, non sono noti struttura, partecipazioni, investimenti e obiettivi economici dell’eventuale joint venture. È quindi prematuro stimarne l’impatto su ricavi e utili di Saipem.
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Nuovi ordini navali, ma il beneficio diretto è per Fincantieri
Secondo MF, sarebbe inoltre vicino l’annuncio di un ordine della Marina italiana per due nuove FREMM EVO, destinate a sostituire le unità cedute alla Grecia. Il valore complessivo dell’operazione sarebbe di circa 1,5 miliardi di euro.
L’ordine si aggiungerebbe ai programmi DDX, alle FREMM portoghesi e al progetto LSM negli Stati Uniti, aumentando la visibilità sull’obiettivo di Fincantieri di acquisire 5 miliardi di euro di nuovi ordini nella difesa.
Anche gli 8,9 miliardi di fondi SAFE indicati per l’Italia potrebbero sostenere nel medio periodo nuovi programmi militari e navali.
Questi sviluppi rappresentano però un catalizzatore diretto soprattutto per Fincantieri. Per Saipem il beneficio sarebbe prevalentemente indiretto e legato alla possibilità che la collaborazione Underwater si traduca in commesse specifiche.
È opportuno precisare che il giudizio buy con target price a 16 euro di Equita SIM si riferisce a Fincantieri, non a Saipem.
Il petrolio sostiene il settore, ma cresce il rischio valutativo
Saipem continua a beneficiare di un contesto favorevole per gli investimenti offshore. Prezzi elevati del petrolio migliorano la capacità di spesa delle compagnie energetiche e rendono economicamente sostenibile un numero maggiore di progetti.
La relazione non è però automatica. Per Saipem contano soprattutto:
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l’acquisizione di nuovi ordini;
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la redditività delle commesse;
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la capacità di esecuzione;
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la generazione di cassa;
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l’integrazione con Subsea7.
Un greggio stabilmente elevato rappresenterebbe un sostegno importante. Una rapida discesa, legata per esempio a una distensione geopolitica, potrebbe invece ridimensionare le aspettative sull’intero comparto.
Un primo segnale di cautela arriva da BNP Paribas Exane, che ha ridotto la raccomandazione su Eni da outperform a neutral.
Il downgrade riguarda Eni e non può essere trasferito automaticamente a Saipem. Segnala tuttavia che, dopo i recenti rialzi, alcuni dei principali titoli energetici potrebbero essersi avvicinati ai prezzi obiettivo degli analisti.
In assenza di un nuovo aumento significativo del greggio o di revisioni al rialzo degli utili, il settore potrebbe quindi entrare in una fase più selettiva: non basterà più la semplice appartenenza al comparto energetico, ma conteranno maggiormente ordini, margini e capacità di generare cassa.
Saipem chiude sul massimo: ora servono conferme
La chiusura di Saipem a 4,57 euro, coincidente con il massimo della seduta, rappresenta un segnale di forza nel brevissimo periodo.
Per consolidare il movimento sarà però necessario verificare se gli acquisti proseguiranno anche nelle prossime sedute e se le indiscrezioni sulla joint venture troveranno una conferma ufficiale. L’alleanza con Fincantieri potrebbe offrire a Saipem una nuova direttrice di crescita nel settore Underwater.
Fino alla comunicazione dei dettagli, tuttavia, il progetto deve essere considerato un potenziale catalizzatore e non ancora un elemento quantificabile nelle valutazioni del titolo.
Analisi tecnica Saipem: primo breakout del triangolo
Il rialzo di venerdì ha consentito a Saipem di superare la trendline ribassista che unisce i massimi decrescenti registrati da giugno. La rottura suggerisce la possibile conclusione della lunga fase di consolidamento sviluppata sopra il supporto di 4 euro.
Il breakout necessita tuttavia di conferma. Le resistenze successive si trovano a:
- 4,60-4,65 euro, area dei massimi di agosto;
- 4,80-4,85 euro, massimi di giugno e limite superiore della congestione;
- 5 euro, soglia psicologica e possibile obiettivo successivo.
Il superamento confermato di 4,80-4,85 euro completerebbe un’ampia figura di consolidamento e potrebbe aprire uno spazio teorico verso 5,50-5,60 euro.
Sul lato opposto, la vecchia trendline, ora in area 4,45-4,50 euro, dovrebbe trasformarsi in supporto. Un ritorno immediato sotto questa fascia indebolirebbe il segnale e aumenterebbe il rischio di un falso breakout, con possibili ripiegamenti verso 4,30-4,35 euro.
Il sostegno decisivo rimane a 4 euro: la sua violazione comprometterebbe la struttura laterale e riaprirebbe uno scenario correttivo più ampio.