Giovani, anche l'ipotesi di una no tax area under 35 nella manovra 2027

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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La proposta di Forza Italia strizza l'occhio a una fascia strategica della popolazione italiana sotto il punto di vista sociale ed economico. Ma siamo solo ai primi confronti sulla finanziaria

Giovani, anche l'ipotesi di una no tax area under 35 nella manovra 2027
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Sempre più nel vivo i cantieri della nuova manovra finanziaria 2027 che ha già registrato un passaggio chiave nella presentazione del nuovo DPFP (Documento Programmatico di Finanza Pubblica) e passa oggi dall’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

In un dibattito sempre molto focalizzato sul tema previdenziale spunta però anche un riferimento ai giovani dalle proposte di Forza Italia, che mette sul tavolo due misure focalizzate sui due estremi dell’arco anagrafico: una no tax area fino a 35 anni e una detassazione delle tredicesime per lavoratori con stipendi bassi e pensionati.

Li porta avanti il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani nell’ambito del posizionamento del suo partito sulla legge economica per eccellenza del Bel Paese. L’annuncio delle nuove proposte è insomma inscindibile dalla campagna elettorale ed è lo stesso Tajani in un’intervista a Il Messaggero che alla domanda che manovra sarà risponde: “Dovrà essere in continuità con il percorso intrapreso della riduzione fiscale. Penso a una detassazione delle tredicesime, alla No Tax Area per i giovani, a un’ulteriore riduzione dell’Irpef, alla possibilità di anticipare le detrazioni delle spese sanitarie all’anno in cui vengono effettuate”.

Nelle stesse ore il vicepremier lanciava la candidatura a sindaco di Milano del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego e la Corte dei Conti, anch’essa in audizione in Parlamento, evidenziava le sfide di un quadro programmatico italiano dalla crescita debole (in calo dall’1,0% allo 0,6% nel 2027), dal deficit sotto il 3% del Pil nell’orizzonte previsionale (ma solo con l’impiego della clausola di salvaguardia per difesa ed energia fino allo 0,6% del Pil), dal capitolo debito pubblico ancora critico (in pratica l’extradeficit della clausola fa slittare di un anno il ritorno alla discesa del rapporto debito/Pil: salirà di nuovo dal 138,1% al 138,5% del Pil nel 2027 e solo dopo scenderà, nel 2028, al 137,9% e quindi al 136,6% nel 2029).

Giovani, una fetta strategica dell'elettorato

Ma restiamo sui giovani: quei circa 10,4 milioni di italiani che hanno età compresa tra 18 e 35 anni e che potrebbero giovarsi di una “no tax area under 35” sono un cluster strategico della popolazione per il partito di Forza Italia che è da tempo alle prese con una necessità di svecchiamento dell’elettorato che è passata anche per una ridefinizione dei vertici.

E' una fascia della popolazione essenziale anche per ricucire un rapporto inter-generazionale italiano sempre più sdrucito e per garantire la tenuta del sistema previdenziale.

Pochi giorni fa la convention dei Giovani Imprenditori di Confartigianato denunciava le emergenze di questo fronte: il rischio che entro il 2050 l’Italia abbia 1,7 milioni di giovani under 35 in meno dopo l’espatrio di ben 170 mila giovani laureati nell’ultimo decennio e l’allarme impellente occupazionale di questa sezione anagrafica che registra ben 1,52 milioni di giovani inattivi tra 25 e 34 anni, ossia quasi un quarto (24,7%) di tutta questa fascia d’età.

Probabilmente Tajani pensava proprio a questo, quando parlava di “diritto a non emigrare” e di diritto ad “arrivare a fine mese”.

È indubbio che anche da lì passerà la prossima manovra economica per la quale il governo si appresta a chiedere uno scostamento di 28,8 miliardi di euro in due anni solo per la clausola di salvaguardia su di difesa ed energia.

Come per ogni misura a impatto non neutrale sul bilancio pubblico, bisognerà trovare poi le coperture anche per queste misure sui giovani (non diversamente da quanto accadrà per i progetti della Lega sulla pensione anticipata a 64 anni con possibilità di ricalcolo contributivo dell’assegno).

Proprio su questo i primi contrasti si sono già palesati: se il vicepremier Matteo Salvini non nasconde l’idea di un contributo volontario da almeno 5 miliardi da banche e assicurazioni, Tajani boccia senza incertezze ogni “odiosa tassa sugli extraprofitti” e si intesta la via maestra della moral suasion che ha portato le compagnie petrolifere a ridurre volontariamente i prezzi alla pompa di benzina e le società energetiche ad avanzare delle proposte commerciali calmierate. Ancora una volta la via per delle misure a sostegno dei giovani appare dunque in salita.

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Informazioni sull'autore:

Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.