Lottomatica-Cirsa: i cda approvano la fusione, verso un gigante del gaming
pubblicato:Ecco i numeri del maxi merger: i dividendi previsti, i multipli del deal, le valutazioni e la redditività

Nonostante la promozione di buona parte degli azionisti, la conquista della spagnola Cirsa non ha portato molta fortuna al titolo Lottomatica, anzi: il 2 settembre nel giorno dell’annuncio del maxi-deal al mercato l’azione di Lottomatica ha perso il 7,6% a Piazza Affari e segnato un minimo di seduta a 21,92 euro che ha temporaneamente portato i corsi su livelli che non si vedevano da inizio marzo.
È vero che poi c’è stata una reazione veemente dei prezzi che li ha ri-catapultati nell’area critica dei 28 euro che ospita finora tutti i massimi di questo anno 2026; ma poi le vendite hanno prevalso di nuovo e l’azione è riprecipitata a 24,1 euro, livello dal quale sta tentando di reagire nelle ultime due sedute. Una volatilità esagerata che non a caso ha portato su massimi storici l’average true range. Colpisce in questo scenario notare che al 23 settembre scorso (quando già da un po’ l’operazione su Cirsa era stata annunciata) si contavano sul titolo ben 18 analisti unanimemente schierati su un consiglio di acquisto del titolo (buy) con un target price medio di € 32,4 che quindi implicherebbe un potenziale upside del titolo di oltre il 30% sui livelli di stamane (€ 24,74, +1,35%).
Praticamente opposto è stata invece a Madrid la reazione di Cirsa Enterprises che dopo l’annuncio è balzata rapidamente da 13,64 a massimi effimeri di 20 euro tra il 17 e il 23 settembre (+18,48% il primo giorno, il 2 settembre) per poi ripiegare sugli attuali 17,88 euro.
Lottomatica-Cirsa, i cda approvano la fusione, ecco i numeri
La novità di oggi è che a mercato chiuso la società dei giochi ha comunicato che i consigli di amministrazione di Lottomatica e di CIRSA Enterprises hanno approvato il progetto di fusione tra i due gruppi.
L’occasione permette di riassumere i punti salienti di un merger che intende creare il secondo operatore mondiale del gaming quotato in Borsa con una posizione di leadership sia in Italia che in Spagna. La fusione prevista è carta contro carta, ossia prevede che gli azionisti di Cirsa ricevano 0,668 azioni di Lottomatica per ogni titolo detenuto.
È un passaggio fondamentale anche sul fronte degli assetti proprietari: al termine delle operazioni infatti i soci originari di Lottomatica (fra i quali tutti con quote inferiori al 10% FMR/Fidelity, Capital Research e Parvus AM) avranno circa due terzi della nuova entità, ma Blackstone, socio di riferimento di Cirsa diventerà azionista di riferimento del nuovo gruppo Lottomatica/Cirsa con il 24% circa del capitale.
All’asset manager più importante del mondo spetteranno quindi anche i due posti aggiuntivi nel consiglio di amministrazione della combined entity che salirà a un totale di 13 membri quindi.
Sul fronte della governance è stato già tutto stabilito: l’attuale presidente e amministratore delegato di Lottomatica Guglielmo Angelozzi manterrà questi incarichi anche nel vertice del nuovo gruppo così come Laurence Van Lancker, attuale CFO e deputy CEO di Lottomatica manterrà gli stessi mandati nella nuova entità post-fusione. È previsto che Antonio Hostench sia ad di CIRSA e Antonio Grau CFO. La nuova società manterrà il nome di Lottomatica e avrà sede legale e domicilio a Roma, ma anche una sede secondaria per Cirsa in provincia di Barcellona in Spagna.
Il dividendo di straordinario di Cirsa e le valutazioni ai nastri di partenza
Ora prima della fusione CIRSA distribuirà agli azionisti ben 262 milioni di euro corrispondenti a € 1,56 per azione: un dividendo straordinario prima della fusione. Questo significa che, se si prendono i corsi pre annuncio del 1° settembre, ossia Lottomatica a € 24,77 e Cirsa a € 13,64, a bocce ferme, tolto il dividendo da 1,56 euro in arrivo per i soci spagnoli, Lottomatica pagava 16,54 euro dei titoli che valevano ai corsi del momento e senza dividendo straordinario previsto, 12,08 euro. Che i due titoli abbiamo registrato dei movimenti di reazione non stupisce.
Ma di che valutazioni parliamo?
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Lottomatica si presenta al deal con 2,3 miliardi di ricavi consolidati stabili e una leadership in Italia, 2.600 dipendenti e 17.400 punti vendita. Stima un ebitda adj. 2026 di 940-980 milioni e free cash flow operativi (EBITDA adj. – capex) per 780-820 milioni.
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CIRSA mostra gaming ma anche 450 casinò, 85 mila macchine da gioco e 2.300 punti scommesse. Stima un ebitda 2026 da 800-820 mln e flussi di cassa operativi (ebitda – capex) per 600-620 milioni di euro.
Entrambi i gruppi hanno registrato una crescita a doppia cifra dei ricavi tra il 2024 e la prima metà del 2026 con una cash conversion (flussi di cassa operativi/ebitda) superiore rispettivamente all’80% e al 70%.
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Lottomatica/Cirsa: dopo la fusione ancora dividendi
La promessa di valore e remunerazione va però ben oltre il merger con l’annuncio che l’entità post-fusione distribuirà 744 milioni di euro agli azionisti nella forma di un dividendo straordinario, di un’opa parziale post-fusione o di un mix delle due strade.
Il nuovo campione dei giochi, la nuova Lottomatica, punta a un ebitda di circa 2 miliardi di euro, più quindi dell’aggregato matematico delle due voci di partenza, grazie anche a sinergie di 115 milioni di euro in termini di cassa pre-imposte.
Lottomatica ha anche annunciato che nei tre anni dopo l’operazione distribuirà agli azionisti fino a 4 miliardi di euro.
La valutazione pre-merger di CIRSA in termini di EV/EBITDA 2026 è stata indicata in 6x, ossia, considerando nel mid-point l’ebitdaE 2026 da 810 milioni di euro, circa 4,86 miliardi di euro di enterprise value: questo è coerente con la combinazione di un debito netto della società spagnola alla fine del primo semestre di 2,07 miliardi di euro e con l’equity che risulta dalla semplice moltiplicazione delle 0,668 azioni di Lottomatica per ogni titolo CIRSA al prezzo pre-annuncio, ossia un totale di circa 2,78 miliardi di euro.
La forte generazione di cassa singola e aggregata che è un po’ la chiave di volta del progetto dovrebbe consentire già nella prima metà del 2027 un leverage pro-forma (definito come debito netto/ adjusted ebitda) di 2,7x, decisamente incoraggiano. A margine si segnala il previsto risparmio di oneri finanziari per 14 milioni l’anno dal livellamento dei costi del debito. Decisamente più importante la politica di distribuzione degli utili indicata in un 30% circa dell’utile netto rettificato (payout ratio).
Per chi in Spagna non approverà all’assemblea prevista la fusione è previsto un diritto di recesso a € 13,20 (contro i 17,88 euro di queste ore).
Lottomatica, le prossime assemblee e il calendario del merger
Diffuso oggi il progetto di fusione e depositato presso il Registro delle imprese di Roma, saranno diffusi i documenti richiesti e approvati dai cda nei siti web delle due società. Saranno quindi convocate le assemblee ordinarie e straordinarie dei due gruppi entro la fine di novembre 2026.
La fusione dovrebbe essere completata entro il primo trimestre del 2027.