Azioni difesa in rosso nonostante scenario favorevole in Medio Oriente

di Simone Ferradini pubblicato:
2 min

Non si vede la fine della guerra all'Iran, anzi la situazione dello Stretto di Hormuz preoccupa sempre più, ma Rheimetall delude il mercato e fa scattare le vendite

Azioni difesa in rosso nonostante scenario favorevole in Medio Oriente
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Mattinata difficile per il settore difesa, a Milano (Leonardo -1,8%) e nel resto d'Europa, nonostante l'escalation nello stretto di Hormuz: ormai è chiaro che è quello il punto chiave della guerra in Medio Oriente.

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Medio Oriente: la guerra continua, rischio escalation nello stretto di Hormuz

Oggi l'Iran ha annunciato di aver lanciato la sua operazione più "dura e intensa" dall'inizio della guerra. L'agenzia marittima del Regno Unito ha segnalato che tre navi cargo in navigazione nello Stretto di Hormuz sono state colpite e danneggiate da proiettili di origine sconosciuta. In precedenza gli USA avevano comunicato di aver colpito e distrutto diverse navi iraniane tra cui 16 posamine. Sempre stamattina si registrano quattro feriti a seguito della caduta di due droni nei pressi dell'aeroporto di Dubai, senza effetti sul traffico aereo.

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Rheinmetall delude e penalizza il settore

La situazione non presenta elementi tali da far intravedere la fine del conflitto, quindi buone notizie in teoria per le società attive nella produzione di armamenti. Invece oggi si registrano ribassi consistenti e generalizzati. Il motivo non è geopolitico ma puramente contabile: il colosso Rheinmetall - numero tre in Europa alle spalle di Safran e BAE Systems in termini di capitalizzazione di mercato - ha comunicato risultati 2025 in crescita ma sotto le attese degli analisti (il titolo cede oltre il 5%).

I ricavi sono saliti del 29% a 9,94 miliardi di euro, ben inferiori ai 10,53 miliardi del consensus LSEG e agli 11,8 di FactSet. Sotto alle aspettative anche l'EBIT, pari a 1,68 miliardi contro gli 1,75 miliardi di LSEG. L'utile netto si è attestato a 696 milioni contro il miliardo di FactSet. Il management prevede per il 2026 ricavi a +40/45% ed EBIT a +19% nel 2026. Per Jefferies la guidance è realistica ma prudente. Si ripete quindi il ben noto copione: risultati e prospettive possono avere il segno più davanti ma se il mercato si aspettava di meglio...scattano le vendite.

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