BCE in pausa, economia europea tra stabilizzazione e primi segnali di ripresa

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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Francoforte vede l’inflazione tornare verso il 2% e difende l’attuale livello dei tassi

BCE in pausa, economia europea tra stabilizzazione e primi segnali di ripresa

La politica monetaria della Banca centrale europea e il quadro macroeconomico dell’area euro stanno entrando in una fase di relativa stabilizzazione, dopo anni dominati da inflazione elevata, rialzi dei tassi e timori recessivi.

I messaggi che arrivano da Francoforte sono oggi sorprendentemente coerenti e puntano tutti nella stessa direzione: i tassi sono al livello giusto e non c’è fretta di cambiare rotta.

Per la BCE i tassi sono al livello giusto

Secondo Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e membro del Consiglio direttivo, l’attuale livello del tasso di riferimento – fermo al 2% – è appropriato. Il recente calo dell’inflazione sotto il target, con il dato all’1,7%, viene letto come temporaneo e contenuto, non come l’inizio di una deriva disinflazionistica.

Nel medio termine, infatti, l’inflazione è vista tornare e stabilizzarsi in prossimità dell’obiettivo del 2%, mentre le aspettative di lungo periodo restano saldamente ancorate, un elemento cruciale per la credibilità della banca centrale.

Anche le misure di inflazione core confermano questa valutazione, rafforzata dalle ultime proiezioni ufficiali della BCE.

Per Christine Lagarde l'inflazione è stabilizzata attorno al 2%

Sulla stessa linea si colloca Christine Lagarde, che ha ribadito davanti al Parlamento europeo come lo scenario di base resti quello di un’inflazione stabilizzata attorno al 2% nel medio periodo.

In un contesto che rimane incerto, la presidente ha sottolineato l’efficacia di un approccio data-dependent e meeting by meeting, lasciando intendere che solo sorprese rilevanti sul fronte macro o inflazionistico potrebbero giustificare un cambiamento dell’impostazione attuale.

Un messaggio ancora più netto arriva da Peter Kazimir, governatore della banca centrale slovacca e considerato tra le voci più “hawkish” del Consiglio.

Secondo Kazimir, servirebbe una deviazione significativa e persistente dallo scenario di base – sia sul fronte dell’economia sia su quello dell’inflazione – per prendere in considerazione una ricalibrazione della politica monetaria.

Al momento, però, questo scenario non si è materializzato. Non a caso, la BCE non modifica i tassi da giugno, quando ha concluso il ciclo di tagli, e il consenso interno sembra orientato verso una politica invariata per gran parte del 2026, con l’eventualità di rialzi rimandata, se mai, al 2027.

Il dibattito interno alla BCE resta comunque prudente

Il dibattito interno resta comunque prudente. I rischi sull’inflazione sono giudicati complessivamente bilanciati, ma molto dipendenti da fattori esterni: un andamento favorevole dei prezzi dell’energia aiuta a contenere le pressioni, mentre una crescita economica più robusta potrebbe riaccenderle.

Anche il cambio gioca un ruolo: un euro più forte tende a smorzare l’inflazione attraverso il canale delle importazioni, ma va valutato alla luce della forza relativa dell’economia dell’area euro. In ogni caso, l’incertezza rimane elevata e la BCE è consapevole che la volatilità potrebbe persistere nei prossimi mesi.

Segnali più incoraggianti sul fronte macro

Sul fronte macro, però, iniziano ad arrivare segnali più incoraggianti. L’indice Sentix, che misura il sentiment degli investitori nell’area euro, è salito a 4,2 punti a febbraio, terzo aumento consecutivo e livello più alto da luglio 2025, superando nettamente le attese.

Secondo Sentix, la recessione nella zona euro sembra essersi esaurita e sarebbe in atto una fase iniziale di ripresa.

Particolarmente significativo è il miglioramento del clima in Germania, dove l’indice è risalito a -6,9, anch’esso massimo da luglio 2025, suggerendo che la fase recessiva dell’economia tedesca potrebbe essere alle spalle.

Il quadro che emerge è quello di una BCE in pausa vigile

In sintesi, il quadro che emerge è quello di una BCE in pausa vigile, convinta di aver riportato l’inflazione sotto controllo senza aver compromesso in modo irreversibile la crescita.

L’economia dell’area euro resta fragile, ma i primi segnali di miglioramento del sentiment indicano che il punto di minimo potrebbe essere stato superato.

Finché l’inflazione resterà allineata al target e le aspettative rimarranno ancorate, la linea di Francoforte appare chiara: stabilità dei tassi, nessuna fretta e massima attenzione ai dati.

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