Banche sistemiche, il Financial Stability Board fissa i requisiti: Cina e Fed cominciano a fare i conti

 Il Financial Stability Board, una sorta di guardiano e regolatore della stabilità finanziaria globale, ha deciso questa settimana che le banche sistemiche dovranno (dal primo gennaio 2019) avere un requisito di capitale per l'eventuale assorbimento delle perdite (TLAC Total Loss Absorbing Capacity) di almeno il 16% delle attività ponderate per il rischio (gli RWA). Una quota da portare al 18% all'inizio del 2022.

Il leverage ratio del TLAC dovrà essere al 6% da primo gennaio 2019 e al 6,75% dal primo gennaio 2022: si tratta in questo caso del rapporto tra patrimonio netto e attività tangibili (tecnicamente tier 1 capital, ossia patrimonio e riserve meno asset intangibi, su appunto gli asset al netto degli intangibili).

La lista delle banche sistemiche aggiornata di recente dallo stesso FSB e dal Comitato di Supervisione di Basilea comprende HSBC, JP Morgan Chase, Barclays, BNP Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Bank of America, Credit Suisse, Goldman Sachs, Mitsubishi UFJ FG, Morgan Stanley, Agricultural Bank of China, Bank of China, Bank of New York Mellon, China Construction Bank, Groupe BPCE, Groupe Crédit Agricole, Industrial and Commercial Bank of China Limited, ING Bank, Mizuho FG, Nordea, Royal Bank of Scotland, Santander, Société Générale, Standard Chartered, State Street, Sumitomo Mitsui FG, UBS, Unicredit Group e Wells Fargo. Le novità comprendono l'ingresso nel gruppo di China Construction Bank e l'uscita della spagnola BBVA.

L'unica italiana è appunto Unicredit, ma le richieste di capitale da imporre alle maggiori banche del mondo vanno appunto ben oltre l'Italia.

La CBNC ha calcolato che entro il 2020 le maggiori quattro banche cinesi dovranno aumentare il capitale per un ammontare compreso tra i 350 e i 400 miliardi di dollari. Si tratta appunto di Agricultural Bank of China, Bank of China, China Construction Bank e Industrial and Commercial Bank of China Limited, che potrebbero dunque incontrare delle difficoltà in questo rafforzamento repentino ma non meno necessario.

Importanti decisioni sul capitale dovranno essere però prese anche da altri, compreso il colosso semipubblico dei mutui statunitensi Wells Fargo che ha annunciato emissione di debito per 60 miliardi di dollari.

Il Wall Street Journal ha calcolato che entro il 2022 i grandi del credito potrebbero essere costretti a recuperare circa 1.190 miliardi di dollari tramite debito o titoli.

La Federal Reserve statunitense ha calcolato che l'ammanco di capitale in vista degli obiettivi del Financial Stability Board sarebbe di circa 120 miliardi di dollari per le otto banche sistemiche globali statunitensi. Di questi la maggior parte, ossia 100 miliardi di dollari, sarebbero da collegare alle richieste sul debito esterno di lungo termine (external LTD) degli istituti.

Il nuovo piano di Unicredit, che dovrà fronteggiare questo scenario, secondo Il Sole 24 Ore però dovrebbe poter gestire il dossier TLAC con facilità visto che prepara un miliardo di euro fra tagli e risparmi di costo.

L'agenzia Fitch ha comunque dichiarato che le nuove regole dovrebbero essere positive per i rating delle banche sistemiche e favorevoli per le loro controparti in generale più che per gli obbligazionisti senior. Per questi ultimi l'effetto dei nuovi requisiti sarà neutro.