Bond vigilantes: perché i rendimenti dei Treasury possono frenare la politica di Trump
pubblicato:La sentenza sui dazi apre il rischio deficit: il mercato del debito osserva e alza il prezzo del finanziamento

I bond vigilantes: il vero “controllore” della politica economica americana
Nel dibattito pubblico si tende a pensare che la politica economica venga decisa nei palazzi del potere: Congresso, Casa Bianca, banca centrale.
In realtà esiste un quarto attore, silenzioso ma potentissimo: il mercato obbligazionario.
Quando gli investitori iniziano a dubitare della sostenibilità dei conti pubblici, smettono semplicemente di finanziare lo Stato alle condizioni precedenti. È qui che entrano in scena i cosiddetti bond vigilantes.
Il termine nasce negli Stati Uniti negli anni ’80: indicava quegli investitori che “punivano” i governi troppo espansivi vendendo titoli di Stato e facendo salire i rendimenti.
Non è una protesta ideologica ma un meccanismo automatico: più rischio percepito → maggiore rendimento richiesto.
Se vuoi conoscere la nostra posizione su bond e azioni con gli Etf leva a 3 prova gratuitamente il servizio di segnali settimanali, scrivi a info@ftaonline.com
Perché la sentenza sui dazi riguarda i Treasury più delle tariffe
La decisione della Corte Suprema che limita l’uso dei dazi presidenziali è istituzionalmente rassicurante — riafferma la separazione dei poteri — ma fiscalmente crea incertezza.
Due conseguenze possibili:
1) Rimborsi alle imprese
Se le tariffe vengono considerate illegittime, lo Stato potrebbe dovere restituire centinaia di miliardi di dollari.
2) Meno entrate future
Negli ultimi anni i dazi sono diventati una fonte di gettito importante. Senza di essi il deficit aumenta o va coperto con altre tasse o nuovo debito.
Per il Tesoro americano questo significa una sola cosa:
→ più emissioni di bond.
E quando aumenta l’offerta di Treasury, il prezzo deve scendere affinché qualcuno li compri. Tradotto: i rendimenti salgono.
Perché Trump deve temerli
Un presidente può annunciare politiche fiscali espansive, tagli alle tasse o misure protezionistiche.
Ma se i rendimenti salgono troppo, l’effetto sull’economia diventa opposto:
- •
mutui più cari
- •
credito più costoso per le imprese
- •
calo degli investimenti
- •
rallentamento della crescita
- •
pressione sulla Borsa
È il paradosso del debito: più lo Stato prova a stimolare, più il mercato può frenarlo.
Per questo spesso i governi non cambiano direzione dopo una crisi economica… ma dopo un rialzo dei tassi sul debito.
Il punto chiave: chi guida davvero la politica monetaria
La Federal Reserve decide i tassi ufficiali, ma il costo reale del denaro lo determina il mercato obbligazionario.
Se i Treasury decennali salgono al 5%, poco importa che la Fed voglia tagliare: le condizioni finanziarie restano restrittive.
Ecco perché i bond vigilantes contano più delle dichiarazioni politiche:
- •
la Borsa reagisce alle aspettative
- •
il mercato dei bond impone i vincoli
La vera partita dei prossimi mesi
La sentenza sui dazi non cambia immediatamente l’economia globale.
Cambia però la percezione del rischio fiscale degli Stati Uniti.
Se i mercati inizieranno a credere che deficit e debito cresceranno più rapidamente del previsto, i rendimenti saliranno.
E in quel momento non sarà più una questione commerciale o geopolitica: diventerà una questione di stabilità finanziaria.
Perché alla fine, nel sistema americano, esiste un equilibrio preciso:
il governo può decidere la politica economica…
finché il mercato obbligazionario glielo permette.
Comments
Loading comments...