Enel arretra dopo il decreto bollette
pubblicato:Secondo gli analisti, il decreto introduce un elemento di rischio regolatorio per Enel. L'analisi tecnica preoccupa

Enel arretra dopo il decreto bollette: il mercato prezza il rischio regolatorio
Seduta negativa ieri per Enel, che ha chiuso in calo del 3,59% a 8,957 euro, muovendosi tra 8,808 e 9,129 euro.
A pesare non è stato un fattore societario, ma una decisione politica: l’approvazione del nuovo decreto energia da parte del governo italiano, pensato per ridurre le bollette di famiglie e imprese ma finanziato, almeno in parte, proprio dal settore energetico.
Il provvedimento introduce un aumento di due punti percentuali dell’IRAP per le aziende che producono, distribuiscono o vendono energia.
La misura dovrebbe generare circa un miliardo di euro di gettito fino al 2028, da destinare a un pacchetto di aiuti stimato in oltre 5 miliardi complessivi. In sostanza, si tratta di un trasferimento di risorse dal comparto energetico al resto dell’economia.
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Perché il mercato reagisce
Gli investitori non stanno tanto valutando l’impatto immediato sugli utili — stimato nell’ordine dell’1,5-2% per Enel — quanto il precedente che la misura crea.
Secondo gli analisti, il decreto introduce infatti un elemento di rischio regolatorio: se i prezzi dell’energia torneranno a salire, è plausibile che interventi simili possano essere ripetuti.
Questo riduce la visibilità sui margini futuri, fattore particolarmente rilevante per un settore tipicamente acquistato in portafoglio per la stabilità dei flussi di cassa.
Effetti su prezzi e investimenti
Il pacchetto include anche interventi sul funzionamento del mercato elettrico, tra cui la possibilità di ridurre il legame tra prezzo del gas e prezzo finale dell’elettricità.
L’obiettivo politico è chiaro: abbassare il costo dell’energia in Italia, storicamente più elevato rispetto ad altri Paesi europei.
Per le utility però la conseguenza è meno positiva:
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minore visibilità sui prezzi all’ingrosso
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possibili margini più bassi
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incertezza sugli investimenti futuri, soprattutto nelle rinnovabili
Alcune misure, inoltre, richiedono l’approvazione della Commissione Europea perché legate al sistema ETS sulle emissioni di CO₂, aggiungendo ulteriore incertezza sui tempi e sull’effettiva applicazione.
Lettura di mercato
Il ribasso del titolo riflette quindi più un cambiamento di percezione che un deterioramento immediato dei conti.
Le utility vengono valutate in base alla prevedibilità dei flussi: quando aumenta l’intervento normativo, aumenta anche il premio per il rischio richiesto dagli investitori.
In sintesi, il decreto è positivo per l’economia reale — riduce i costi energetici per imprese e famiglie — ma negativo per il settore energetico quotato, che vede ridursi la stabilità regolatoria su cui si fonda parte della sua valutazione di borsa.
Enel — analisi tecnica
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Dopo aver toccato il lato alto del canale rialzista avviato dai minimi di aprile 2025 — con il massimo del 12 febbraio in area 9,76 euro — il titolo ha iniziato una fase di fisiologico raffreddamento.
La correzione non è stata casuale: i prezzi sono scesi sotto la mediana del canale, che passava in area 9,20, un livello che negli ultimi mesi aveva funzionato da baricentro del trend.
La perdita di questo riferimento ha cambiato il tono del movimento: non è ancora inversione, ma il mercato ha smesso di comprare sui massimi e ha iniziato a difendere i supporti.
Il primo test importante è arrivato sui minimi di giovedì a 8,80 euro, in corrispondenza della media mobile esponenziale a 100 giorni, cioè il livello che separa normalmente una semplice pausa da un deterioramento più strutturale del trend.
Per ora il supporto ha tenuto, segno che parte degli operatori considera il movimento ancora correttivo.
Il livello davvero decisivo però è più in basso: la base del canale rialzista in area 8,60 euro.
Una discesa sotto quest’area cambierebbe il quadro tecnico, aprendo spazio a un’accelerazione ribassista di almeno altri 50 centesimi, quindi verso la fascia 8,05-8,10 circa.
In quel caso il mercato inizierebbe a prezzare non più una pausa ma la fine della gamba rialzista partita nella primavera scorsa.
Al contrario, per ridurre il rischio ribassista serve il ritorno sopra 9,30 euro: solo da lì il titolo tornerebbe dentro la parte forte del canale e potrebbe riprendere la strada dei massimi con obiettivi nuovamente tra 9,75 e 9,80.
In sintesi, Enel è entrata nella classica fase di verifica del trend: finché resta sopra 8,60 è correzione, sotto quel livello diventa qualcosa di più.