Borsa Italiana, le azioni di TIM e Safilo sotto la lente

di FTA Online News pubblicato:
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Analisi tecnica e scenari di mercato: Telecom Italia attende il rilancio di Poste sopra quota 0,67€, mentre Safilo punta sull'acquisizione di SPY+ e Serengeti per invertire il trend

Borsa Italiana, le azioni di TIM e Safilo sotto la lente

La seduta di mercoledì si è chiusa con un progresso contenuto per Telecom Italia, +0,61% a 0,664 euro, dopo oscillazioni comprese tra 0,661 e 0,6674 euro.

Un movimento apparentemente marginale, ma che arriva in una fase molto delicata, in cui il mercato continua a prezzare soprattutto il potenziale sviluppo dell’operazione con Poste Italiane.

Sul fronte degli analisti, il segnale più rilevante è arrivato da Berenberg, che ha rivisto in modo deciso al rialzo la propria valutazione sul titolo: target price portato da 0,52 a 0,76 euro sulle ordinarie e da 0,52 a 0,88 euro sulle risparmio, mantenendo il giudizio buy. Il messaggio implicito è piuttosto chiaro: secondo la banca tedesca l’attuale offerta di Poste potrebbe non essere sufficiente per raggiungere la soglia minima di adesione e potrebbe quindi rendersi necessario un rilancio.

Si tratta di un elemento importante perché rafforza l’idea che il mercato continui a scommettere su un miglioramento dei termini dell’operazione. Non a caso il titolo resta vicino ai massimi degli ultimi mesi nonostante l’assenza, per ora, di novità definitive.

Più prudente invece Barclays, che a inizio settimana ha leggermente ridotto il target su Poste Italiane da 22 a 21,6 euro, confermando comunque il rating equal weight. Secondo gli analisti britannici i risultati del primo trimestre dovrebbero risultare coerenti con la guidance annuale, ma l’attenzione degli investitori sarà concentrata quasi esclusivamente sugli sviluppi del dossier TIM.

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TIM, il driver dei prezzi è l'offerta di Poste

Dal punto di vista tecnico, TIM continua a muoversi in prossimità di livelli molto interessanti: sopra area 0,67 euro il mercato potrebbe tornare a guardare ai massimi recenti, mentre eventuali prese di profitto troverebbero primo supporto in area 0,64-0,65 euro.

In sintesi: il titolo si muove poco nel breve, ma sotto la superficie il mercato continua a prezzare uno scenario potenzialmente più favorevole per gli azionisti, nel caso in cui Poste fosse costretta a migliorare l’offerta.

È questo, oggi, il vero driver della storia TIM. Dal punto di vista grafico Telecom Italia si trova in un momento estremamente delicato, quasi di attesa forzata, e il grafico riflette perfettamente l’incertezza legata al possibile rilancio di Poste.

Il titolo continua infatti a sbattere contro un livello molto preciso: i massimi della candela gravestone doji del 24 febbraio in area 0,6670 euro, una soglia che da cinque sedute consecutive sta bloccando ogni tentativo di allungo.

Non è un dettaglio tecnico banale, perché quella candela aveva segnalato a febbraio una forte pressione in vendita sui massimi e oggi il mercato sta tornando esattamente lì per capire se esistono davvero le condizioni per rompere al rialzo. In pratica i prezzi stanno dicendo che gli operatori vogliono una risposta chiara sul dossier Poste: senza segnali su un possibile miglioramento dell’offerta, il titolo fatica ad allungare oltre questa barriera.

Una rottura confermata di area 0,67 euro cambierebbe però rapidamente il quadro tecnico. In quel caso il mercato probabilmente inizierebbe a prezzare con maggiore convinzione uno scenario di rilancio e un test di area 0,70 euro diventerebbe altamente probabile.
Oltre quel livello il successivo obiettivo grafico si colloca in area 0,73 euro, zona coerente anche con il nuovo target price di Berenberg.

Al contrario, i segnali di debolezza restano per ora limitati. Solo una discesa sotto 0,645 euro rappresenterebbe il primo vero campanello d’allarme, suggerendo che il mercato stia ridimensionando le aspettative su un miglioramento dell’offerta. In quel caso aumenterebbe il rischio di un ritorno verso 0,62-0,63 euro. In sintesi: il grafico è fermo sotto una resistenza chiave e sta aspettando un catalizzatore. Più che un semplice livello tecnico, 0,67 euro oggi rappresenta il prezzo delle aspettative sul possibile rilancio di Poste.

Safilo movimentata dopo l'accordo per l'acquisizione di SPY+ e Serengeti

Seduta movimentata quella di ieri per Safilo, archiviata con un modesto +0,34% dopo che i prezzi erano schizzati giornata fino a 1,877 euro prima di attestarsi a quota 1,756. Il gruppo ha annunciato la sottoscrizione dell'accordo in esclusiva con Bollé Brands che, a meno di sorprese, porterà all'acquisizione di SPY+ e Serengeti, due marchi statunitensi dei segmenti sport/outdoor e dell'occhialeria di alta gamma.

Nel 2025, SPY+ e Serengeti hanno registrato complessivamente vendite per circa 39 milioni di dollari (33 milioni di euro).

Il perfezionamento dell'operazione proposta resta subordinato al completamento delle procedure di consultazione con gli organi competenti e alle consuete condizioni sospensive.

Safilo, serve un superamento deciso di quota € 1,8

Graficamente la seduta di ieri sembrava poter portare alla rottura della resistenza in area 1,80, ma come già accaduto più volte nelle ultime settimane, si è trattato solo di una escursione al di sopra di quota 1,80 prima che i prezzi si ritirassero al di sotto del livello in chiusura di seduta. E dunque resta alto il rischio che il rialzo partito dai bottom di marzo possa rappresentare soltanto una temporanea reazione rispetto al precedente trend negativo, tanto che i prezzi hanno ritracciato metà circa di detto movimento e ora, in caso di violazione del sostegno a 1,72 euro potrebbero tornare ad accelerare al ribasso puntando al ritorno in area 1,55.

Solo la violazione di questo ultimo riferimento, tuttavia, creerebbe seri problemi anche allo scenario tecnico di lungo periodo ed in particolare alla struttura del rialzo che si è sviluppato dai bottom del 2025 in area 0,65.

Fino a quel momento il titolo avrà ancora a disposizione l'opportunità per riprendere il cammino di crescita che oltre 1,87 potrebbe riaccompagnarlo sui massimi di inizio anno a 2,20 circa.