Piazza Affari in rialzo, bene le banche
pubblicato:Il risiko incoraggia il listino milanese. Cauto ottimismo sulla crisi in Medioriente e il petrolio ripiega

Avvio di seduta in deciso rialzo per i maggiori indici azionari italiani sostenuti dal nuovo risiko bancario, ma guadagnano terreno anche i principali listini europei dopo la rimonta dei mercati asiatici e l’interruzione degli attacchi tra Israele e Iran che si traduce in un passo indietro delle quotazioni del petrolio greggio.
I dati sull’inflazione e l’evoluzione del conflitto pesano sul sentiment degli operatori in vista delle riunioni della BCE il prossimo 11 giugno (dovrebbe alzare di un quarto di punto i tassi) e della Fed il prossimo 17 giugno.
Stamane il saldo della bilancia commerciale cinese della Cina ha mostrato un surplus superiore alle attese e parti a 105,43 miliardi di dollari a maggio (consensus $ +92,1 mld), crescono nel mese a doppia cifra sia l’import che l’export della Repubblica Popolare. Sotto il consensus invece il saldo commerciale tedesco a 14,5 miliardi di euro ad aprile (consensus € +15,4 mld).
La produzione industriale tedesca nel mese cresce come da attese dello 0,4%
Sono prevalentemente positivi i future sui maggiori indici azionari americani: S&P 500 +0,2; NASDAQ 100 +0,43%; Dow Jones Industrial +0,3%. Positive le chiusure dei principali indici di Wall Street nella seduta di ieri: S&P 500 +0,26%; NASDAQ 100 +1,58% e Dow Jones -0,16%.
Mercato azionario giapponese in rialzo. L'indice Nikkei 225 ha chiuso con un +1,92%. Borse cinesi positive. L'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen segna +1,87%, l'Hang Seng di Hong Kong invece perde lo 0,29%.
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Debolmente positiva la moneta unica sul biglietto verde: EUR/USD a 1,1539 (+0,06%).
Deboli vendite colpiscono i titoli di Stato europei: il rendimento del BTP decennale italiano segna un rialzo di 1 punto base al 3,82 per cento, lo spread sul Bund si pone a 76 punti base (dati MTS).
Avvio di seduta brillante per il settore italiano del credito incoraggiato dal nuovo risiko e dalle offerte per Banca MPS (+1,9%). Il Ftse Italia Banche segna un rialzo del 2,11% Recupera terreno durante i primi scambi il titolo di Intesa Sanpaolo (+1,93%). Il gruppo ha messo sul piatto un’offerta pubblica di acquisto e scambio non sollecitata da circa 30,6 miliardi di euro (16 azioni per ogni 10 azioni di MPS e 1 euro in contanti per ogni azione della banca senese portata in adesione) per Banca MPS.
L’offerta si contrappone a quella annunciata poche ore prima dal Banco BPM (+2,03%), che ha invece ipotizzato un’aggregazione tra pari con MPS e l’avvio di un negoziato con Piazza Salimbeni. Il deal coinvolge gran parte della finanza italiana: dalla nuova controllata di Banca MPS Mediobanca (+2,07%), che a sua volta è il primo azionista con il 13% circa di Generali (+1,35%) a Unipol (+5,45%) alleata di Intesa dalla quale si è impegnata ad acquistare, in caso di successo dell’offerta lanciata dal gruppo guidato dall’ad Carlo Messina, 625-635 sportelli che potrebbero essere poi ceduti alla sua partecipata Bper (+4,12%) creando un colosso bancario che riprenderebbe il nome di Banca Monte dei Paschi.
In rally stamane durante i primi scambi anche Unicredit (+5,45%), alle prese con il dossier tedesco di Commerzbank (+1,43%)
Un cauto ottimismo sulla nuova crisi del Medioriente si traduce stamane in un passo indietro delle quotazioni del petrolio greggio. Israele e Iran hanno dichiarato lunedì 8 giugno di avere interrotto gli attacchi reciproci dopo una dura presa di posizione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che aveva chiesto un ritorno alle trattative di pace.
Attacchi israeliani sul Libano, missili dall’Iran su Israele e razzi di quest’ultima sulla Repubblica Islamica avevano generato la peggiore escalation delle ultime settimane, rimettendo al centro del confronto anche il ruolo in Libano di Hezbollah, il maggiore proxy regionale dell’Iran. In queste ore il future sul Brent segna un calo dell’1,29% a 93,03 dollari al barile. Male anche il future sul WTI che passa di mano a 89,8 dollari al barile (-1,64%).
A Milano debole durante i primi scambi Eni (+0,28% a € 23,56), che ieri ha confermato il closing dell’importante joint venture Searah con Petronas in Indonesia e Malesia. In frazionale rialzo anche Saipem (+0,22%) mentre arretra Tenaris (-0,15%).
Positiva Stellantis (+1,11%) che ha annunciato nuovi investimenti miliardari in impianti produttivi in Francia e in Germania, ma richiama più di 1,3 milioni di Jeep nel mondo per rischio incendio: sarebbero coinvolte le Wrangler e le Gladiator prodotte tra il 2021 e il 2025 e la NHTSA statunitense dovrebbe pubblicare a breve della documentazione ufficiale sul caso.
Bene Italgas (+2,98% a € 10,535) dopo la decisione di Citigroup di alzare il prezzo obiettivo sul titolo da neutral a buy con prezzo obiettivo in ascesa da 10 a 11,6 euro.
In forma durante i primi scambi anche Leonardo (+1,21%) nonostante Francia e Germania abbiano concluso, secondo il cancelliere Friedrich Merz, che non è possibile trovare un accordo su uno sviluppo comune di un jet da combattimento.
In leggero ribasso in queste ore l’oro che passa di mano a 4.331 dollari l’oncia con una flessione dello 0,17 per cento.
L’agenda macroeconomica di oggi ha visto in Cina la Bilancia commerciale (mag) e in Giappone gli Ordini di macchine utensili preliminari (mag). Diffusi in Germania Produzione industriale e Bilancia commerciale di aprile. In calendario alle 14:30 la Bilancia commerciale USA (apr). Alle 16 saranno diffusi negli Stati Uniti le Vendite di abitazioni esistenti (mag) e l’Indice delle scorte all'ingrosso finale (apr). Prevista alle 22:30 la Variazione settimanale delle scorte di petrolio censita dall’API.