Borsa Italiana: Ferrari e Intercos sotto i riflettori

di FTA Online News pubblicato:
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Maranello testa la tenuta del brand contro le tariffe di Trump, mentre Intercos cerca la conferma del trend sopra le resistenze chiave

Borsa Italiana: Ferrari e Intercos sotto i riflettori

Leggera flessione in avvio di ottava per Ferrari, nonostante il comparto auto sia stato penalizzato dall'annuncio di Trump sui dazi che dovrebbero passare dal 15 al 25 per cento per le auto importate dall'Europa.

La casa si Maranello ha negli USA un mercato importante ma ha anche la capacità di compensare i dazi con aumenti dei prezzi grazie all'esclusività del marchio.

Le ultime raccomandazioni degli analisti sul titolo sono state quelle di Jefferies che ad inizio aprile ha incrementato il giudizio da "Hold" a "Buy" portando il prezzo obiettivo da 310 a 350 euro a seguito del miglioramento delle stime di utile per azione 2026 e 2027 (+2%) e 2028 (+3%).

In precedenza gli analisti di Bernstein si erano detti fiduciosi in vista dei risultati del primo trimestre in agenda per oggi 5 maggio. La casa di Maranello sembra aver in parte compensato lo stop alle consegne in Medio Oriente anticipando alcune spedizioni negli USA previste per il secondo trimestre. Bernstein prevede risultati superiori alle sue stime e a quelle di consensus.

JP Morgan infine prevede dati in leggero rialzo rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso grazie al mix di prezzi favorevole nonostante un lieve calo dei volumi.

Ferrari, titolo in zona neutrale, i livelli da monitorare

Graficamente in attesa dei dati odierni il titolo Ferrari si è posizionato poco al di sotto della parte centrale del range compreso tra 270 e 325 euro che ne ha caratterizzato l'andamento da inizio anno. Si tratta di una zona di sostanziale neutralità che si è formata dopo il pesante ribasso dai record dello scorso anno in area 490,00.

La fuoriuscita dei prezzi da tale intervallo dovrebbe fornire indicazioni più attendibili sulle intenzioni future del titolo. Al rialzo oltre 325,00 spazio per un rimbalzo che potrebbe estendersi verso gli obiettivi a 360,00 e 380,00 euro circa.

Nella direzione opposta invece il breakout di quota 260,00 implicherebbe il probabile test di quota 260,00, riferimento critico nello scenario di lungo termine, la cui violazione rischierebbe di far precipitare i corsi a ridosso dei 200,00 euro, con il solo sostegno intermedio a 248,00 (picco di novembre 2021) che avrà il difficile compito di frenare la discesa.

Intercos: rimbalzo sostenuto dai clienti globali, ma il mercato guarda già oltre

La seduta di lunedì ha visto Intercos in deciso rialzo (+3,69% a 12,36 euro), con un’escursione intraday tra 12 e 12,70 euro. Un movimento che non nasce dal nulla, ma che si inserisce in un contesto di progressivo miglioramento del sentiment sul settore cosmetico premium.

Il driver principale arriva dall’esterno, in particolare dai risultati di Estée Lauder, uno dei clienti più rilevanti del gruppo. I conti del terzo trimestre hanno superato le attese, con ricavi in crescita e margini molto migliori del previsto, accompagnati da un upgrade della guidance per l’intero esercizio.

Il dato più interessante è la crescita trainata dai profumi (+10%), segmento ad alto valore aggiunto, e i segnali di recupero nei principali mercati globali, dalla Cina agli Stati Uniti. Questo è un punto chiave: quando i grandi brand globali accelerano, l’effetto si trasmette direttamente a player come Intercos, che operano come fornitori strategici lungo la filiera.

Non a caso, Equita SIM mantiene una visione costruttiva sul titolo, con raccomandazione buy e target a 16,8 euro, sottolineando come i segnali positivi arrivati anche da Puig e L’Oréal rafforzino ulteriormente il quadro. Il tema è chiaro: la domanda nel segmento prestige sta mostrando una buona resilienza, e questo crea un contesto favorevole per i fornitori industriali.

Dal lato fondamentale, Intercos ha già dato segnali solidi con i conti 2025, chiusi con un utile di circa 24,9 milioni di euro e accompagnati da una distribuzione di dividendo (0,19 euro per azione). Elementi che confermano una struttura finanziaria equilibrata e una buona capacità di generare cassa. Tuttavia, il mercato non si limita a guardare al presente.

Il movimento delle ultime sedute riflette soprattutto una domanda implicita: la ripresa dei big del beauty è sostenibile? Se la risposta sarà positiva, Intercos potrebbe beneficiare di un effetto leva importante, perché è esposta a più clienti globali e a diversi segmenti del mercato cosmetico.

Al contrario, eventuali segnali di rallentamento nella domanda finale si rifletterebbero rapidamente anche sulla sua crescita. In sintesi, il titolo sta reagendo a un contesto settoriale che migliora e a segnali concreti di ripresa della domanda globale.

Il rimbalzo è quindi coerente, ma la vera partita si giocherà sulla continuità di questo trend, più che sul singolo dato trimestrale.

Intercos, quadro tecnico in via di definizione

Il quadro tecnico di Intercos si sta progressivamente definendo e, dopo una lunga fase laterale, il titolo si trova ora in un punto chiave. L’area di 12,90 euro rappresenta una resistenza molto importante, perché coincide con il 38,2% di ritracciamento del ribasso dai massimi di luglio 2024. Non è quindi solo un livello grafico, ma una vera zona di verifica del trend: il mercato sta cercando di capire se il movimento in atto è un semplice rimbalzo oppure l’inizio di una fase più strutturata di recupero.

Una rottura convincente di questa resistenza aprirebbe spazi interessanti. In quel caso, i prezzi avrebbero come primo obiettivo area 13,70 euro, con una possibile estensione successiva verso 14,50 euro, dove passano livelli tecnici ancora più significativi legati alla struttura del ribasso precedente. Al contrario, sotto il profilo del rischio, è fondamentale monitorare area 12 euro.

Una discesa al di sotto di questo livello rappresenterebbe un segnale di indebolimento e aumenterebbe la probabilità di un ritorno verso la base della fase laterale. Questa area si colloca intorno a 10,80 euro, sui minimi di agosto 2025, e assume un’importanza strategica perché potrebbe configurare un potenziale doppio minimo rialzista. In sostanza, Intercos si trova in una fase di equilibrio delicato: sopra 12,90 si rafforza lo scenario di recupero, sotto 12 torna il rischio di un movimento laterale più ampio. È proprio da questa zona che passerà la capacità del titolo di costruire un trend più solido oppure di restare intrappolato in una dinamica ancora incerta.