Borsa Italiana, Fincantieri e Dovalue all'attenzione
pubblicato:Il titolo della cantieristica navale reduce da un venerdì in calo, l'azione della società degli NPL in rally dopo i risultati

Fincantieri termina la seduta di venerdì in calo dell'1,43% a 14,43 euro con i prezzi che nel corso della seduta hanno oscillato tra 14,40 e 14,67 euro.
Target price rivisti al ribasso per effetto diluitivo dell’operazione da 500 milioni, ma diversi broker confermano raccomandazioni positive.
Le revisioni dei prezzi obiettivo su Fincantieri riflettono principalmente l’effetto tecnico dell’aumento di capitale realizzato a febbraio, ma non modificano in modo sostanziale la visione degli analisti sulle prospettive industriali del gruppo nel medio-lungo periodo.
Tra gli ultimi aggiornamenti spicca quello di Deutsche Bank, che ha ridotto il target price sul titolo da 23 a 18,5 euro per incorporare l’effetto diluitivo della nuova emissione di azioni, mantenendo tuttavia la raccomandazione buy.
Secondo gli analisti della banca tedesca, il Capital Markets Day dello scorso 12 febbraio ha fornito una solida visibilità strategica e industriale nel lungo periodo, confermando il posizionamento competitivo del gruppo nel settore navale e della difesa.
Anche altri broker hanno aggiornato le proprie valutazioni in seguito all’operazione sul capitale. Banca Akros ha rivisto il prezzo obiettivo da 19 a 18,7 euro, confermando la raccomandazione buy, mentre Equita Sim mantiene un giudizio hold con target price a 18,10 euro. Più prudente Intesa Sanpaolo, che ha ridotto il prezzo obiettivo da 16,9 a 16,3 euro confermando la raccomandazione neutral.
In tutti i casi la revisione dei target è stata motivata soprattutto dalla diluizione derivante dall’emissione di nuove azioni, più che da un peggioramento delle prospettive operative.
Fincantieri ha infatti completato con successo a febbraio 2026 un aumento di capitale da circa 500 milioni di euro attraverso una procedura di accelerated bookbuilding rivolta a investitori istituzionali.
L’operazione ha registrato una domanda superiore di oltre cinque volte rispetto all’offerta, segnale di un forte interesse del mercato nei confronti della società. L’obiettivo dell’aumento di capitale è duplice: da un lato rafforzare la struttura finanziaria del gruppo, dall’altro aumentare il flottante e la liquidità del titolo in Borsa, rendendo l’azione più appetibile per gli investitori istituzionali.
Sul fronte industriale, Fincantieri continua intanto a rafforzare la propria presenza nei programmi europei della difesa navale. Giovedì il gruppo italiano ha firmato insieme al cantiere navale spagnolo Navantia un Memorandum of Understanding (MoU) per coordinare e realizzare congiuntamente il progetto European Patrol Corvette (EPC).
Il programma si trova attualmente nella Call 1, la fase iniziale che punta a sviluppare un progetto certificato e a costruire una piattaforma prototipale. La joint venture rimane inoltre aperta alla partecipazione di altri partner europei, con l’obiettivo di creare una filiera industriale ampia e integrata.
Secondo le stime degli analisti, la fase di sviluppo della nave potrebbe richiedere tra i due e i tre anni, ma l’accordo tra Fincantieri e Navantia potrebbe accelerare il programma grazie a una cooperazione strutturata tra due dei principali operatori navali europei.
Nel complesso, il quadro che emerge dalle valutazioni degli analisti è quello di un titolo che ha subito un aggiustamento tecnico delle valutazioni a seguito dell’aumento di capitale, ma che continua a beneficiare di driver industriali molto solidi, in particolare nel comparto della difesa e dei programmi navali europei.
La crescente integrazione tra cantieri europei e l’aumento delle spese militari nel continente rappresentano infatti un importante catalizzatore di lungo periodo per gruppi come Fincantieri, che puntano a consolidare il proprio ruolo nella costruzione navale militare e nelle grandi piattaforme marittime del futuro.
Fincantieri, azioni in fase correttiva
Il quadro tecnico di Fincantieri mostra una fase correttiva dopo il poderoso trend rialzista che aveva caratterizzato gran parte del 2025 e che aveva portato il titolo fino ai massimi in area 27,4 euro. Da quei livelli è partita una discesa progressiva che ha riportato i prezzi verso i principali livelli di ritracciamento del movimento rialzista precedente (area 50%-61,8%).
Attualmente il titolo si trova in prossimità di 14,50 euro, livello particolarmente importante dal punto di vista grafico perché coincide con la base del gap rialzista del 26 giugno 2025. Questo livello rappresenta ora un supporto tecnico chiave: la sua tenuta potrebbe favorire una fase di stabilizzazione e l’avvio di un rimbalzo tecnico dopo la lunga correzione.
Il ribasso delle ultime settimane ha già riportato i prezzi sotto la media mobile esponenziale a 200 giorni, che transita intorno a 16,70 euro, segnale che nel breve periodo la pressione ribassista rimane dominante. Finché le quotazioni restano al di sotto di questa media di lungo periodo sarà difficile assistere a un recupero strutturale del trend rialzista.
Dal punto di vista dei livelli di Fibonacci, il titolo ha ormai superato al ribasso a 15,70 il 50% di ritracciamento del movimento rialzista precedente e sta ora testando l’area intermedia tra questo livello e il 61,8% di ritracciamento, situato poco sotto i 13 euro. Una violazione decisa del supporto a 14,50 euro aprirebbe quindi spazio a un’ulteriore fase di debolezza con possibile estensione verso 13-13,20 euro, area che rappresenterebbe il successivo obiettivo tecnico della correzione.
Al contrario, segnali di stabilizzazione sopra 14,50 euro potrebbero favorire un rimbalzo tecnico con primi obiettivi in area 16 euro, dove transitano resistenze dinamiche e statiche di breve periodo. Solo il ritorno stabile sopra 16,7 euro, cioè sopra la media mobile a 200 giorni, permetterebbe tuttavia di migliorare in modo significativo il quadro grafico e riaprire la strada verso 18 euro e poi fino a 20,50.
In sintesi, il titolo si trova in una fase delicata di test dei supporti chiave dopo una lunga discesa dai massimi. Le prossime sedute saranno decisive per capire se il mercato tenterà un rimbalzo tecnico oppure se la correzione proseguirà verso i livelli di Fibonacci inferiori.
Dovalue, balzo venerdì dopo i risultati
Dovalue in rialzo dell'8% venerdì dopo i risultati preliminari 2025. I ricavi lordi, pari a 580 milioni di euro, sono cresciuti del 21% nonostante temporanei rallentamenti nella presa in carico di nuovi portafogli in Grecia, riflettendo un miglioramento del mix di ricavi e una solida performance operativa.
L'EBITDA è risultato pari a 217 milioni, in aumentato del 32% rispetto al 2024, evidenziando l'eccellenza operativa e l'espansione dei margini grazie alla realizzazione delle sinergie e alla disciplina sui costi.
L'utile netto esclusi elementi non ricorrenti è più che triplicato raggiungendo i 25 milioni, nonostante i maggiori oneri finanziari, sostenuto dal forte EBITDA.
Altri elementi di interesse sono la solida posizione di liquidità e la struttura patrimoniale con 145 milioni di cassa in bilancio e circa 132 milioni di linee di credito non utilizzate e nessuna scadenza da rifinanziare fino al 2030, dati che assicurano flessibilità finanziaria e strategica.
Dovalue, fase delicata per il titolo
Graficamente il rialzo dell'ultima settimana si è sviluppato dopo che i prezzi sono scesi a testare la base del canale decrescente che li sta contenendo da settembre, riferimento che era posizionato nei dintorni del 50% di ritracciamento del rialzo dai bottom del 2024. Il supporto in area 21,00 ha dunque svolto correttamente il proprio lavoro, ma il recupero non appare per il momento strutturale.
I prezzi si sono infatti scontrati con la linea mediana del canale e non sono riusciti ad oltrepassare la media esponenziale a 50 sedute (area 2,50) che ne ha limitato il recupero in chiusura di scambi.
Il gap up lasciato aperto in avvio di contrattazioni a 2,33 euro, sempre nella giornata di venerdì, rappresenta inoltre un ulteriore freno che nel breve potrebbe rallentarne l'ascesa, agevolando il calo verso 2,30 prima di un nuovo tentativo rialzista.
Segnali di forza più convincenti solo oltre 2,60, primo passo verso il potenziale riavvicinamento della parte alta del canale ora nei dintorni di quota 3,00.
Sotto 2,30 invece rischio di un affondo più corposo verso i 2,00 euro. Target successivo in area 1,85.
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