Borsa Italiana in calo. Male banche e difesa
pubblicato:Chiudono la seduta in rosso i maggiori indici azionari italiani ed europei nel contesto di una Wall Street orientata al ribasso. Si consolida fra gli operatori un clima di avversione al rischio scatenato dai consistenti ulteriori rialzi delle quotazioni del petrolio greggio seguiti a un deterioramento del conflitto USA-Iran.
Teheran ha lanciato missili balistici contro una base USA in Giordania e ha attaccato diverse navi dopo che il Comando centrale USA ha rivendicato la distruzione di 5 petroliere iraniane.
Nel frattempo gli operatori guardano con apprensione anche allo stretto di Bab el-Mandeb tra Penisola araba e Africa dopo lo scambio di attacchi tra Houthi filoiraniani e Arabia Saudita.
La reazione dei prezzi del petrolio greggio è decisa e il Brent in queste ore staziona con stabilità sopra la soglia psicologica dei 100 dollari: 101,2 dollari al barile (+3,37%) il prezzo battuto poco fa.
Le vendite non risparmiano gli indici azionari americani: S&P 500 -0,44%; NASDAQ -0,62%; Dow Jones -0,78%.
In rosso anche i mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -1,58%; Londra (FTSE 100) -1,32%; Francoforte (DAX) -1,59%; Parigi (CAC 40) -1,94%; Madrid (IBEX 35) -1,53%.
Male anche Piazza Affari: FTSE MIB -0,58%, FTSE Italia All-Share -0,63%, FTSE Italia Mid Cap -1,34%, FTSE Italia STAR -1,25%.
Poco mosso l’euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,1625 (+0,01%).
Il clima di avversione al rischio degli operatori si traduce anche in nuove e forti vendite sui titoli di Stato europei: il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di 10 punti base al 4,28%, lo spread sul Bund si pone a 84 pb (dati MTS).
A Milano le vendite sono diffuse e pesa anche la cattiva performance dei titoli finanziari: Ftse Italia Banche -0,33% Male i titoli del risparmio come Azimut (-1,89%) e Banca Mediolanum (-1,94%).
In rosso anche la difesa, che subisce una cattiva intonazione del settore anche a livello europeo: Leonardo -4%, Fincantieri -3,61%, Avio -2,44%.
Le vendite non risparmiano neanche alcuni titoli del settore delle utility: Ftse Italia Utenze -0,74%, Enel -0,61%, Hera -2,21%.
Su Italgas (-1,26%) si segnala che il Corriere della Sera ha riportato di un interesse per una quota del 22% della portoghese Floene, primaria società di distribuzione del gas nel Paese iberico.
Fra i pochi titoli positivi del listino milanese si segnalano alcuni titoli petroliferi che approfittano del rinnovato slancio del greggio: Eni +1,91% e d'Amico +2,2% Più contrastato il settore dei servizi all’industria oil: Tenaris -0,28%, Saipem +0,34%. Seduta da dimenticare per Webuild (-7,96%). La Consob ha riavviato il termine istruttorio relativo all'OPA Trevi-Finanziaria Industriale (-2,35%). In una nota odierna il general contractor ha condannato alcune ricostruzioni de Il Fatto Quotidiano come destituite di ogni fondamento e ha smentito di aver richiesto al governo 22 miliardi di euro di extra-costi relativi ad alcune delle principali opere infrastrutturali italiane. Quella cifra, precisa il comunicato di Webuild, sarebbe “il totale delle somme iscritte nei registri di contabilità lavori secondo le procedure previste dei contratti pubblici, e in larga parte già sottoposte ai Collegi Consultivi Tecnici, organi terzi previsti dalla legge e composti anche da membri designati dalla committente cui spetta ogni relativa determinazione”.
Oro in rialzo: il metallo giallo torna a 4.399 dollari l’oncia (+0,16%).
GD - www.ftaonline.com