Borsa Italiana in calo, male le banche, scatta Recordati
pubblicato:Seduta di rinnovate tensioni nei mercati globali dopo il rifiuto iraniano del piano in 15 punti per una tregua inoltrato dagli Stati Uniti tramite il Pakistan.
Teheran ha bocciato le proposte e avanzato cinque condizioni tra le quali il cessate il fuoco, i risarcimenti e la sovranità iraniana sullo Stretto.
A poche ore dal termine dei 5 giorni dati lunedì dal presidente Usa Donald Trump all'Iran per la conclusione di un negoziato, le indicazioni restano molte contraddittorie, mentre continuano gli attacchi di Teheran ad Israele e i bombardamenti di quest'ultima in Iran e nel Libano.
Indiscrezioni indicano anche la possibilità di un intervento statunitense sul terreno, forse con l'attacco dell'isola di Kharg.
Ieri sera lo speaker del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf ha minacciato dure ritorsioni contro le infrastrutture vitali del Paese mediorientale che sosterrebbe questa ipotetica operazione. In tal senso andrebbero anche i rumors sulla dislocazione di circa 3 mila soldati USA nell'area, ma i segnali sono appunto contradditori.
Si segnalano anche le revisioni delle stime dell'Ocse con la crescita UE attesa nel 2026 ormai allo 0,8%, per l'Italia è atteso quest'anno uno 0,4% appena, mentre l'inflazione potrebbe balzare al 2,4%
Negativi gli indici azionari americani: S&P 500 -1,17%; NASDAQ -1,57%; Dow Jones -0,74%.
Male anche i mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -1,53%; Londra (FTSE 100) -1,31%; Francoforte (DAX) -1,49%; Parigi (CAC 40) -0,98%; Madrid (IBEX 35) -1,25%.
In rosso anche Piazza Affari: FTSE MIB -0,71%, FTSE Italia All-Share -0,71%, FTSE Italia Mid Cap -0,78%, FTSE Italia STAR –0,04%.
In flessione l'euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,1538 (-0,17%). Forti vendite colpiscono anche i titoli di Stato europei che registrano quindi un'impennata dei rendimenti: quello del BTP decennale cresce di 17 punti base al 4%, lo spread sul Bund è a 94 punti base (dati MTS).
Ad appesantire il cattivo andamento di Borsa Italiana contribuisce la cattiva performance del credito che trasmette il nervosismo degli operatori ai listini: Ftse Italia Banche -1,66% Male Unicredit (-2%) e Intesa (-1,8%)In rosso anche Banca MPS (-1,25%) all'indomani della decisione del cda di revocare le deleghe dell'a.d. Luigi Lovaglio, "avocando a sé tutti i relativi poteri, e deliberando altresì, con decorrenza immediata, la sospensione dalle mansioni coperte in qualità di Direttore Generale" a causa della candidatura dello stesso ad a.d. nella lista presentata da PLT per il rinnovo del board, in concorrenza con la lista presentata dal cda stesso (con Fabrizio Palermo a.d.).In flessione il settore difesa nel contesto delle contraddizioni indicate sui contatti tra USA e Iran.
A Milano Leonardo -0,75%, Avio -1,15%, Fincantieri -1,14% nonostante i solidi risultati 2025 pubblicati ieri. Ripiega Stellantis (-1,15%). MF riferisce che secondo fonti vicine alla situazione il gruppo italofrancese ha rallentato la produzione in alcune fabbriche europee (principalmente in Francia, -10 mila unità a marzo nello stabilimento Peugeot di Sochaux) a causa della carenza di componenti per i modelli mild hybrid.
INWIT -1,64% debole su indiscrezioni de Il Sole 24 Ore secondo cui anche Telecom Italia +0,2% potrebbe disdettare l'MSA: la decisione verrà presa in un cda nel fine settimana. Come nel caso Fastweb+Vodafone, il punto dirimente è relativo al termine temporale dell'accordo, 2028 secondo Telecom e 2036 secondo INWIT. Il quotidiano riferisce anche di una richiesta di risarcimento da 100 milioni di euro avanzata da Telecom.
In moderata flessione anche Nexi -0,33% all'indomani della nomina di Bernardo Mingrone a.d. e d.g. del gruppo al posto di Paolo Bertoluzzo.
Scatta Recordati (+4,75% a € 48,48) dopo la conferma di una possibile offerta non vincolante del socio forte CVC a un prezzo € 52 per azione. La proposta è sottoposta a diverse condizioni, tra le quali una due diligence, il reperimento delle risorse necessarie e di un partner per l'operazione.
Riprendono quota i prezzi del petrolio greggio con il Brent a 108 dollari al barile (+5,66%): se ne avvantaggia Eni (+1,98%).
Ripiega invece l'oro che torna a 4.393 dollari l'oncia (-3,53%).
GD - www.ftaonline.com