Borsa Italiana in calo, male utility e banche
pubblicato:Avvio di ottava in ribasso per i maggiori listini azionari italiani, europei e statunitensi. La settimana si apre all'insegna di nuove incertezze dopo gli attriti USA-Europa tradottisi nell'annuncio di un ritiro di truppe statunitensi dalle basi tedesche e di un rialzo dei dazi americani sull'automotive UE al 25% (tranne che per le case che producono negli States).
In Armenia si tiene in questi giorni l'incontro di 48 nazioni, dai Paesi membri al Canada, al Regno Unito, alla Turchia in un meeting che è stato definito della Nato senza gli Stati Uniti.
In contemporanea sono lievitate le tensioni USA-Iran: rifiutato un piano in 14 punti di Teheran per un processo di pace, Trump ha lanciato il Project Freedom per la scorta delle navi commerciali rimaste bloccate nel golfo Persico con gravi rischi sanitari e alimentari per gli equipaggi.
In giornata sono emerse versioni diverse sul transito di due vascelli mercantili a bandiera USA che avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz (ma Teheran nega passaggi) e su due missili iraniani che avrebbero colpito e respinto una nave militare USA che cercava di attraversare quelle acque, notizia poi smentita da Washington.
Sono in calo in queste ore i maggiori indici azionari statunitensi: S&P 500 -0,37%; NASDAQ -0,34%; Dow Jones -0,83%.
Ancora più deboli i mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -2,18%; Francoforte (DAX) -1,28%; Parigi (CAC 40) -1,71%; Madrid (IBEX 35) -2,39%.
In rosso anche Piazza Affari: FTSE MIB -1,59%, FTSE Italia All-Share -1,53%, FTSE Italia Mid Cap -0,66%, FTSE Italia STAR +0,36%.
Euro in leggera flessione sul dollaro: EUR/USD segna 1,1701 (-0,02%).
In chiusura si registrano vendite anche sui titoli di Stato europei. Il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di 5 punti base al 3,92%, lo spread sul Bund si pone a 84 bp (dati MTS).
A Milano si registra una flessione rilevante del comparto delle utility forse anche appesantito dal rialzo dei rendimenti che appesantisce usualmente il settore: Ftse Italia Utenze -2,3%. Enel -2,52%, Terna -1,46%, Snam -2,32%, A2A -2,52%.
Si mette invece in luce in controtendenza il titolo di STMicroelectronics (+2,12%): dopo i risultati trimestrali e la guidance del 24/4, la casa franco-italiana del chip approfitterebbe della guidance migliore delle attese di Apple, la casa della mela è un importante cliente di STM di cui copre circa il 17% dei ricavi secondo le stime di EQUITA.
In rosso invece in chiusura Prysmian (-1,29%) dopo i recenti recuperi seguiti ai risultati del primo trimestre comunicati giovedì scorso e i commenti dell'a.d. Massimo Battaini su contratti, M&A e dual listing.
In calo in chiusura anche il settore difesa nonostante il ritorno delle tensioni USA-Iran su Hormuz. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha detto che i Paesi europei rispetteranno gli accordi bilaterali con gli USA sulle basi militari (la Spagna ha detto no all'utilizzo delle sue basi contro l'Iran) e che alcuni di essi stanno posizionando navi anti-mine e sono pronti a intervenire per la riapertura di Hormuz. Leonardo -0,45%, Fincantieri -1,89%, Avio -1,05%.
All'attenzione Nexi (+2,77%) che estende il recupero e sale sui massimi da inizio gennaio dopo le indiscrezioni del Financial Times su un'ipotesi di offerta di CVC finalizzata al ritiro dal mercato del gruppo dei pagamenti elettronici. CDP, che è secondo azionista con il 19% (H&F è il primo con il 20%) non è però favorevole al delisting. C'è anche il tema golden power e CVC andrà avanti solo se avrà preventivamente l'ok di Roma.
Stellantis in rosso (-1,42%) con il rischio di nuovi dazi Usa sull'automotive, settore appesantito oggi a livello europeo dalle nuove tariffe al 25%.
Il petrolio assorbe la crescita delle tensioni in Medioriente e in queste ore il Brent passa di mano a 112,2 dollari al barile (+3,69%) mentre il WTI prezza a 105 $/barile (+3,05%).
A Milano però Eni -0,44%, Tenaris -1,87%, ma Saipem +0,85%.
Osservato speciale a Milano anche il settore del credito con il Ftse Italia Banche in contrazione del 2,26%: male Intesa (-2,6%) e Unicredit (-2,38%). Su quest'ultima si segnala il via libera plebiscitario dell'assemblea straordinaria, con il 99,55% dei voti del capitale presente, all'aumento di capitale fino a 6,7 miliardi di euro o 470 milioni di azioni a servizio dell'offerta di scambio su Commerzbank.
Di nuovo in flessione consistente l'oro: il metallo giallo cede il 2,18% a 4.528 dollari l'oncia.
GD - www.ftaonline.com