Borsa Italiana in calo. Vendite su banche e difesa, bene i petroliferi
pubblicato:Seduta difficile per i mercati azionari globali alle prese con una nuova escalation in Medioriente che si è tradotta in un clima diffuso di avversione al rischio e quindi in vendite nei maggiori listini. Si conclude ad Ankara un difficile vertice Nato che ha registrato nuove tensioni tra Stati Uniti ed Europa e al quale l’Italia si è presentata con spese in difesa pari al 2,8% del Pil.
Il Patto nordatlantico ha ribadito nella dichiarazione finale l’impegno nel contrasto della minaccia russa e ha sottolineato l’aumento degli investimenti di 139 miliardi di dollari di Europa e Canada nel 2025 ai quali si aggiunge un nuovo commitment di 50 miliardi di dollari.
Ad Ankara Trump ha dichiarato di aver colpito duramente l’Iran la scorsa notte e ha annunciato che probabilmente colpirà ancora. Dopo gli attacchi iraniani ad alcune navi in transito dal Golfo di Hormuz il POTUS ha non ha escluso la possibilità di riattivare il blocco navale USA e di colpire infrastrutture civili, come quelle per l’acqua e l’elettricità.
Gli indici azionari americani sono in netto calo: S&P 500 -0,9%; NASDAQ -0,88%; Dow Jones -1,55%.
Molto negativi anche i mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -1,79%; Londra (FTSE 100) -1,75%; Francoforte (DAX) -2,27%; Parigi (CAC 40) -2,18%; Madrid (IBEX 35) -2,76%.
Molto male anche Piazza Affari: FTSE MIB -1,22%, FTSE Italia All-Share -1,23%, FTSE Italia Mid Cap -1,37%, FTSE Italia STAR -1,57%.
In leggero calo l’euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,1401 (-0,1%).
Le vendite non risparmiano i titoli di Stato europei e statunitense che registrano quindi un maggiore premio al rischio. Il rendimento del BTP decennale segna un balzo di 14 punti base al 3,9%, lo spread sul Bund si pone così a 81 pb (dati MTS), ma sono quasi tutti in rialzo a doppia cifra gli yield dell’Eurozona. Anche negli Stati Uniti il rendimento del Treasury decennale segna un aumento di quasi 4 punti base al 4,595%
Ancora una volta a Piazza Affari e in Europa il settore del credito veicola il nervosismo degli operatori: FTSE Italia Banche -2,29%. Sotto pressione le big Unicredit (-2,86%) e Intesa Sanpaolo (-2,33%). Su Unicredit si segnalano i risultati definitivi dell'OPS su Commerzbank (-2,27%): le adesioni si sono attestate al 17,6% del capitale, pertanto la quota in mano a Unicredit raggiunge il 47,59%, pari al 49,65% dei diritti di voto per l’esclusione dal voto delle azioni proprie di Commerzbank. In calo nel risparmio gestito anche Azimut (-2,31%) che ha registrato nel mese di giugno una raccolta netta totale di 508 milioni di euro.
Forti vendite colpiscono a Milano anche il settore del lusso: Brunello Cucinelli (–3,83%); Moncler (-2,3%); Ferrari (-3,46%).
Accelerano invece al rialzo, come anticipato, le quotazioni del petrolio greggio: il Brent balza del 7,54% a 78,75 dollari al barile e il WTI torna a 75,46 dollari (+7,13%). In giornata la variazione settimanale delle scorte USA si è rivelata superiore alle attese (2,99 mln b vs. cons. -1,9 mln). Ne approfitta il settore dei titoli petroliferi un po’ in tutti i listini.
A Milano: Eni (+3,66%); Saipem (+3,18%) e Tenaris (+2,6%).
Nonostante il ritorno delle tensioni geopolitiche, resta fortemente negativo anche il settore della difesa: Fincantieri (-3,88%), Avio (-2,54%), Leonardo (-1,04%). Su quest’ultima si segnala la collaborazione con Accenture nel programma Protected Business Network (PBN) del valore di 200 milioni di euro per conto della NATO Communications and Information Agency (NCIA). Ad Ankara Emmanuel Macron ha affermato che proseguono i lavori della Francia con Italia e Turchia per la possibile esportazione dei sistemi missilistici europei SAMP-T ad Ankara.
Al termine della seduta si segnalano anche le performance in direzione opposta di Stellantis (-5,78% nel contesto di un settore automotive europeo in calo) e di Telecom Italia (+0,83%).
Male in chiusura, tra i minori, Pirelli & C (-3,32% a 6,7 euro) con Citigroup che peggiora la raccomandazione sul titolo da buy a neutral con prezzo obiettivo incrementato leggermente da 7,40 a 7,50 euro.
In calo oggi anche le quotazioni dell’oro che torna a 4.029 dollari l’oncia, con una flessione del 2,81%
GD - www.ftaonline.com