Borsa Italiana in forte calo, male Inwit, Prysmian e Ferrari, bene Eni
pubblicato:Nuova seduta di passione per i maggiori indici azionari italiani ed europei dopo la nuova escalation in Iran con gli attacchi alle infrastrutture energetiche che rischiano di produrre danni più duraturi per l'equilibrio energetico globale.
Dopo gli attacchi all'impianto strategico iraniano South Pars e la reazione iraniana verso il Qatar e altri Paesi, il presidente USA Donald Trump ha affermato che l'attacco israeliano non era noto agli Stati Uniti e ha affermato che non ci sarebbero stati nuovi colpi contro quello stabilimento.
Il CEO di QatarEnergy Saad al-Kaabi ha però affermato che il contrattacco iraniano ha messo fuori uso il 17% della capacità di liquefazione ed esportazione del gas naturale qatarino.
Ieri sera la FED ha mantenuto invariati i tassi d'interesse e confermato un approccio prudente, mentre i dot plot con gli orientamenti futuri dei decisori del FOMC indicano la previsione di un solo taglio dei tassi quest'anno.
Oggi la BCE ha lasciato, come da attese, i tassi interesse invariati, ma le proiezioni dello staff macroeconomico eccezionalmente aggiornate all'11 marzo per riflettere i primi impatti della crisi iraniana hanno già ridotto la crescita 2026 allo 0,9% alzando la stima sull'inflazione complessiva al 2,6%; prospettati anche due scenari peggiori in cui la crescita 2026 potrebbe precipitare allo 0,4% e l'inflazione crescere al 4,4%
In Consiglio europeo confermati la preoccupazione per il conflitto iraniano e l'appello alla de-escalation. Il comunicato finale conferma la decisione di dicembre 2025 di fornire all'Ucraina un prestito di sostegno pari a 90 miliardi di euro per il 2026 e il 2027 e il piano di una prima erogazione entro l'inizio di aprile, nonostante l'opposizione dell'Ungheria di Victor Orban e della Slovacchia.
In calo i maggiori listini di Wall Street: S&P 500 -0,73%; NASDAQ -0,85%; Dow Jones -0,85%.
Nettamente maggiori le perdite dei mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -2,1%; Londra (FTSE 100) -2,43%; Francoforte (DAX) -2,76%; Parigi (CAC 40) -2,03%; Madrid (IBEX 35) -2,27%.
Male anche Piazza Affari dove prevale un clima di avversione al rischio: FTSE MIB -2,32%, FTSE Italia All-Share -2,37%, FTSE Italia Mid Cap -2,96%, FTSE Italia STAR -2,28%.
I timori crescenti di inflazione nell'Eurozona si riflettono nella previsioni di incrementi dei tassi d'interesse e in rialzo della moneta unica: EUR/USD segna 1,1153 (+0,68%), ma va segnalata anche una debolezza del dollaro che cede anche l'1,08% sullo yen.
Vendite più contenute si registrano sui titoli di Stato UE: il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di 3 punti base al 3,77%, lo spread sul Bund si pone a 82 pb (dati MTS).
La seduta si dimostra particolarmente difficile per Inwit: -15,6% a € 6,9 dopo un minimo a 6,085 su livelli che non si vedevano dal 2019. Pesa la notizia dell'accordo non vincolante tra Telecom Italia (-5,7%) e Fastweb per costruire e gestire fino a seimila nuove torri per la telefonia mobile in Italia. La notizia è fortemente negativa per Inwit, dato che Fastweb e TIM sono i suoi clienti principali. Secondo due fonti sentite da Reuters, sono mesi che i due gruppi stanno provando a rinegoziare i contratti con Inwit, che si oppone.
Netta flessione anche per Prysmian (-5,39%): Bloomberg riferisce che il gruppo sta pensando di costruire un nuovo stabilimento in Texas. Si tratterebbe di un impianto per la produzione di vergella di rame da affiancare a quello di McKinney, vicino a Dallas, con un investimento compreso tra i 100 e i 200 milioni di dollari.
Pesa sull'azionario italiano la cattiva performance dei titoli bancari con l'indice FTSE Italia Banche in calo del 2,95%. Scivola anche Mediobanca (-4,03%) dopo la decisione di S&P Global abbassare il rating da BBB+ a BBB, con outlook positivo, in vista dell'integrazione con MPS (-3,77%) che ha un profilo di rischio più elevato e cultura aziendale/modello di business differenti. L'ad uscente di MPS Luigi Lovaglio ha rassicurato però il mercato sui piani di integrazione e remunerazione dei soci nonostante i cambiamenti nella governance.
Crescono ancora le quotazioni del petrolio greggio nei mercati internazionali: Brent a 110,7 $/b (+3,06%), WTI a 99,48 $/b (+3,28%). Il gas naturale vede il TTF olandese crescere del 12,69% a 61,6 €/MWh. Da ricordare che ieri sera il governo ha deciso le prime misure per calmierare i rialzi dei carburanti con interventi da circa 25 centesimi sui prezzi di gasolio e benzina (tramite revisione delle accise), crediti di imposta per autotrasportatori e società ittiche e un controllo più stretto dei prezzi contro la speculazione.
In questo contesto spicca in controtendenza il titolo Eni (+3,75%). Stamane l'indiscrezione del Corriere della Sera secondo cui il fondo USA Ares Management Corp punterebbe a incrementare la propria quota (attualmente al 20%) in Plenitude. Oggi Eni ha presentato il nuovo piano strategico 2026-2029 che annuncia un rialzo della fascia alta del range di distribuzione agli azionisti nei prossimi 5 anni e la possibilità di un dividendo straordinario se i prezzi energetici eccedessero le stime.
In rialzo e in controtendenza anche Saipem (+0,86%), mentre Tenaris chiude sotto il riferimento (-0,04%).
Male anche Leonardo (-1,65% a 63,2 euro) che prova a limitare i danni all'indomani del perfezionamento dell'acquisizione "del business Difesa di Iveco Group (marchi IDV e ASTRA) per un prezzo di €1,6 miliardi, in linea con l'Enterprise Value fissato a €1,7 miliardi, al netto degli adeguamenti contrattuali concordati". Equita conferma la raccomandazione buy sul titolo e il target a 71 euro, sottolineando che le guidance saranno aggiornate al rialzo in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre in agenda il 5 maggio.
In verde in chiusura anche Nexi (+1,91%), male invece Ferrari (-5,41%) dopo la sospensione delle consegne via mare in Medioriente (proseguono quelle aeree)..
Da segnalare anche la forte flessione delle quotazioni dell'oro che torna a 4.588 dollari l'oncia (-6,2%).
Tra i minori si segnala la flessione (parzialmente ridimensionata in chiusura) di d'Amico (-7,36% a 7,17 euro) dopo il collocamento a 6,50 euro per titolo del 5% del capitale da parte della controllante d'Amico International S.A., che resta primo azionista con circa il 55,66%.
Massiccia flessione anche per Technoprobe (-18,47%) all'indomani della pubblicazione dei risultati 2025 in forte crescita: ricavi a € 628,4 mln (+15,7%); margine lordo a 44,4% da 41,1% nel 2024; EBITDA a 201,4 milioni, in aumento del 47,5% con una marginalità del 32,1% da 25,1% nel 2024; utile netto a 98,8 milioni, in aumento del 57,4%. Confermata la guidance 2027 e la decisione di non distribuire dividendi.
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