Borsa Italiana in rialzo: bene Eni, arretrano TIM e Poste

di FTA Online News pubblicato:
3 min

Seduta in rialzo per i maggiori indici azionari italiani ed europei nonostante nuovi segnali di avversione al rischio colpiscano trasversalmente i mercati globali dall'angolazione dei semiconduttori e della tecnologia, con vendite diffuse su Nvidia a New York, nonostante i dati di ieri sera superiori alle attese, che contagiano in Europa ASML (-4,35%) fino all'italiana STM (-0,36%).

A due ore dall'Opening Bell vendite decise pesano sui maggiori indici azionari di Wall Street: S&P 500 -0,59%; NASDAQ -1,22%; Dow Jones +0,04%.

I mercati azionari europei riescono a dimostrare ancora una notevole forza relativa: EURO STOXX 50 -0,28%; Londra (FTSE 100) +0,37%; Francoforte (DAX) +0,4%; Parigi (CAC 40) +0,72%; Madrid (IBEX 35) +0,19%.

Bene anche Piazza Affari: FTSE MIB +0,54%, FTSE Italia All-Share +0,53%, FTSE Italia Mid Cap +0,51%, FTSE Italia STAR +1,12%.

Ripiega oggi l'euro sul dollaro, più lento il ritmo di apprezzamento della moneta unica sul biglietto verde dallo scorso giugno, ma i minimi crescenti non permettono di escludere nuovi allunghi: EUR/USD oggi vale segna 1,179 (-0,14%).

Poco mosso il sovereign UE: il rendimento del BTP decennale resta al 3,30%, lo spread sul Bund a 61 pb (dati MTS).

La pubblicazione di importanti trimestrali in Italia e all'estero influenza i mercati in maniera articolata.

Eni sale sui massimi dal 2014, e chiude con un +2,5%, con i risultati 2025: utile operativo adj a 12,2 miliardi (-15% a/a) e utile netto adj a 4,99 miliardi (-5% a/a), ma il quarto trimestre mostra un utile netto adj a 1,196 miliardi (+35%, consensus 0,96).

Saipem in calo (-0,66%) dopo i rialzi del 2,46% seguiti ieri ai risultati preconsuntivi 2025 e al ritorno, dopo 5 anni, del dividendo (0,17 euro per azione, totale 330 milioni). Ma la società dopo la chiusura del mercato di ieri ha comunicato che "non sarà possibile perfezionare l'acquisto dell'unità di perforazione Deep Value Driller in conseguenza della decisione, assunta dalla parte venditrice Deep Value Driller AS [...] di procedere con la vendita della nave ad una terza parte [...]. Saipem si riserva ogni opportuna azione legale a tutela dei propri interessi e diritti in ogni sede, nessuna esclusa".

In leggero rialzo Prysmian (+0,15%) dopo una seduta difficile seguita a risultati 2025 contraddittori: ricavi +5,4% a/a a € 19,65 mld (€ 19,662 mld consensus), mentre l'EBITDA adjusted balza del 24,4% a 2,398 mld (2,411 mld consensus). L'utile netto vola a 1,27 miliardi (+74,2%) e l'indebitamento netto scende del 27,9% a 3,097 miliardi. Per il 2026 il management prevede EBITDA adjusted a 2,7 miliardi (2,625-2,775) contro il consensus a 2,725, e FCF a 1,35 miliardi (1,3-1,4), contro il consensus a 1,197.

Poste Italiane (-1,5%) ripiega dopo i risultati 2025 e i target 2026. Nello scorso esercizio ricavi +4,2% a 13,121 miliardi di euro (consensus 13,057), EBIT adj +9,6% a 3,245 miliardi (consensus 3,189), utile netto (senza TIM) +10,3% a 2,22 (consensus 2,223). Per il 2026 il management prevede ricavi a 13,5 miliardi (consensus 13,364), EBIT adj a oltre 3,3 miliardi (3,34) e utile netto a 2,3 miliardi (2,303).

TIM in calo in chiusura: -4,33% dopo nuovi approfondimenti in corso di giornata. Oggi Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, primo azionista di TIM, ha affermato di essere in trattativa per l'acquisizione del 20% del Polo Strategico Nazionale italiano in mano a Cassa Depositi e Prestiti. Dell'infrastruttura di cui TIM controlla già il 45%

Brilla Stellantis (+4,24%) nel giorno dei risultati che hanno confermato perdite 2025 da 22,33 miliardi di euro dopo ricavi in crescita del 2% L'ad Antonio Filosa ha promesso un progressivo miglioramento quest'anno di ricavi, utile operativo free cash flow industriale.

Male Leonardo -0,95% all'indomani delle parole dell'a.d. Roberto Cingolani: entro fine giugno è prevista la firma di un accordo con un partner finanziario e industriale (si vocifera del fondo sovrano arabo PIF) per la joint venture aerospaziale le cui trattative vanno avanti da oltre un anno.

Deciso rialzo delle quotazioni del petrolio greggio: il Brent torna a 72,08 dollari al barile (+1,74%). Ripiega l'oro (-0,49% a 5.181 dollari l'oncia).

GD - www.ftaonline.com