Carovita, il 2026 comincia male
pubblicato:L'inflazione rallenta ancora, grazie ai prezzi dell'energia. Ma non è detto che duri e dall'RC auto, alla telefonia fino alle bollette, si rischiano rincari

Fin qui tutto bene? Forse sì, forse no. La fiducia dei consumatori italiani a febbraio è cresciuta oltre le attese da 96,8 a 97,4 punti. E' la terza buona performance di seguito.
Gli italiani intervistati sono più ottimisti sulla loro situazione economica e su quella del Paese, puntano meno sul risparmio e più sui consumi, anche se peggiorano le attese sulla disoccupazione e le imprese in generale si fanno più pessimiste, con l’eccezione dei commercianti al dettaglio e delle costruzioni che invece sono più positive. Un quadro articolato, insomma, ma con diverse ombre sulla spesa delle famiglie.
L'inflazione? Solo all'1%, ma la Bce guarda dall'altra parte
Gli ultimi dai sui prezzi sono freschi: 3 giorni fa l’Istat ha pubblicato i dati sull’inflazione italiana che rallenta dall’1,2% all’1%, praticamente la metà dell’obiettivo della BCE.
Anzi, a volere approfondire un poco, anche nell’area della moneta unica l’Eurostat ha registrato un calo dell’inflazione dal 2% di dicembre all’1,7% a gennaio, ben al di sotto del target, lontanissimo per economie chiave come la Francia (0,4%) e la Danimarca (0,6%). Non siamo allo 0,2% della Svizzera, ma verrebbe da pensare che ci sia lo spazio per nuovi tagli dei tassi d’interesse, anche se Christine Lagarde ha appena dichiarato di non temere l’overshooting. Quindi non ci sente per ora da questo orecchio: che voglia far svalutare un po’ il debito francese?
In realtà le ragioni per la prudenza non mancano: l’energia costa meno in questa fase e infatti i prezzi “core”, senza considerare le componenti volatili di energia e alimentari freschi, sono ancora al 2,1%, anche se non più al 3,9% di settembre. L’inflazione dei servizi poi rallenta ma è ancora su un sonoro 3,2%.
Italia, il carrello pesa di più (carne, uova, pesce...)
Ma poi visti da vicino questi numeri si complicano tanto che è meglio concentrarsi sull’Italia e magari sulle spese del cittadino. Anche se per le imprese spesso l’inflazione a valle vuol dire più fatturato, è sul potere d’acquisto e sui consumi che si reggono l’Italia e l’Europa nell’epoca di Trump. Senza dubbio.
Bene di qua dalle Alpi gli alimentari sono cresciuti molto più dei prezzi in generale: da gennaio 2025 a gennaio 2026 il cibo si è rincarato del 2,1% in media. L’essenziale pesa di più alle famiglie, decisamente. La carne, sia fresca che congelata, è balzata del 6,7%!
Le uova che negli Stati Uniti hanno creato un dramma politico nell’ultimo anno anche in Italia sono molto più care: l’8,8% in più in un anno. I legumi +4,7%; il pesce +3,2%.... mica cose da poco: alimentari e bevande analcoliche coprono più del 17% del paniere dell’Istat, ossia della spesa ipotetica degli italiani.
Italia, meno cari energia e trasporti, ma...
La chiave di volta dei bassi prezzi e fissi degli italiani è nell’energia, quella non regolamentata (che poi è di gran lunga la maggior parte) è calata del 5,9% e per una volta alleggerisce il gas naturale (-12,2% in un anno), la benzina (-7,9%), il gasolio (-6,1%). Incrociare le tabelle è complicato, ma elettricità e gas pesano per il 5,6% circa e i trasporti per il 15,4% (con dentro autobus, automobili, motorini, carburanti, biciclette…). I primi, come visto calano e in parte anche i secondi (-1,5%), ma non è detto purtroppo che duri. Il nuovo Decreto Energia sconvolge il quadro, alza l’Irap delle società energetiche con l’obiettivo di abbassare le bollette per tutti a partire dalle imprese.
Qualcuno pensa che sarà un automatico slittamento del balzello sulle bollette delle famiglie soltanto, altri aprono un credito con il governo (come Confindustria) vedendo come si evolve questo primo tentativo di affrontare il tema strategico del caro-energia per le imprese (e non solo). Insomma per ora scende un po’, ma come andrà nei prossimi mesi non si sa.
Prezzi, più cari telefonia ed RC auto
Ma i servizi essenziali non si fermano più a questo: ieri sentivamo i dati di TIM. Come sempre Labriola dice che i prezzi in Italia (ma ormai anche in Europa) sono troppo bassi e bisogna aumentarli, lo ha fatto un pochino già, ma deve competere ancora con Iliad, eppure il consolidamento del settore già all’inizio del trimestre ha partorito i rincari per il cittadino digitale. A metà gennaio Altroconsumo denunciava aumenti unilaterali ai canoni mensili fissi i mobili della telefonia di Fastwen, TIM e WindTre: fuoco incrociato. Sarà anche coordinato?
Anche il rincaro dell’RC auto sostanzialmente per decreto, con il rincaro della legge di bilancio per gli oneri relativi delle compagnie assicurative, rischia di manomettere i consumi delle famiglie. Era già cresciuto del 3,7% nel secondo trimestre in media in Italia (dati Ivass).
Quest’anno 2026 minaccia il portafoglio dei consumatori su molti fronti insomma… una distrazione potrebbe costare cara.
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