Decreto Energia 2026: sconti in bolletta per 5 miliardi. Bonus, Irap e svolta ETS

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
7 min

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Decreto Energia 2026. Previsti sconti fino a 315 euro per le famiglie vulnerabili, taglio degli oneri per le imprese finanziato dall'aumento dell'Irap e misure strutturali su ETS e spread gas. Ecco tutte le novità

Decreto Energia 2026: sconti in bolletta per 5 miliardi. Bonus, Irap e svolta ETS
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Il Governo Meloni ha dato il via libera definitivo al Decreto-Legge Energia, un provvedimento da oltre 5 miliardi di euro per ridurre in maniera strutturale il costo delle bollette per famiglie e imprese. Secondo le indicazioni del governo il nuovo pacchetto di misure potrebbe ridurre dai 20 ai 30 euro al Megawattora (MWh) il costo delle bollette: circa il 25% in meno se si considera che il prezzo medio nazionale in questi giorni si aggira intorno a 120 euro/MWh.

La manovra, definita dalla premier "una scelta coraggiosa", punta a rilanciare la competitività del sistema industriale italiano con il disaccoppiamento dei prezzi di gas ed elettricità e un intervento mirato sulla tassazione ambientale europea basata sui cosiddetti ETS (Emissions Trading Scheme).

Uno dei meccanismi che il governo intende attivare riguarda il taglio degli oneri di sistema in bolletta, che sono poi sussidi alle fonti rinnovabili: oggi per famiglie e PMI pesano sulla spesa per la luce circa il 10% del totale e di recente una rilevazione di Facile.it con Italfinance ha stimato nel 18% della bolletta delle aziende il peso degli oneri di sistema della componente ASOS.

Famiglie, a chi ha il bonus sociale altri € 115, poi contributo volontario fino a € 60 per gli ISEE fino a € 25.000

Il primo pilastro del decreto riguarda la protezione dei consumatori domestici, con un focus particolare sui nuclei fragili.

  • Bonus vulnerabili: Per i 2,7 milioni di famiglie che già percepiscono il bonus sociale (pari a € 200), è introdotto un contributo aggiuntivo di 115.
    Il sostegno totale sale così a 315 l’anno e arriva a coprire circa la metà del costo medio di una bolletta elettrica.

  • Fascia ISEE fino a € 25.000: Per circa 4,5 milioni di famiglie non titolari di bonus, è previsto un contributo fino a 60 euro. Questa misura è su base volontaria: se i venditori di energia applicheranno questo sconto riceveranno un’attestazione spendibile a fini commerciali.

Imprese: Taglio degli Oneri e la Nuova "Stretta" Fiscale

Per le imprese, il decreto mobilita risorse importanti attraverso una redistribuzione interna al settore energetico.

Beneficiari

Risorse stanziate

Risparmio stimato

Artigiani e Ristoratori

-

> € 500 (Luce) / € 200 (Gas) annui

PMI di maggiori dimensioni

-

~ € 9.000 (Luce) / € 10.000 (Gas) annui

Grandi imprese

-

Oltre € 220.000 (Gas) annui

Aumento Irap (2%)

€ 1 miliardo in 2 anni

Finanzia il taglio oneri ASOS per le PMI

 

L'innalzamento dell'aliquota Irap dal 3,9% al 5,9% colpirà le aziende che producono, distribuiscono e vendono energia e prodotti petroliferi nel biennio 2026-2027.

Secondo il ministro Gilberto Pichetto Fratin (MASE), si tratta di un "gesto di responsabilità" chiesto a chi ha guadagnato di più dalla crisi energetica.

Sfide e vincoli d’Europa: lo scorporo degli ETS e l’integrazione dei prezzi del gas all’ingrosso

Una delle novità più dirompenti del nuovo DL riguarda il sistema ETS (Emissions Trading System) che dovrebbe essere “sterilizzato” in modo da non pesare sui prezzi finali delle bollette di imprese e famiglie. Avverrà solo dal 2027 e servirà l’ok dell’Europa, ma nell’ultima versione del decreto sono tolti i limiti di domanda precedentemente ipotizzati e quindi si dovrebbero avvantaggiare della sterilizzazione anche piccoli consumatori come gommisti o lavanderie.

Il Governo intende scorporare i costi della CO2 dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili (come idroelettrico e solare). Attualmente, infatti, il prezzo dell'elettricità è legato a quello del gas (che include la "tassa" sulle emissioni) e penalizza anche la generazione da fonti rinnovabili che non paga ETS.

  • Autorizzazione UE: La misura richiederà il via libera di Bruxelles per evitare contestazioni sugli aiuti di Stato.

  • Addio allo spread TTF-PSV: Viene introdotto un servizio di liquidità da 200 milioni di euro per azzerare il divario di prezzo (circa 2 €/MWh) tra il mercato italiano e quello olandese rappresentati rispettivamente da TTF (Title Transfer Facility) e PSV (Punto di Scambio Virtuale).

Rinnovabili e rete: sblocchi e "Spalma-Incentivi"

Per accelerare la transizione, il decreto interviene sui nodi tecnici e normativi.

  1. 1.

    Spalma-incentivi volontario: I titolari di impianti fotovoltaici (> 20 kW) in Conto Energia possono ridurre l'incentivo del 15% o 30% tra il 2026 e il 2027 in cambio di un'estensione della durata del contratto di 3 o 6 mesi. La misura incide sulla riduzione della componente ASOS nel 2026 e nel 2027.

  2. 2.

    Contratti a lungo termine PPA per abbassare i costi delle PMI: alcune misure del decreto puntano a rafforzare i contratti di acquisto di energia elettrica di lungo periodo (PPA).
    Sarà possibile accedere a garanzie pubbliche per coprire i rischi (garanzia Archimede di Sace). Gruppi di imprese o consorzi per le Aree di sviluppo industriale (le Asi) potranno individuare superfici adatte a impianti da rinnovabili per la successiva contrattualizzazione tramite PPA. La contrattualizzazione di lungo periodo e l’apposita bacheca PPA, con il sostegno dell’Acquirente Unico del GSE, dovrebbero portare a una riduzione dei prezzi. Per gli impianti che escono dagli incentivi le forniture non saranno pagate al prezzo di costo, ma a prezzi calmierati (15% della differenza tra la media annua ponderata sulle quantità contrattualizzate dei prezzi del mercato spot nella zona dell’impianto e il prezzo riconosciuto nell’ambito del servizio di aggregazione del GSE).

  3. 3.

    Saturazione rete: Vengono introdotte norme contro la "saturazione virtuale", liberando slot di capacità occupati da impianti autorizzati, ma mai realizzati, a favore di nuovi progetti pronti a partire.

  4. 4.

    Data Center: Semplificazione dei processi autorizzativi con un procedimento unico (fino a 10 mesi) gestito dalle regioni o dal MASE, a seconda della potenza.

Reazioni e Critiche

Il nuovo Decreto Legge ha generato un dibattito acceso, come d’altronde prevedibile per un pacchetto di misure che mette mano ad alcune fragilità strutturali del sistema economico italiano. \

·         Confindustria ha accolto con netto favore il provvedimento: sono misure concrete per famiglie e imprese e anticipano una politica industriale più ampia del governo. Il presidente dell’associazione italiana degli industriali Emanuele Orsini da tempo chiedeva un intervento sui costi dell’energia letti come uno svantaggio competitivo per la seconda manifattura d’Europa insediata in Italia ma penalizzata dal caro-energia.

·         I produttori di energia temono invece una riduzione eccessiva dei margini e paventano uno stop sulle rinnovabili e un rilancio delle produzioni da idrocarburi. Secondo diverse società il cambio di panorama normativo e la nuova penalizzazione fiscale (Irap) metteno a repentaglio gli importanti investimenti programmati per i prossimi anni.

  • Caso Lombardia: Un caso particolare è quello della Regione Lombardia, che ha un ruolo strategico anche nel panorama energetico e industriale. La regione ha stretto da poco un accordo con i due grandi produttori di energia Edison e A2A: loro ottengono la proroga (senza gara) delle concessioni idroelettriche sul territorio e in cambio cedono il 15% dell’energia prodotta alle aziende energivore della regione. Ma a caldo l’assessore regionale all’Energia Massimo Sertori esprime allarme e preoccupazione per le nuove misure che rischiano di stravolgere il quadro e le intese raggiunte e auspica modifiche nel prossimo passaggio parlamentare del Decreto Legge.

  • Opposizione: Dura la bocciatura delle opposizioni con PD e Verdi che bocciano il decreto come un "pasticcio" non strutturale che rischia di infrangersi contro i veti dell'Unione Europea.

L'efficacia del decreto dipenderà ora dalla velocità di attuazione delle delibere ARERA e, soprattutto, dall'esito del negoziato con la Commissione Europea sulle misure strutturali relative alla tassazione ambientale.

In tarda mattina l’indice Ftse Italia Utenze, che raggruppa i maggiori fornitori locali di energia, sembra dare ragione alle preoccupazioni dell’assessore Sertori e segna un pesante ribasso del 3,23% Le vendite colpiscono un po’ tutto il comparto e lo stesso paniere Ftse MIB che dagli energetici è fortemente condizionato. In rosso Enel (-3,76%), A2A (-3,59%), Italgas (-1,74%), Terna (-1,55%), Hera (-1,45%) e Snam (-0,44%), ma in un contesto generale debolezza dei mercati azionari europei. Male anche la laziale Acea (-1,17%) e la nordoccidentale Iren (-2,77%)
Qualcuno a caldo, come Edison, annuncia revisioni del business e degli investimenti alla luce delle nuove misure: i conti sono da fare, ma potrebbero flettere gli investimenti in rinnovabili.

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