Il femminicidio di Jong-ok Shin, dai sospetti su Danilo Restivo alla condanna di Omar Benguit
pubblicato:Per il femminicidio di Jong-ok Shin fu arrestato Omar Benguit, ma nuovi elementi indirizzano i sospetti su Danilo Restivo

Il femminicidio di Jong-ok Shin è un fatto di cronaca avvenuto nella città di Bournemouth il 14 luglio 2002. La vittima, una studentessa sudcoreana di 26 anni, fu aggredita a coltellate alle 2:50 del mattino mentre rientrava da una serata trascorsa con amici in un wine bar. Per il delitto fu condannato Omar Benguit, ma nel corso del secondo appello la difesa dell'imputato suggerì il nome di Danilo Restivo.
Restivo era già stato condannato per altri due omicidi, quello di Elisa Claps nel 1993 e di Heather Barnett nel 2002. All'epoca dei fatti l'uomo viveva a poca distanza dal luogo del delitto di Jong-ok Shin e sul corpo della ragazza erano presenti ferite compatibili con un coltello di cui Restivo era in possesso. In più, l'immagine di una videocamera di sorveglianza mostrava un uomo dalla corporatura più vicina a quella di Restivo che a quella di Benguit, ma l'ipotesi su Restivo venne presto accantonata.
Il femminicidio di Jong-ok Shin
Alle 2:50 del 14 luglio 2002 Jong-ok Shin, studentessa di lingua inglese di 26 anni, stava rientrando dal wine bar The Bank di Bournemouth dopo una serata trascorsa con amici. Mentre transitava a piedi lungo Malmesbury Park Road fu aggredita a coltellate con tre fendenti sulla schiena.
Un residente riferì che quella notte avrebbe sentito una discussione animata tra una donna e un uomo dall'accento straniero seguita da gemiti femminili di paura e dolore. Jong-ok Shin, che gli amici chiamavano affettuosamente Oki, morì poco dopo in ospedale, ma prima di spirare riferì che il suo aggressore era un uomo con una maschera che dopo averla colpita si era dato alla fuga. L'arma del delitto non fu mai ritrovata.
L'arresto e la condanna di Omar Benguit
La svolta arrivò il 22 agosto dello stesso anno, quando la polizia del Dorset arrestò BB, una nota prostituta ed eroinomane, per furto. La donna riferì agli agenti di avere informazioni sul delitto della studentessa: raccontò che quella notte era stata costretta da tre uomini, Omar Benguit, Nicholas Gbadamosi e Delroy Woolry a fare un giro sulla sua auto. Durante il tragitto avrebbero notato Shin da sola lungo Malmesbury Park Road, e Benguit le avrebbe chiesto di accostare.
Quindi Benguit avrebbe avvicinato la 26enne chiedendole di partecipare a una festa, e al suo rifiuto l'avrebbe accoltellata. La vesione di BB cambiò più volte, ma ciò portò comunque all'arresto di Benguit e Gbadamosi. I primi due gradi di giudizio si conclusero senza un verdetto, ma al terzo processo Benguit fu condannato a 20 anni di reclusione.
I sospetti su Danilo Restivo
I sospetti su Danilo Restivo furono esposti nel corso del secondo processo d'appello, nel 2014. Restivo era stato condannato all'ergastolo dalla Crown Court di Winchester nel 2011 per l'omicidio di Heather Barnett, uccisa nella sua abitazione il 12 novembre 2002. La stessa condanna era arrivata dall'Italia per l'omicidio di Elisa Claps, uccisa a Potenza il 12 settembre 1993.
L'uomo si era trasferito a Bournemouth dall'Italia nel 2002 e viveva a pochi isolati dal luogo in cui fu uccisa Jong-ok Shin. Secondo il medico legale, inoltre, la studentessa era stata uccisa da una lama compatibile con uno dei coltelli trovati in possesso di Danilo Restivo durante un controllo del 12 maggio 2004. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, inoltre, avevano immortalato un uomo dalla corporatura compatibile con Restivo e non con la fisicità di Benguit.
Nonostante le evidente incongruenze della testimonianza di BB - che in uno show televisivo arrivò addirittura a raccontare un'ulteriore versione differente - fu respinta ogni istanza di revisione del processo a carico di Benguit. Nel febbraio 2026, tuttavia, un'inchiesta giornalistica della BBC ha fatto emergere nuovi elementi che allontanerebbero Benguit dall'omicidio di Oki e altri indizi che, invece, punterebbero verso Restivo. Il fratello di Elisa Claps, Gildo Claps, intervenuto in collegamento con Chi L'Ha Visto il 18 febbraio ha espresso pochi dubbi sulla responsabilità Danilo Restivo nel femminicidio della 26enne sudcoreana.
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