A Zoe Trinchero "non importava nulla di Alex Manna", parlano i genitori della 17enne uccisa a Nizza Monferrato
pubblicato:Zoe Trinchero avrebbe detto di no ad Alex Manna già in passato. I genitori della 17enne uccisa a Nizza Monferrato fanno chiarezza sul rapporto tra i due

Sono tante le affermazioni fatte da Alex Manna che gli inquirenti liquidano come bugie o imprecisioni. Del resto il 19enne arrestato per il femminicidio di Zoe Trinchero, la 17enne uccisa a Nizza Monferrato (Asti) nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, sin dall'inizio ha tentato di dribblare le responsabilità indicando come colpevole un 39enne del tutto estraneo alla vicenda.
Nella sua versione sarebbe assente un movente. In sede di confessione, infatti, non è stato in grado di riferire perché abbia colpito così violentemente Zoe, negando che vi sia stato un tentato di approccio. L'ipotesi, invece, è quella di un "no" della ragazza che potrebbe aver innescato l'aggressione. I genitori della vittima precisano: "A nostra figlia non gliene fregava niente di questa persona".
Parla la madre di Zoe Trinchero
Intervenuta nello studio di Dentro La Notizia lunedì 16 febbraio la madre di Zoe Trinchero ha sciolto uno dei dubbi emersi dalla confessione di Manna. La donna si è unita a quanto riferito anche dagli amici della vittima, che sin da subito hanno negato che tra la 17enne e il reo confesso vi fosse, o vi fosse stato in passato, alcun legame.
"So bene tutte le cotte di mia figlia, so bene tutti quelli che ci hanno provato con mia figlia e mi ricordo di questo ragazzo", ha detto la madre di Zoe. Quindi ha aggiunto: "Quando ho visto la foto di Alex Manna ho detto; 'Ma è già da un po' che Zoe gli aveva detto di no'".
Il padre: "A lei di Alex Manna non importava nulla"
In quel momento il padre di Zoe Trinchero ha preso la parola, intervendo con una frase netta: "A nostra figlia non gliene fregava niente di questa persona". Un altro contributo, quindi, smonta il racconto di Alex Manna di quella sera.
Manna è ora accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, un capo di imputazione cambiato in sede di convalida dell'arresto.
La versione del reo confesso
Come anticipato, nell'omicidio di Zoe Trinchero manca un movente. Alex Manna non è stato in grado di fornirlo, quando ha confessato il delitto dopo aver accusato l'innocente Naudy Carbone. Secondo il suo racconto, la sera del 6 febbraio si sarebbe allontanato dal gruppo di amici insieme a Zoe Trinchero per parlare di un presunto tradimento di cui il 19enne si sarebbe macchiato tempo prima, quando tra lui e la minorenne ci sarebbe stata una relazione.
Circostanza, questa, smentita dagli amici della vittima: tra i due non vi sarebbe mai stato alcun legame. Piuttosto da tempo Manna avrebbe dimostrato interesse nei confronti della ragazza. Eppure il giovane sostiene che quella sera gli animi si sarebbero accesi proprio mentre parlavano di quel presunto tradimento, poi le cose sarebbero degenerate e lui l'avrebbe colpita con più pugni in sequenza. Nega, inoltre, di averla gettata nel canale: "L'ho lasciata cadere, non l'ho lanciata", ha detto agli inquirenti.
Le indagini degli inquirenti non si fermano. Nel frattempo i legali del 19enne, Rocco Giuseppe Iorianni e la collega Patrizia Gambino, fanno sapere che chiederanno la perizia psichiatrica per capire se il loro assistito fosse capace di intendere e volere al momento dei fatti.
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