L'autopsia di Zoe Trinchero incastra Alex Manna, era ancora viva quando è stata gettata nel canale
pubblicato:La 17enne Zoe Trinchero prima di finire nel canale era ancora viva, l'autopsia sconfessa l'omicidio preterintenzionale

Era ancora viva. Lo ha stabilito l'autopsia condotta dall'anatomopatologa Alessandra Cicchini sul corpo di Zoe Trinchero, la 17enne uccisa a Nizza Monferrato nella notte tra il 6 e il 7 febbraio. Reo confesso dell'omicidio è Alex Manna, 19enne, che agli inquirenti aveva riferito di averla "lasciata cadere, non lanciata" nel canale dopo averla colpita con una raffica di pugni.
L'esito dell'esame incastra il giovane ed esclude l'omicidio preterintenzionale. La Procura di Asti negli ultimi giorni, dopo l'udienza di convalida dell'arresto, ha modificato il capo di imputazione a carico di Manna da omicidio volontario a omicidio aggravato dai futili motivi.
Cosa rivela l'autopsia sul corpo di Zoe Trinchero
Martedì 10 febbraio si è conclusa l'autopsia sul corpo di Zoe Trinchero, la 17enne uccisa a Nizza Monferrato (Asti) nella notte tra il 6 e il 7 febbraio e rinvenuta cadavere all'interno del canale Belbo.
Mercoledì 11 sui quotidiani sono comparsi gli esiti del'esame condotto dall'anatomopatologa Alessandra Cicchini. Zoe è precipitata per tre metri dal parapetto fino al punto in cui il suo corpo è stato ritrovato quella stessa notte. Il corpo presentava un trauma cranico dovuto alla raffica di pugni inferti da Manna durante l'aggressione. La Stampa, tuttavia, precisa che la morte è stata cagionata dalla caduta nel canale.
La 17enne era ancora viva
L'edizione torinese del Corriere della Sera, sempre citando l'autopsia, riporta che l'impatto con il terreno è stato violentissimo, ma dall'esame risulta che il collo di Zoe Trinchero presentava segni di trattenimento, lesioni che fanno pensare a un tentativo di strangolamento o a una mossa da arti marziali.
Secondo la ricostruzione, ora arricchita dagli esiti dell'autopsia, Manna avrebbe dapprima colpito ripetutamente al volto la 17enne per poi sollevarla e gettarla dalla balconata di via San Martino. Mentre Zoe precipitava, però, respirava ancora. Nel momento del ritrovamento la ragazza giaceva prona con il volto nell'acqua, per questo verranno analizzati anche i suoi polmoni.
La versione di Alex Manna
Uno dei punti oscuri della vicenda è il movente. Secondo gli inquirenti Alex Manna avrebbe aggredito e ucciso Zoe Trinchero per un rifiuto, ma il 19enne nega: "Non avevo interesse sessuale e sentimentale nei suoi confronti", ha detto durante la confssione, raccontando che due o tre anni prima avrebbe avuto una relazione con la vittima, poi interrotta per un tradimento di lui.
E proprio quel tradimento, sempre secondo la versione di Manna, avrebbe scatenato la discussione tra i due: "Abbiamo avuto un litigio verbale, alzando la voce, quando abbiamo parlato del mio tradimento. Non riesco a spiegarmi perché ho reagito così".
Eppure tra i due non ci sarebbe stata alcuna relazione, come riferito dall'amica di Zoe ed ex fidanzata di Manna. Gli amici della ragazza, come riporta il Corriere, hanno inoltre riferito che il 19enne avrebbe tentato un approccio con la vittima almeno due settimane prima della tragedia. Anche la mamma di un amico supporta questa narrazione: "Mercoledì scorso Zoe si era fermata a dormire a casa mia e mi aveva accennato al fatto che Alex fosse interessato a lei".
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