Il femminicidio di Zoe Trinchero nelle parole del reo confesso Alex Manna, "tremava e non ci ho visto più"
pubblicato:Tra le tante ombre sul femminicidio di Zoe Trinchero c'è proprio la confessione di Alex Manna: non sarebbe in grado di spiegare il motivo dell'aggressione

Sono due i livelli sui quali possiamo collocare le parole usate da Alex Manna per confessare il femminicidio di Zoe Trinchero, la 17enne uccisa a Nizza Monferrato (Asti) nella notte tra il 6 e il 7 febbraio. "All’improvviso, non so per quale motivo, le ho sferrato un pugno", avrebbe detto agli inquirenti.
Il 19enne ha riferito che tra loro due vi sarebbe stato un precedente sentimentale, ma questo dettaglio è smentito da Nicole, la sua ex ragazza e amica della vittima. "Io l’avevo tradita e volevo chiarire per non perderla", ha raccontato al pm Giacomo Ferrando, poi sarebbe scattata l'aggressione che ha portato al tragico epilogo.
La confessione di Alex Manna
Gli stralci della confessione di Alex Manna, reo del femminicidio di Zoe Trinchero, sono riportati in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera. I fatti avrebbero avuto inizio alle 20:40 del 6 febbraio, quando il 19enne è uscito dalla casa della fidanzata per raggiungere gli amici in un garage allestito a festa.
Il cibo scarseggiava, quindi un piccolo gruppo della comitiva si sarebbe allontanato per andare a comprare da mangiare. Dalla spedizione si sarebbero separati proprio Zoe e Alex. Al pm della Procura di Alessandria Giacomo Ferrando il 19enne ha spiegato: "A un certo punto io e Zoe ci siamo allontanati perché dovevamo chiarirci. Due o tre anni fa avevamo avuto una relazione, io l’avevo tradita e volevo chiarire per non perderla".
Quindi i due sarebbero giunti sulla balconata del canale, dove avrebbero continuato a parlare. "La discussione tra noi stava andando bene", e "stavamo chiarendo". Poi il dramma. Alex ha raccontato che "All’improvviso, non so per quale motivo, le ho sferrato un pugno".
Il femminicidio di Zoe Trinchero, secondo il reo confesso
Dopo il pugno "lei si è accasciata e respirava male", poi "tremava e da lì non ci ho più visto". Dopo questo passaggio, Alex ha descritto il momento in cui ha abbandonato il corpo di Zoe Trinchero. L'interrogativo dominante, a tal proposito, riguarda la possibilità di salvare la ragazza.
"Anche io mi sono chiesto perché non ho chiamato i soccorsi", quindi "l'ho presa dalla schiena e tirata dentro il letto del fiume". Poi ha precisato: "Non l'ho lanciata, l'ho lasciata cadere". L'autopsia svelerà se Zoe era ancora viva prima di scivolare nelle acque del fiume.
C'è un passaggio, poi, in cui si parla di un intervento della fidanzata che lo avrebbe convinto a dire la verità. "Abbiamo avuto un litigio quando abbiamo parlato del tradimento". Tutto molto confuso, secondo gli inquirenti, che non si fermano alle parole del reo confesso e cercano risposte dal corpo di Zoe.
La verità dell'ex fidanzata
Le parole di Nicole, amica di Zoe ed ex fidanzata di Alex Manna, sembrano rimettere ordine. La ragazza nega categoricamente che tra vittima e reo confesso vi fosse stata una relazione, rinforzando l'ipotesi secondo la quale il femmincidio sarebbe scattato per un "no".
In più, Nicole fa presente che Alex "non era uno tranquillissimo" e spiega di averlo lasciato perché "possessivo e ossessivo" nei suoi confronti.
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