Da Zoe Trinchero a Novi Ligure, quella caccia al mostro scatenata dal killer che raddoppia la tragedia

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Il popolo insegue la pancia e dà la caccia al mostro, arrivando sotto casa sua per linciarlo: cos'è successo dopo il femminicidio di Zoe Trinchero

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Prima di confessare il femminicidio di Zoe Trinchero, la 17enne rinvenuta cadavere in un canale di Nizza Monferrato, il 19enne Alex Manna avrebbe accusato un giovane straniero noto nel centro abitato per i suoi disturbi psichiatrici. Dopo il passaparola un gruppo di persone si sarebbe radunato sotto la casa del diretto interessato in una sorta di spedizione punitiva, costringendo l'uomo a chiedere l'intervento dei carabinieri.

Chi ha memoria ricorderà il delitto di Novi Ligure, il duplice omicidio del 21 gennaio 2001 in cui persero la vita Susy Cassini e il piccolo Gianluca De Nardo, suo figlio. Erika De Nardo recitò la parte della sopravvissuta e puntò il dito contro due albanesi, di uno dei quali fece il nome. In Italia scoppiarono le proteste contro gli immigrati e a Novi Ligure furono sollevati forconi verso il cielo. Fino all'epilogo noto a chiunque: quel massacro era opera della stessa Erika e del fidanzato di allora, Omar Favaro.

Cos'ha detto Alex Manna prima della confessione

Corriere della Sera riporta che dopo il ritrovamento del cadavere di Zoe Trinchero una cinquantina di persone si sarebbe radunata sotto l'abitazione di un giovane. Ciò sarebbe avvenuto in seguito al primo racconto fornito da Alex Manna agli amici, ai quali avrebbe detto di essere stato aggredito da un 30enne di origine africana noto per i suoi disturbi psichici e di essersi dileguato, quindi l'individuo avrebbe ucciso la 17enne.

Il 30enne si sarebbe dunque trovato costretto a barricarsi in casa e a chiamare i carabinieri. Nessun ruolo nella morte di Zoe, come risultato dagli accertamenti. Il ruolo principale sarebbe piuttosto quello di Manna, che infine ha confessato di aver ucciso la minorenne. Per un "no" a un suo approccio, secondo le indiscrezioni.

Quando a Novi Ligure diedero la caccia al mostro dopo le rivelazioni di Erika De Nardo

Questo aspetto della vicenda di Nizza Monferrato (Asti) ci rimanda a quel 21 febbraio 2001, quando dopo aver ucciso sua madre e il suo fratellino con la complicità del fidanzato Omar Favaro, Erika De Nardo raccontò che gli autori della strage erano albanesi entrati nella loro abitazione a scopo di rapina.

Erika fornì addirittura un identikit e indicò, tra le foto mostrate dagli inquirenti, il nome di Cezar Tellalli. La notizia si diffuse rapidamente per Novi Ligure e tutta l'Italia, e partì la caccia allo straniero. Gli "albanesi", infine, risultarono totalmente estranei alla vicenda fino a quando Erika e Omar non furono smascherati: gli assassini di Susy Cassini e Gianluca De Nardo erano loro. Non gli albanesi.

La morte di Zoe Trinchero

I 17 anni di Zoe Trinchero si sono spenti per sempre nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, quando il suo corpo senza vita è stato rinvenuto sul greto del fiume Belbo dai suoi stessi amici, preoccupati per quel prolungato e inspiegabile allontanamento da una festa.

Torchiato dagli inquirenti in quanto risultato essere l'ultima persona ad averla vista in vita, Alex Manna è infine crollato e ha confessato. Secondo le indiscrezioni, il 19enne avrebbe ucciso la minore per un "no", un rifiuto ad un approccio. Siamo di fronte, probabilmente, all'ennesimo femminicidio.

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