FinecoBank, azioni in rialzo dopo risultati trimestrali oltre le attese

di FTA Online News pubblicato:
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Borsa Italiana, il grafico del titolo di Fineco mostra elementi degni d'attenzione

FinecoBank, azioni in rialzo dopo risultati trimestrali oltre le attese

Molto positiva FinecoBank FBK nella seduta di venerdì: il titolo ha guadagnato il 2,05% a 22,42 euro. I prezzi hanno oscillato tra 21,58 e 22,67 euro.

FBK chiude il quarto trimestre 2025 con risultati complessivamente migliori delle attese, confermando una buona solidità operativa e una dinamica di crescita ben distribuita sulle diverse linee di business.

I ricavi si attestano a 346,9 milioni di euro, in aumento del 4% su base annua e del 7% rispetto al trimestre precedente, superando le stime del mercato. La crescita è stata sostenuta sia dal margine di interesse, che beneficia dell’aumento dello stock di depositi in un contesto di Euribor sostanzialmente stabile, sia dalle commissioni, in particolare quelle legate all’investing, in forte accelerazione sia su base annua sia trimestrale.
Le commissioni nette totali hanno mostrato una dinamica particolarmente robusta, segnalando un buon livello di attività della clientela e una tenuta dei margini sulle management fee.

Sul fronte dei costi, l’andamento è risultato più disciplinato del previsto: i costi operativi crescono del 4% anno su anno, meno delle attese, mentre sotto la linea operativa si registrano minori oneri e accantonamenti, elemento che ha contribuito in modo significativo al miglioramento della redditività complessiva.

L’utile operativo sale a 250,5 milioni di euro, con un incremento del 5% sia su base annua sia trimestrale, risultando nettamente superiore alle stime.

Anche l’utile netto, pari a 166,5 milioni, supera le attese di mercato, confermando una performance operativa solida.

Il consiglio ha inoltre proposto un dividendo di 0,79 euro per azione, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente, con un payout del 75% e un rendimento intorno al 3,5%, leggermente migliore delle aspettative.

Dal punto di vista patrimoniale, il CET1 ratio scende di 63 punti base trimestre su trimestre al 23,3%, principalmente per l’aumento degli attivi ponderati per il rischio, ma rimane su livelli molto elevati. La leva finanziaria è stabile e gli indicatori di liquidità restano ampiamente sopra i requisiti regolamentari, confermando una posizione di bilancio estremamente solida.

Guardando all’inizio del 2026, la raccolta netta di gennaio si conferma positiva, con oltre 1 miliardo di euro, pur risentendo della tipica stagionalità di inizio anno nella componente gestita.
L’attività di trading e brokerage rimane sostenuta, con ricavi in crescita su base annua nonostante un confronto particolarmente impegnativo, mentre continua a registrarsi un nuovo record nell’acquisizione di clienti, con la base complessiva che supera 1,8 milioni.

Per il 2026, il management prevede un contributo positivo alla crescita da tutte le aree di business. Le stime indicano ricavi in aumento intorno al 7%, sostenuti da una crescita moderata del margine di interesse e da un’ulteriore espansione delle commissioni. In particolare, sono attese un’accelerazione della raccolta complessiva, un ulteriore aumento della base clienti e un altro anno favorevole per il brokerage.

In questo contesto, gli analisti di Equita SIM confermano una valutazione positiva sul titolo, con raccomandazione buy e prezzo obiettivo a 25,2 euro, sottolineando come il quarto trimestre abbia confermato la capacità del gruppo di generare crescita e redditività in modo equilibrato.

Fineco, quadro tecnico costruttivo con alcuni elementi da monitorare

La configurazione tecnica di FinecoBank resta costruttiva, con alcuni elementi chiave che meritano attenzione.

I minimi di venerdì in area 21,58 hanno trovato supporto sia sulla media mobile esponenziale a 50 giorni, sia — soprattutto — sul lato alto del canale rialzista avviato dai minimi di ottobre 2023.

Si tratta della stessa linea che aveva fatto da resistenza fino al breakout del 17 dicembre e che ora viene ritestata dall’alto, una dinamica tipica di conferma del trend.

Finché le quotazioni rimangono sopra 21,50, la fase laterale sviluppata nelle ultime settimane può essere letta come un “rettangolo” di continuazione dopo il massimo di 23,07 segnato il 9 gennaio.

In questo scenario, la tenuta del supporto rafforza l’ipotesi di una ripartenza del movimento rialzista: una rottura decisa di 23,10 aprirebbe spazio a obiettivi in area 25.

Al contrario, sotto 21,50 il quadro perderebbe forza nel breve, con supporti successivi a 20,50 e poi a 19,67, massimo del 10 giugno scorso, livello chiave per valutare la tenuta del trend di medio periodo. In sintesi: trend primario intatto, fase di consolidamento avanzata e livelli ben definiti per la gestione del rischio.

Buzzi, buona seduta venerdì dopo i risultati preliminari 2025

Buzzi ha chiuso la settimana con un rialzo di poco inferiore ai 3 punti percentuali dopo la presentazione dei dati preliminari relativi all'esercizio 2025.
Le vendite di cemento sono cresciute del 21,2% attestandosi a 31,9 milioni di tonnellate mentre il calcestruzzo confezionato ha fatto registrare un incremento dell'1,8% a 9,9 milioni di metri cubi.

Il fatturato consolidato del gruppo è risultato pari a 4,518 miliardi di euro, in crescita del 4,8% rispetto all'anno precedente.
L'EBITDA ricorrente è stato stimato a 1,23 miliardi, superiore alla guidance che era pari a 1,1 miliardi, mentre Barclays ha fatto notare che il consensus era stato fissato a 1,19 miliardi.

La posizione finanziaria netta di Buzzi a fine esercizio 2025 risulta positiva e ammonta a 1,1309 miliardi, in aumento rispetto ai 755,2 milioni di fine 2024, circostanza che ha indotto il management a non dare corso all'emissione del prestito obbligazionario deliberato in agosto, facendo fronte alle esigenze operative e d'investimento tramite risorse proprie.

Buzzi, serviranno degli allunghi oltre una resistenza chiave

Graficamente il titolo Buzzi ha fallito a gennaio l'attacco alla resistenza in area 54,50, dove sono posizionati i massimi di marzo 2025, arretrando poi fin sotto 48,00 euro.

I prezzi hanno ritracciato metà del rialzo partito ad agosto, scendendo al di sotto della media mobile esponenziale a 50 sedute, resistenza ora poco oltre quota 50,00.

Il superamento di tale ostacolo permetterebbe di ipotizzare un nuovo attacco alla resistenza in area 54,50, il cui superamento rilancerebbe le ambizioni di crescita del titolo nel medio lungo periodo, prospettandone un allungo che potrebbe anche di essere di ampia gittata, proiettando obiettivi ben oltre i 60,00 euro.

Il cedimento di quota 45,80 invece contribuirebbe ad indebolire la struttura del rialzo disegnato da agosto, rendendo probabile il proseguimento della corsa verso un primo target a 43,50 e successivo in area 40,50.

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