Eurogroup Laminations, l'opa salta, forti vendite sulle azioni
pubblicato:Le complicazioni in India mettono a repentaglio tutta l'operazione da 626 milioni di euro

Spiazza tutti lo stop all’opa su EGLA a Piazza Affari: il titolo di Eurogroup Laminations segna a metà seduta un crollo del 55,81% a 1,566 euro.
Passati di mano oltre 2,5 milioni di azioni a metà seduta, quasi l'1,5% del capitale, tra contrattazioni a singhiozzo e titolo sospeso per gran parte di questo avvio di ottava.
La società di Baranzate (Milano) ha annunciato che il contratto tra EMS, attuale azionista di controllo con il 45,7% del capitale (e il 72,2% dei diritti di voto), e Ferrum Investment, il veicolo dell’investitore asiatico FountainVest, è stato sciolto e che quindi salta tutta l’impalcatura dell’offerta da 3,85 euro ad azione che valutava EGLA 626 milioni di euro e che all’annuncio, lo scorso luglio 2025, aveva catapultato i prezzi da 2,33 a oltre 3,55 euro.
Quel balzo dei corsi, alimentato dal premio del 63,8% sui prezzi del precedente venerdì 25 luglio 2025, è stato spianato dal passo indietro di oggi. Cosa è successo?
EGLA, le complicazioni indiane fanno saltare l'offerta
Appena lo scorso 14 gennaio Eurogroup Laminations aveva confermato il via libera ai sensi del golden power in Italia (Decreto Legge 21/2012), subordinatamente al rispetto di alcune “specifiche prescrizioni comportamentali ritenute idonee a tutelare gli interessi nazionali strategici”; ma era emerso del 'lavoro' di EMS e FountainVest con il Messico, sul fronte Antitrust, e con l’India, per quanto riguarda l’autorizzazione in materia di investimenti diretti.
Su questo secondo fronte erano sopraggiunte delle complessità che avevano portato all’interruzione del procedimento avviato presso l’autorità indiana e che avevano generato delle trattative tra le stesse EMS e FountainVest per la valutazione delle possibili alternative in campo.
Fra le possibilità, quella di uno scorporo della controllata indiana del gruppo.
Quel giorno a Piazza Affari EGLA aveva festeggiato con un balzo di tre punti percentuali e mezzo il via libera italiano ai sensi del golden power e snobbato le complicazioni indiane che però, con il comunicato di oggi, ritornano prepotentemente in primo piano.
A poco serve per il momento che la EGLA ribadisca che “continuerà a operare nel quadro della propria strategia industriale e finanziaria, nell'interesse proprio e dei propri azionisti e stakeholders”: per gli azionisti a Piazza Affari c'è una doccia fredda.
EGLA, l’impalcatura dell’operazione saltata
Lo scorso 28 luglio Eurogroup Laminations aveva annunciato diverse operazioni in un colpo solo.
Dietro tutte c’era l’interesse forte per questa società di FountainVest, un private equity asiatico fondato nel 2008 con uffici da Hong Kong a Francoforte.
Il gruppo fondato da Frank Tang aveva firmato una serie di accordi per acquistare, tramite la holding Ferrum Investment Ltd, tutte le quote di EMS, la holding delle famiglie fondatrici (Iori, Garibaldi, Bacchin, Zannetti e Corrada), che controlla Eurogroup Laminations con il 45,7% del capitale e il 71,1% dei diritti di voto.
FountainVest si era anche accordata quote con il secondo azionista, Tikehau Capital, per comprare il suo 7,9% del capitale di EGLA, con un ulteriore investimento di 51 milioni di euro.
Per entrambe le operazioni il prezzo fissato era appunto di € 3,85 per ogni azione e il passaggio di mano di quote così rilevanti generava l’obbligo di offerta pubblica di acquisto (OPA).
La holding delle famiglie fondatrici EMS si impegnava al tempo stesso a investire il 50% dei proventi della vendita delle quote di controllo nella holding di FountainVest diventandone quindi socio nella guida del gruppo italiano.
L’operazione si poneva infatti da subito all’insegna di una forte continuità industriale e veniva chiarito che Sergio Iori, Marco Arduini e Isidoro Guardalà avrebbero continuato a ricoprire gli attuali incarichi di Presidente, CEO e Deputy-CEO della Società.
EMS avrebbe inoltre stipulato con FountainVest un patto parasociale per disciplinare il trasferimento delle quote e la futura governance del gruppo EGLA.
Con circa 3.300 dipendenti e un fatturato 2024 da quasi 870 milioni di euro, EGLA è un leader mondiale nella progettazione, produzione e distribuzione di laminati e altre componenti rilevanti dei motori elettrici e dei trasformatori.
Si tratta di soluzioni che trovano importanti applicazioni nella mobilità elettrica e nell’industria, compresi HVAC ed energia eolica. La partnership con FountainVest voleva consolidare un progetto di lungo termine capace di affrontare le dinamiche complicate dei mercati di riferimento soggette, tra l’altro, anche alla volatilità dei prezzi.
Con il supporto forte di FountainVest il gruppo intendeva attrezzarsi per gli sviluppi tecnologico e geografico richiesti dal mercato.
Gli azionisti di EMS ne approfittavano per monetizzare una parte delle proprie posizioni.
Adesso, però, tutto sembra in dubbio.