Decreto Bollette, nella nuova bozza un contributo di 90 euro
pubblicato:Il provvedimento sull'energia allo studio del governo la prossima settimana ambisce a tagliare il caro energia per le imprese e le famiglie con interventi a monte della filiera e nei mercati all'ingrosso dell'energia, con tagli degli oneri e incentivi ai contratti di lungo periodo. Ecco cosa è venuto fuori

Continuano i lavori al Decreto Energia (o Decreto Bollette), che la prossima settimana approderà al tavolo del governo italiano, come annunciato dallo stesso ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Circola oggi una nuova bozza che aggiorna in maniera importante il quadro generale di un provvedimento atteso ormai da mesi.
Il Decreto dovrà affrontare con poche risorse un tema strategico per la competitività delle imprese italiane e per i consumi delle famiglie: il caro-energia italiano.
Oltretutto i lavori si sono strettamente intrecciati con il tavolo italo-tedesco sulla competitività UE, un tavolo ieri seguito da ben 19 Paesi membri, che ha posto le basi per un confronto fattivo al prossimo consiglio europeo di marzo.
La premier italiana Giorgia Meloni in quel contesto ha sottolineato la priorità del tema energia: “Serve una rapida e profonda revisione dei meccanismi di tassazione delle emissioni Ets e Cbam”, ha affermato.
Bisogna porre “un freno alla speculazione finanziaria intorno al sistema” per abbassare i costi.
Tutto questo, oltre a valorizzare le riflessioni del rapporto sulla competitività di Mario Draghi (ieri presente al dibattito), ha naturalmente molto a che fare con il Decreto Energia del governo.
Decreto Bollette, l'aiuto sale a 90 euro, ma la platea si restringe
Ma mentre si calcola la traiettoria delle sfere celesti, resta opportuno guardare il percorso sotto i nostri piedi. Bisogna trovare un punto di caduta politicamente spendibile, che valorizzi in maniera palpabile il lavoro più complesso fatto altrove, la nuova bozza di Decreto parte quindi dalle tasche delle famiglie.
Per quest’anno 2026 immagina infatti ora un contributo straordinario da 90 euro per l’elettricità.
Il bonus cresce, ma la platea si restringe. Prima si parlava di 55 euro per le famiglie con Isee sotto i 15 mila euro, ora il beneficio sale a 90 euro, ma va soltanto alle famiglie titolari di bonus sociale, ossia – come deciso per quest’anno dall’Arera – ISEE fino a € 9.796 per famiglie con al massimo 3 figlie oppure ISEE fino a 20.000 per le famiglie on almeno 4 figli a carico.
Fino allo scorso agosto erano stimati circa 4 milioni di nuclei familiari, con l’innalzamento dalla soglia da 9.530 a 8.796 euro, la platea dovrebbe essere un po’ più ampia. Per questo bonus il governo prevede di appostare 315 milioni di euro (in linea con le prime indiscrezioni).
Sarà invece facoltativo per i fornitori di energia elettrica il riconoscimento nel 2026 e nel 2027 alle famiglie non titolari di bonus sociale e con ISEE fino a € 25.000 di un contributo straordinario a copertura del costo per l’acquisto dell’energia elettrica. Dovrebbe tradursi in uno sconto e i fornitori dovrebbero ottenerne un’attestazione utilizzabile anche a fini commerciali.
Decreto Energia, tagli degli oneri per alleggerire le bollette
Un altro intervento atteso, sempre sulla base della nuova bozza circolata, riguarda i titolari di impianti fotovoltaici con potenza nominale superiore ai 20 kW che beneficiano di premi fissi particolari derivanti dal meccanismo del Conto energia: per garantire una maggiore sostenibilità del supporto alle rinnovabili, che ricade nella bolletta dei consumatori, le tariffe premio vengono parzialmente ridotte.
Un altro intervento strategico, da 250 milioni di euro nel 2026 in questo caso, riguarda i contratti di acquisto di lungo periodo, i cosiddetti PPA, dei quali si occuperebbe un apposito articolo del nuovo Decreto prevedendo una durata non inferiore ai 3 anni per le forniture delle imprese, comprese le PMI, sarà coordinato tra GSE e SACE. È la messa a terra di un’altra parte importante del dibattito intorno al caro-energia delle imprese.
Sono poi previste misure di riduzione degli oneri generali di sistema derivanti dalle bioenergie: in particolare nella nuova bozza sono previsti tetti di spesa decrescenti negli anni per i bioliquidi sostenibili (si parte da 700 milioni di euro quest’anno e si arriva 100 milioni nel 2030), per i biogas (si parte da 110 milioni e si arriva a 40 milioni l’anno dal 2031 in poi), per le biomasse (€ 429 mln nel 2026, € 484 mln nel 2030).
In altre vengono riformati i prezzi minimi garantiti a questi tipi di impianti per alleggerire il costo scaricato da queste misure sulle bollette di famiglie e imprese.
Un altro intervento rilevante punta a ridurre gli oneri che pesano sul gas naturale impiegato per la produzione di energia elettrica: come dimostrato da diversi studi (e indicato dallo stesso rapporto Draghi) spesso il prezzo marginale dell’energia viene fissato in Italia dalle centrali a gas che quindi influenzano tutto il mercato.
L’Arera sarà incaricata - a partire dal 2027 – di una rimodulazione degli oneri di questo gas “strategico” e includerà nei costi rimborsabili la parte variabile delle tariffe di trasporto e le componenti tariffarie addizionali legate agli oneri generali di sistema. Un altro rimborso riguarderà i costi per le emissioni ETS (ossia quei permessi di inquinare che costano tanto in Europa). L’idea è quella di tagliare il costo del gas a chi fissa il prezzo marginale, per alleggerire così con un effetto domino le bollette di tutti.
Altre misure ancora riguarderanno gli allacciamenti delle rinnovabili con aste competitive di capacità di rete rese disponibili da Terna e dai distributori locali e l’istituzione di un procedimento unico per l’autorizzazione dei progetti di centri di dati (i data center che ospitano, tra l’altro, l’AI).
È previsto infine anche un potenziamento delle infrastrutture di interconnessione elettrica con l’estero (a rafforzare l’intero sistema).
Decreto Energia, vendita di stoccaggi di gas per alleggerire la bolletta dei gasivori
Tutta una sezione a parte del nuovo Decreto – il Capo II della bozza circolata - torna sul tema chiave del costo del gas per le imprese. Viene autorizzata in pratica la vendita del gas stoccato in via emergenziale nel 2022 – fra GSE e Snam dovrebbero essere circa 2,1 miliardi di metri cubi, forse 800 milioni di euro: le risorse andranno proprio alla riduzione del prezzo del gas delle imprese gasivore, ossia di quelle che scontano gli oneri maggiori in questo campo.
Un altro tema chiave è quello dello squilibrio tra il prezzo del gas “europeo” ossia il TTF olandese e il PSV italiano, che costa di più: è obiettivo chiaro del governo rimuovere questa asimmetria e integrare i mercati (e i prezzi) all’ingrosso del gas con un servizio di liquidità affidato all’Arera.
Obiettivi ambiziosi, per i quali il governo apposta risorse limitate. Oggi una mappa pubblica dal Sole 24 Ore (Confindustria da anni tuona contro il caro-energia che soffoca la manifattura italiana): a prezzi fra 60 e 65 €/MWh in Spagna o Francia si contrapponevano prezzi di quasi 90 € in Germania e di oltre 115 € in Italia: un’anomalia intollerabile che zavorra i due Paesi più industrializzati d’Europa.
Se poi le batterie Stellantis le va a costruire in Spagna non può stupire...
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