Piazza Affari in netta flessione con i bancari
pubblicato:La Borsa italiana scivola sul finale di ottava e chiude la settimana in rosso. Il FTSE MIB ha chiuso a -1,71% (performance settimanale -0,97%), il FTSE Italia All-Share a -1,71%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,43% e il FTSE Italia STAR -1,83%.

Più resistenti le altre principali Borse europee: EURO STOXX 50 -0,43%; Londra (FTSE 100) +0,42%; Francoforte (DAX) +0,25%; Parigi (CAC 40) -0,35%; Madrid (IBEX 35) -1,25%.
Wall Street in verde dopo la chiusura delle Borse europee: S&P 500 +0,4%, NASDAQ Composite +0,3%, Dow Jones Industrial +0,4%.
I principali dati macroeconomici pubblicati oggi
Lo U.S. Bureau Of Labor Statistics ha comunicato che negli USA a gennaio il tasso d'inflazione è calato a 2,4% annuo dal 2,7% di novembre e dicembre, contro il declino a 2,5% del consensus. L'inflazione core, al netto di energia e alimentare, è invece scesa a 2,5% da 2,6% dei due mesi precedenti, in linea con le attese.
Eurostat ha comunicato che nel quarto trimestre 2025 il PIL dell'eurozona ha fatto segnare +1,3% a/a, in ulteriore rallentamento rispetto al +1,4% del terzo (e al +1,5% dei due periodi precedenti), in linea con la prima lettura preliminare diffusa a fine gennaio.
Borsa italiana, i titoli in evidenza
Massiccia flessione per i bancari, l'indice FTSE Italia Banche segna -3,30%, l'EURO STOXX Banks -3,2%. Sotto pressione BPER Banca -5,72%, BP Sondrio -5,49%, Unicredit -3,79%, Banco BPM -4,43%.
Netto calo per Prysmian -2,72% penalizzata dalle indiscrezioni del Financial Times: citando fonti vicine al dossier, il quotidiano scrive che Trump potrebbe ridurre i dazi su acciaio e alluminio, in quanto stanno determinando ripercussioni negative sui prezzi dei beni negli USA. Prysmian produce direttamente negli Stati Uniti ed è quindi protetta dai dazi, mentre la concorrenza non lo è.
Bel progresso per INWIT +5,16%. Secondo il quotidiano francese La Lettre, Ardian (attraverso Daphne 3 detiene il 30,8% del gruppo delle torri di trasmissione) avrebbe intenzione di coinvolgere il fondo canadese Brookfield Asset Management nella sua operazione volta ad acquisire il 100% del capitale di INWIT.
Bene Tenaris +2,45% che approfitta delle indiscrezioni del Financial Times sui dazi USA su acciaio e alluminio. Tenaris realizza circa il 50% dei suoi ricavi in Nord America, dove ha stabilimenti ma vi esporta anche dalle sue fabbriche in Messico.
Interpump -18,31% affonda sui minimi da fine settembre dopo la pubblicazione dei risultati preliminari 2025 con ricavi a 2.070,7 milioni di euro (-0,4% a/a e -0,7% su base organica), EBITDA a 462,0 milioni (+1,2% a/a) con EBITDA margin del 22,3% rispetto al 22% del2024, utile netto consolidato a 209,7 milioni, -8,2% a/a (oltre -22% nel quarto trimestre). Per il 2026 il management prevede variazione ricavi su base organica tra -2% e +3%, mentre per il 2028 si stimano ricavi a 2.500 milioni (+20% sul 2025) ed EBITDA margin nell’intorno del 22,5%, "nonostante la diluzione attesa dal consolidamento delle realtà neo acquisite".
Seduta pesante per Cementir Holding -8,60% che chiude il 2025 con dati preconsuntivi migliori della guidance per margine e cassa, peggiori per i ricavi. Il gruppo ha aggiornamento il piano industriale 2025-2027, prolungandolo a 2028. Per fine periodo si prevedono ricavi a circa 1,95 miliardi, margine operativo lordo a circa 460 milioni, cassa netta a circa 800 milioni (includendo i dividendi, con payout ratio compreso tra 20% e 25%), investimenti cumulati 2026-2028 a 386 milioni.
Il piano al 2027 prevedeva ricavi a circa 2,0 miliardi e margine operativo lordo a circa 465 milioni, quindi si tratta di metriche che denotano un rallentamento rispetto alla crescita ipotizzata nel piano precedente.
Infine, nessuna buona notizia sul fronte cedole, dato che il nuovo piano ipotizza "la distribuzione di un dividendo crescente, corrispondente a un payout ratio compreso tra il 20% e il 25% dell’utile netto di periodo", esattamente come il precedente.
Euro sotto i recenti massimi, BTP poco mosso
Euro sotto il massimo dal 30 gennaio contro dollaro a 1,1929 toccato martedì, sempre attiva la correzione dal massimo da giugno 2021 a 1,2081 del 27/1. EUR/USD al momento segna 1,1870 circa.
BTP e spread poco mossi. Il rendimento del decennale segna 3,37% (chiusura precedente a 3,38%), lo spread sul Bund 61 bp (60) (dati MTS).
Materie prime: petrolio, gas e oro in correzione
Petrolio in correzione dai massimi dal 30 gennaio toccati mercoledì, sempre attivo il recupero dai minimi da aprile-maggio del 16/12: i future aprile segnano per il Brent 67,65 $/barile (minimo a 58,53, massimo mercoledì a 70,72), per il WTI 62,70 $/barile (minimo a 54,89, massimo mercoledì a 65,61).
Gas in flessione e pericolosamente vicino al minimo dal 13/1 a 31,275 euro/MWh toccato il 10/2, sempre attivo il movimento ascendente originato dal minimo da aprile 2024 a 26,530 del 11/12. Il Dutch TTF Natural Gas Future marzo segna 32,325 euro/MWh, -2,0% rispetto alla chiusura precedente (32,994).
Oro sotto il massimo dal 30 gennaio toccato mercoledì a 5119 dollari/oncia, sempre attivo il rimbalzo dal minimo dal 5/1 a 4402 toccato il 2/2, resta a distanza dal record a 5595 del 29/1. Prezzo attuale a 5016 dollari/oncia (oro spot).
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