Interpump, il mercato punisce la prudenza: crollo dopo i conti e la guidance 2026

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
2 min

I numeri restano solidi ma la crescita di Interpump rallenta: revisione dei multipli più che del business

Interpump, il mercato punisce la prudenza: crollo dopo i conti e la guidance 2026

Le ragioni del crollo di Interpump

Il crollo di Interpump dopo i risultati preliminari 2025 e le indicazioni sul triennio 2026-2028 è stato di quelli che il mercato non perdona: non tanto per i numeri assoluti — complessivamente solidi — quanto per la mancanza di catalizzatori di crescita nel breve periodo.

Nel 2025 il gruppo ha registrato vendite sostanzialmente stabili a 2,07 miliardi (-0,4%), con un EBITDA di 462 milioni (+1,2%) e un utile netto di 209,7 milioni (-8,2%).

Il quarto trimestre ha mostrato ricavi in lieve crescita ma un utile in netto calo (-22%), segnale che la pressione su costi finanziari e cambi sta iniziando a pesare più della crescita operativa.

Il free cash flow resta buono (220 milioni) e l’indebitamento scende sensibilmente, ma la guidance prudente per il 2026 — fatturato compreso tra -2% e +3% — ha raffreddato le aspettative: per un titolo storicamente “premium”, il mercato pretende visibilità sulla crescita, non stabilità.

Il piano industriale al 2028 (2,5 miliardi di ricavi, margini al 22,5% e azzeramento del debito) è credibile ma lontano nel tempo: la reazione violenta riflette proprio questo, una revisione del multiplo più che del business.


Lettura tecnica

Il grafico è didattico: il ribasso ha riportato i prezzi direttamente sul 50% di ritracciamento dell’intero rialzo partito nell’aprile 2025, in area 38,50 euro.

Quel livello è un supporto “naturale” dove statisticamente entrano compratori di medio periodo — e infatti da lì è partito un rimbalzo immediato.

Questo però non significa automaticamente inversione.

Livelli chiave:

  • 45 euro → spartiacque: solo sopra qui il mercato può ricostruire uno scenario rialzista credibile

  • 38,48 euro → supporto primario appena testato

  • 35 euro → supporto successivo in caso di rottura


Quindi il ribasso è finito?

Troppo presto per dirlo.

Dopo un profit warning “soft” come questo, spesso il mercato entra in una fase di digestione: prima rimbalza tecnicamente, poi decide se ricostruire posizioni o abbassare definitivamente le valutazioni.

In altre parole:

  • sopra 45 → probabile falso shock e ritorno nel trend

  • sotto 38,5 → il mercato sta rivalutando il titolo su multipli più bassi

Per ora siamo ancora nella zona di equilibrio post-shock, non nella ripartenza.

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