Dow Jones contro il muro dei massimi: ora decide la Fed

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Il mercato del lavoro forte rinvia i tagli dei tassi della Fed e trasforma il rialzo del Dow Jones in una fase di verifica

Dow Jones contro il muro dei massimi: ora decide la Fed

Il mercato americano torna a mostrare nervosismo proprio a ridosso dei record. Il Dow Jones scende sotto quota 50.000 punti dopo il quarto tentativo fallito di superare il lato alto del canale rialzista: un segnale tecnico che evidenzia come la forza rialzista stia perdendo continuità.

Dow Jones respinto dai massimi

Dow Jones respinto dai massimi: cosa ci dice davvero il grafico (e perché ora conta la Fed)

Il mercato americano continua a muoversi in prossimità dei record storici, ma con sempre meno convinzione. Il Dow Jones ha tentato per la quarta seduta consecutiva di superare la parte alta del proprio canale rialzista senza riuscirci, e la seduta si è chiusa con un’accelerazione ribassista che ha riportato l’indice sotto quota 50.000 punti.

Fin qui la cronaca.
Ma il punto interessante è capire cosa significa davvero dal punto di vista tecnico e macro.


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Cos’è un canale rialzista (e perché è importante)

Un canale rialzista è una struttura grafica molto semplice:
due linee parallele che racchiudono il movimento dei prezzi.

  • La linea inferiore = area dove il mercato tende a comprare (supporto)

  • La linea superiore = area dove il mercato tende a vendere (resistenza)

In pratica rappresenta l’equilibrio tra compratori e venditori durante un trend positivo.

Quando i prezzi arrivano nella parte alta del canale succede spesso una cosa:
gli operatori prendono profitto, perché statisticamente il rischio di correzione aumenta.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora:
il mercato non sta invertendo il trend — sta esitando.

Il problema nasce quando i tentativi falliti diventano ripetuti: significa che la domanda non è più aggressiva come prima.


Il ruolo della media mobile

Nel grafico la discesa si è fermata sulla media mobile esponenziale a 20 giorni.

Cos’è una media mobile?
È semplicemente la media dei prezzi delle ultime sedute, aggiornata ogni giorno.
Serve per capire la direzione del trend eliminando il “rumore” quotidiano.

  • Prezzi sopra la media → trend sano

  • Prezzi che rimbalzano sulla media → pausa tecnica

  • Prezzi sotto la media → possibile cambio di fase

Per ora siamo nel secondo caso:
il mercato sta scaricando eccessi senza rompere la struttura rialzista.

Ma c’è una soglia chiave: sotto 49.000 punti aumenterebbe molto la probabilità di una discesa verso 47.500 (base del canale).
Sopra 49.850 invece tornerebbe probabile un nuovo attacco ai massimi.


Perché ora il grafico dipende dalla Fed

La vera variabile non è solo tecnica: è monetaria.

Il recente dato sul mercato del lavoro USA ha mostrato:

  • occupazione più forte del previsto

  • disoccupazione in calo al 4,3%

  • salari in crescita del 3,7%

Traduzione per i mercati:
l’economia non sta rallentando abbastanza.

E se l’economia non rallenta, la Federal Reserve non ha fretta di tagliare i tassi.

Effetto sui mercati

Negli ultimi mesi le borse sono salite perché si scontavano tagli imminenti.
Ora lo scenario cambia:

tassi più alti più a lungo = valutazioni più difficili da sostenere

Ecco perché i massimi diventano improvvisamente pesanti.


Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella volatilità

A questo si aggiunge un secondo elemento: l’AI.

Non è più solo una storia di crescita:
sta diventando una storia di redistribuzione degli utili.

Il mercato teme che:

  • alcune aziende guadagneranno molto

  • molte altre perderanno margini

Quando cambia la distribuzione dei profitti, aumenta la volatilità anche senza recessione.


Il quadro complessivo

Il mercato oggi non è debole, ma è in una fase diversa:

  • prima fase: rally guidato dalla liquidità

  • seconda fase: rally guidato dalle aspettative di tagli

  • fase attuale: rally sotto verifica macro

Il Dow Jones non scende perché l’economia va male
ma perché va ancora troppo bene per giustificare tassi più bassi.

Ed è proprio questo il paradosso attuale dei mercati.

Finché i supporti tengono siamo in consolidamento.
Se cedono, la correzione sarà probabilmente più macro che tecnica.

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