Borsa Italiana, azioni di Ferragamo in calo, Banca Generali ancora sotto osservazione
pubblicato:La casa del lusso ancora in una fase di transizione incerta, Banca Generali ancora sotto pressione con il risparmio gestito

Il comparto europeo del lusso continua a offrire un quadro molto disomogeneo e il titolo Ferragamo resta tra i più fragili. In Borsa l’azione ha ceduto ieri l’1,25% a 6,735 euro dopo aver oscillato tra 6,70 e 7,00 euro, segno di un mercato che fatica a trovare convinzione. Sul gruppo pesa ancora l’assenza del nuovo amministratore delegato e soprattutto una fase di transizione strategica che rende difficile valutare tempi e modalità del rilancio.
Guardando al settore nel suo complesso emerge infatti una dinamica “a due velocità”. Da un lato ci sono marchi che continuano a dimostrare una forte capacità di crescita anche in un contesto macro meno favorevole.
Hermès ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 16 miliardi di euro, in aumento del 9% a cambi costanti, e nel solo quarto trimestre ha registrato un progresso del 10% con crescita a doppia cifra in Europa, Americhe, Giappone e Medio Oriente.
Anche Brunello Cucinelli ha confermato la solidità del segmento più alto del mercato, con vendite in aumento di oltre il 10% e risultati superiori alle attese.
Persino Kering, pur in contrazione, ha mostrato un andamento meno negativo del previsto e segnali di stabilizzazione nell’ultima parte dell’anno.
Dall’altro lato, invece, rimangono sotto osservazione i gruppi più esposti al rallentamento della domanda globale e alla fase di riassestamento del settore.
Ferragamo ha archiviato il 2025 con ricavi preliminari consolidati di 977 milioni di euro, in calo del 3,8% a cambi costanti (-5,7% a cambi correnti), dati che hanno pesato sulle quotazioni già alla pubblicazione di fine gennaio.
Anche LVMH ha registrato un fatturato in flessione del 5% su base annua, segnale che la crescita non è più uniforme e che anche i leader del settore devono confrontarsi con una domanda meno lineare, soprattutto in alcune aree geografiche.
Il messaggio complessivo è chiaro: il lusso non sta vivendo una crisi generalizzata, ma una fase di selezione sempre più netta. I brand con forte identità, pricing power e clientela alta continuano a crescere, mentre quelli in fase di rilancio o con posizionamento meno definito risultano più sensibili al ciclo economico e all’incertezza sui consumi. In questo contesto Ferragamo resta uno dei casi più delicati: il mercato attende indicazioni strategiche credibili prima di tornare a scommettere con decisione sul titolo.
Ferragamo, quadro tecnico ancora fragile
Il grafico di Ferragamo mostra una struttura tecnica ancora fragile ma interessante, perché sta provando a costruire una base dopo la correzione partita dai massimi di inizio anno.
Dopo il top in area 8,7 euro il titolo ha avviato una discesa ordinata che ha riportato i prezzi sotto la media mobile a 100 giorni, segnale classico di perdita del momentum di medio periodo. Il ribasso si è però fermato in area 6,60 euro, livello non casuale: coincide con la base di un possibile flag (canale correttivo inclinato verso il basso) e con una zona di equilibrio dove sono tornati gli acquisti.
Nelle ultime sedute i prezzi stanno provando a reagire proprio all’interno di questa figura. Il movimento ha caratteristiche tipiche di consolidamento: minimi crescenti, volatilità in riduzione e tentativi ripetuti di attacco alla parte alta del canale. Questo comportamento suggerisce che il mercato stia decidendo se la fase ribassista sia solo una pausa all’interno di un recupero più ampio oppure l’inizio di una nuova gamba negativa.
Livelli chiave
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6,60 euro → base del flag: supporto decisivo di breve periodo
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6,00 euro → perdita strutturale: rischio accelerazione verso 5,30 euro
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7,10 – 7,20 euro → prima resistenza dinamica (uscita dalla figura)
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7,70 – 7,80 euro → resistenza principale: conferma di inversione solo sopra quest’area
In sintesi: finché Ferragamo resta sopra 6,60 il quadro è di semplice consolidamento dopo il ribasso. La rottura al rialzo della figura aprirebbe spazio a un recupero più convincente. Al contrario, una discesa sotto 6 euro trasformerebbe la pausa in un segnale ribassista di medio periodo.
Banca Generali, un'altra seduta movimentata
Un'altra seduta movimentata quella di ieri per Banca Generali dopo il profondo ribasso di mercoledì che ha interessato tutti i titoli del risparmio gestito. Il settore è stato penalizzato dal recente debutto dello strumento AI della piattaforma tech Altruist dedicato alla pianificazione di piani fiscali. Il mercato teme che anche il comparto della gestione del denaro possa subire conseguenze negative dall'avvento di servizi AI avanzati.
Nello stesso ambito da segnalare la notizia dell'acquisizione di Schroders da parte di Nuveen, per 13,5 miliardi di dollari, con la conseguente creazione di un gruppo con quasi 2500 miliardi di dollari in gestione.
Riguardo a Banca Generali invece da segnalare le indiscrezioni secondo cui l'ad di Generali, Philippe Donnet e l'omologo di Unicredit, Andrea Orcel, potrebbero incontrarsi a breve per discutere della creazione di una partnership nel risparmio gestito.
Nel frattempo Banca Generali ha approvato i risultati al 31 dicembre 2025. L'anno va in archivio con un Utile Netto ricorrente a 362,5 milioni di euro (+7%), un Margine di Interesse pari a 325,00 milioni di euro (+2%), Masse Totali a 113,5 miliardi (+9%) ed una raccolta netta nel 2025 pari a 6,8 miliardi di euro (+3%).
Il management ha proposto un dividendo complessivo da 2,90 euro per azione (payout 76%) rispetto ai 2,80 euro dell'anno scorso.
Banca Generali, quadro grafico a rischio
Graficamente la seduta di ieri sembrava poter attenuare il pesante calo del giorno precedente, con i prezzi che in mattinata erano risaliti fin sopra 57,00 euro. Il successivo ribasso li ha invece riavvicinati ai bottom del giorno precedente, spingendoli in chiusura a 54,05 euro. Il titolo ha ritracciato metà del rialzo partito ad ottobre dopo aver raggiunto nuovi record storici lo scorso mese in area 59,50.
Le ultime due sedute hanno provocato la violazione della media mobile esponenziale a 50 sedute (area 56,00) e messo sotto pressione quella a 100 sedute, quasi coincidente con la chiusura di ieri. Sotto 54,00 probabile un nuovo test a 52,50 e poco più in basso a 52,00 euro circa dove transita la media esponenziale a 200 giorni.
Se anche tale riferimento dovesse essere violato lo scenario tecnico assumerebbe contorni più preoccupanti ed inizierebbe a farsi concreto il rischio di un riavvicinamento ai bottom di ottobre in area 45,90/46,00.
Solo il superamento dei massimi di ieri a 57,10 euro permetterebbe di allentare le tensioni sul titolo prospettando la ripresa del precedente trend rialzista e la possibilità che vengano raggiunti nuovi massimi.
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