Decreto Bollette, tagli fino a 3 miliardi per famiglie e imprese
pubblicato:La prossima settimana le misure finiranno sul tavolo del governo. Interventi sulla differenza tra PPV e TTF, sugli ETS e sul costo dell’energia per gli energivori, per le famiglie vulnerabili e le imprese. I lavori su diversi fronti sono ancora in corso

La prossima settimana il Decreto Bollette sarà portato al consiglio dei ministri, lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha detto che si sta già lavorando alla chiusura del provvedimento, con i suoi tecnici in raccordo con Palazzo Chigi e con la Ragioneria dello Stato per la verifica delle coperture finanziarie.
Le indiscrezioni parlano di una misura - attesa ormai da mesi - che potrebbe valere dai due ai tre miliardi di euro e tagliare in maniera importante i costi energetici di famiglie e imprese, agendo sul problema strutturale del caro energia.
Decreto Energia, nel mirino ETS e lo spread fra PPV e TTF
L'idea generale sarebbe quella di ridurre il costo del gas a monte per favorire ribassi dei prezzi in tutta la catena di valore, ma l’equilibrio da trovare su vari e complessi fronti non è affatto facile e alcuni temi cardinali sono tuttora in elaborazione.
In primis gli ETS, le quote di emissione di CO2 che pesano per circa 25-30 euro su ogni megawattora prodotto dalle centrali a gas e ricadono con un effetto domino sulle bollette finali delle famiglie e delle imprese. Queste ultime da tempo cercano un sollievo su questo fronte e ancora oggi il presidente di Confindustria Emanuele Orsini è tornato a chiedere una sospensione temporanea del meccanismo che – questa l’accusa – penalizza gravemente la manifattura europea in termini di costi e competitività senza poi un’adeguata contropartita globale sul contrasto del cambiamento climatico (“solo il 25% delle emissioni globali è coperto da sistemi di tipo ETS e il sistema europeo rimane di gran lunga il più costoso”).
Del problema ETS parlava anche il report di Mario Draghi sulla competitività: "Poiché la generazione elettrica cade nel perimetro del sistema europeo delle emissioni di CO2 ETS, la sua intensità carbonica è prezzata nei costi di generazione elettrica.
Poiché chi fissa del prezzo marginale (i marginal price-setters) ha spesso tecnologie a elevata intensità di carbonio, incorpora il prezzo delle emissioni nel prezzo dell'energia (circa 20-25 €/MWh per le centrali a gas UE). I costi dell'anidride carbonica hanno pesato per circa il 10% di tutti i prezzi elettrici industriali al dettaglio nel 2023".
Il tema è insomma fondamentale, ma serve una regia europea per gestirlo e sicuramente entrerà nel confronto di questi giorni sulla competitività UE. Un accordo sembra insomma ancora in fase di elaborazione su questo punto.
La sospensione degli ETS intanto richiederebbe coperture finanziarie imponenti, secondo Equita fino a 5 miliardi di euro da reperire in qualche modo e raccordare con le norme UE.
Si sarebbe ormai prossimi anche al via libera alla vendita di circa 2,1 miliardi di metri cubi di gas comprati in emergenza nel 2022 dal GSE (il Gestore dei Servizi Energetici) e da Snam: potrebbero valere, secondo Il Corriere della Sera, circa 800 milioni di euro.
Queste risorse dovrebbero servire ad abbattere la bolletta energetica dei gasivori e contribuire all’annullamento della differenza tra il costo del gas PSV in Italia e il costo del TTF olandese, uno degli obiettivi principali del nuovo decreto, spesso denunciato come una ingiustificata differenza a monte del prezzo del gas venduto in Italia.
Ma non è ancora chiaro se e quanto gli oneri tolti agli energivori saranno trasferite alle bollette generali dei consumatori e la scarsa chiarezza sulla ripartizione dei costi potrebbe pesare oggi sui cali a Piazza Affari dei titoli dei fornitori di gas ed energia (Ftse Italia Utenze -3,02%).
Il governo lavora in contemporanea a un taglio degli oneri in bolletta collegati agli incentivi per le rinnovabili e, secondo il Sole 24 Ore, sarebbe in lavorazione un’adesione volontaria per gli energivori sopra i 20kW. Queste misure sarebbero affiancate anche da un consolidamento dei contratti di acquisto di lungo termine (i PPA) che dovrebbero permettere alle PMI di stabilizzare il fronte caldo della bolletta energetica.
Decreto Bollette, si cercano misure concrete per famiglie vulnerabili e PMI
Più a valle sarebbero ormai certi contributi alle famiglie vulnerabili e per il taglio degli oneri fissi ASOS delle PMI connesse a bassa tensione: per le prime sarebbe previsto un contributo da 115 euro quest’anno, per una spesa totale di 315 milioni di euro, e per le PMI sarebbe in cantiere un pacchetto da 500 milioni di euro.
La serie di leve su cui agire è insomma popolata di diverse istanze e il governo sta cercando - con il minor impatto possibile sulle finanze pubbliche- di promuovere interventi strutturali, che rischiano però di tradursi in sconti modesti in bolletta.
Sul tema i tecnici si affannano da mesi, ma è chiaro che Palazzo Chigi vuole rendere palpabile la nuova misura a partire dal Bonus Bollette da 55 euro per le famiglie con Isee sotto i 15 mila euro: una cifra limitata, ma che per 4,5 milioni di famiglie potrebbe fare la differenza.
Le associazioni dei consumatori sono sull’altolà da settimane. Codacons ha già dichiarato che si aspetta ‘misure davvero efficaci e non un semplice pannicello caldo che servirebbe a poco’ in un contesto in cui ‘Gli italiani continuano a pagare per l’energia le tariffe più alte d’Europa’.
Nel frattempo il passaggio al mercato libero e la lotta per la bolletta delle famiglie spinge Consumerismo a chiedere anche un’azione di contrasto del telemarketing selvaggio e delle pratiche scorrette degli operatori.
Il quadro è insomma davvero complicato.
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