Pensione anticipata, cosa resta nel 2026
pubblicato:Con l'addio a Opzione Donna e Quota 103 cambia lo scenario previdenziale nel 2026. Ecco i nuovi requisiti, l'età, i contributi, il quadro generale

Il 2026 ha sancito una serie di passaggi importanti nel sistema previdenziale italiano con l’addio a provvedimenti storici come Opzione Donna e Quota 103, tanto che qualcuno ha parlato di fine della stagione delle quote.
Pensioni, la fine della stagione delle quote, addio a Opzione Donna e Quota 103
L’Opzione Donna ‘cristallizzata’ prevede la possibilità per le lavoratrici di andare in pensione anche a 58 anni (dipendenti) o 59 anni (autonome) purché sia presente il requisito dei 35 anni almeno di anzianità contributiva (ossia di contributi versati).
La misura scompare nel 2026 dopo una lunga ‘sperimentazione’ partita dalla Riforma Maroni del 2004, ma già negli ultimi anni era stata ristretta alle categorie caregiver, invalide civili (almeno 74%) e donne lavoratrici licenziate o dipendenti di imprese che hanno attivato un tavolo di crisi.
Un altro importante scivolo di uscita verso la pensione che si chiude quest’anno è quello della quota 103: la quota nasceva dalla somma dei requisiti anagrafico (62 anni) e contributivo (41 anni), la finestra, già preclusa a forze armate, polizia, vigili del fuoco e guardia di finanza, si chiude con l’anno 2025.
Le pensioni anticipate nel 2026
Restano quindi in piedi i canali per così dire ordinari di accesso alla pensione.
Per la pensione anticipata ordinaria servono nel 2026:
- Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi effettivi;
- Donne: 41 anni 1 10 mesi di contributi.
Si tratta in realtà di un regime transitorio in attesa di un ulteriore inasprimento di 1 mese in più di contributi richiesti nel 2027 e di 3 mesi cumulativi dal 2028. Va inoltre precisato che è imposta una finestra mobile di 3 mesi tra il raggiungimento dei requisiti e l’erogazione del primo assegno previdenziale.
Altro caso è quello della pensione anticipata contributiva. È ‘riservata’ ai sistemi contributivi puri dei lavoratori che hanno versato i primi contributi dopo il 1° gennaio 1996.
In questi casi i requisiti sono:
- Età minima di 64 anni compiuti
- Almeno 20 anni di contributi versati
Viene invece riconfermata nel 2026 l’Ape Sociale, riservata a particolari categorie di lavoratori e che permette l’uscita dal mondo del lavoro quest’anno con 63 anni e 5 mesi di età.
Le pensioni ordinarie verso una nuova stretta dall'anno prossimo
Al di fuori di questi canali e di altri casi specifici (come il riscatto della laurea, l’accredito gratuito del servizio militare, la contribuzione figurativa Naspi o la maternità), le pensioni ordinarie prevedono la maturazione dei seguenti requisiti:
- fino al 2026 requisito anagrafico di 67 anni per tutte le categorie
- dal 2027 l’età richiesta crescerà di 1 mese e dal 2028 a 67 anni e 3 mesi (si avrà quindi uno slittamento dei requisiti parallelo a quello della pensione anticipata ordinaria
È infine un caso a parte quello dell’Isopensione: una misura di accompagnamento alla pensione dei lavoratori in prossimità dell’età pensionistica che perdono l’impiego presso aziende con oltre 15 dipendenti.
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