Lusso in forma oggi in Europa con i dati di Brunello Cucinelli ed Hermes

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Risultati solidi da entrambe le case e un cauto ottimismo nel medio e lungo periodo incoraggiano gli acquisti sulle azioni del settore

Lusso in forma oggi in Europa con i dati di Brunello Cucinelli ed Hermes

Seduta di acquisti per il lusso europeo dopo la pubblicazione di risultati importanti come quelli di Brunello Cucinelli ed Hermes.
A metà seduta lo Stoxx Europe Luxury 10 segna un rialzo del dello 0,81% e recupera terreno importante dopo il calo del 10,6% nell’ultimo mese.

Brunello Cucinelli, nel 2025 giro d'affari in crescita e investimenti importanti

A Piazza Affari Brunello Cucinelli segna un consistente rialzo del 3,03% a 85,12 euro dopo la diffusione dei dati preliminare del 2025 che il gruppo definisce ‘ottimi’. D’altronde la casa di Solomeo mostra una crescita del giro d’affari a doppia cifra e aggiorna il record storico di ricavi annuali a 1,407 miliardi di euro: +10,1% a cambi correnti e +11,5% a cambi costanti.

Il quarto trimestre del gruppo conferma la solidità del business con ricavi da 388,6 milioni di euro in crescita rilevante sia a cambi costanti, che correnti (+11,9% e +8,4% rispettivamente).

Durante l’ultimo esercizio Brunello Cucinelli ha effettuato importanti investimenti in Italia, completando con 145 milioni di euro, in anticipo di 6 mesi, il piano triennale al 2026 sul rilancio della produzione artigianale nel Bel Paese.
In concreto il gruppo ha raddoppiato la sede di Solomeo e ha completato due sartorie maschili a Gubbio e Penne, realizzando il takeover delle 26 vetrine principali di Harrods a Londra, accompagnando il rilancio del brand nell’anno con il documentario “Brunello, il visionario garbato”.

Alla fine dell’anno il gruppo arriva con una crescita equilibrata e sostenuta del business in tutte le maggiori geografie: nel 2025 le Americhe coprono il 37% del giro d’affari con 520,49 milioni di euro in crescita a doppia cifra (+11,9% a cambi costanti), poi c’è l’Europa con 494,65 milioni al 35,1% del business (+8,1% a/a a cambi costanti) e infine l’Asia con il 27,9% dei ricavi che significa 392,6 milioni di euro e cresce del 15,3% a cambi costanti.
Anche la Cina è per Brunello Cucinelli un mercato in ottima salute con crescite a doppia cifra, ma il gruppo va appunto bene un po’ dappertutto. L’equilibrio è studiato anche tra i canali con due terzi nel canale retail (67,3%, € 947 mln, +12,9%) e il resto nel wholesale (32,7%, € 460,6 mln, +8,5%).  

A fine periodo, dopo il pagamento di dividendi per 69 milioni di euro (pay-out al 50%), il gruppo registra un debito finanziario netto caratteristico di circa 200 milioni di euro.
Guardando avanti il gruppo punta a un progetto di sviluppo nel medio e lungo periodo che dovrebbe portare nel 2028 il fatturato nell’intorno degli 1,8 miliardi di euro.

Sul fronte grafico la reazione odierna dei prezzi, che si pone sulla scia della rimonta avviata dai pericolosi minimi di fine gennaio (e del 26 settembre) a 77,66 euro, riporta i prezzi sugli ostacoli di area 85 euro, ma richiederà ulteriori e più decisive conferme nel corso delle prossime sedute.

Hermes, 2025 in crescita, investimenti nella base produttiva

La giornata del lusso europeo è stata arricchita anche dai dati di Hermes, altro brand di alta gamma, che in tarda mattina segna un rialzo del 2,04% a 2.163 dollari a Parigi dopo la pubblicazione dei risultati.

I ricavi del gruppo nel 2025 sono cresciuti del 5,48% a cambi correnti e dell’8,9% a cambi costanti superando la soglia dei 16 miliardi di euro.
L’utile operativo ricorrente è cresciuto del 6,81% a 6,57 miliardi di euro (il 41% dei ricavi, margine in leggera crescita), mentre l’utile netto del gruppo ha mostrato un leggero calo dell’1,72% a 4,524 miliardi di euro.

Il business di Hermes ha generato cash flow dalle attività operative per 5,4 miliardi (+5%, che diventa +11% al netto di alcune poste straordinarie) che si è tradotto in un free cash flow da 3,9 miliardi dopo investimenti operativi per 1,2 miliardi e lease per 300 milioni: a fine dicembre Hermes aveva una posizione finanziaria netta positiva (cassa) per ben 12,8 miliardi di euro, circa 800 milioni in più di un anno prima, nonostante dividendi da 2,8 miliardi.

Anche il presidente esecutivo di Hermes Axel Dumas ha posto l’accento sulla necessità di una forte integrazione verticale (che in questo settore deve garantire l’eccellenza implicita nella proposta di valore a clienti ed azionisti): nel 2025 i lavoratori della casa di moda sono cresciuti di oltre 1.300 unità raggiungendo i 26.494 dipendenti.

Il gruppo francese entra - come Brunello Cucinelli - nel 2026 con una cauta fiducia che non si nasconde le sfide di un contesto geopolitico ed economico incerto.

Per fare un esempio l’impatto dei cambi per Hermes l’anno scorso è stato di 515 milioni di euro, ma alla prossima assemblea il board proporrà un dividendo da 18 euro.

Anche il grafico di Hermes accoglie oggi buone performance che si sommano a un recupero nelle ultime sedute (nei giorni scorsi le indicazioni di Luca De Meo per il futuro di Kering, nonostante i dati in calo del gruppo, sembrano aver riportato una moderata fiducia nel settore).
Serviranno però conferme ben più decise per incoraggiare i corsi verso un assetto più costruttivo nel medio e lungo periodo.

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